di: Cinzia Niccolai
Una carovana di persone ha contribuito a difendere la Costituzione
E´ dovuto passare più di un mese perchè riuscissi a scrivere le considerazioni che seguono sul risultato referendario: una sorta di depressione post partum mi aveva creato un periodo di afasia.
Un risultato impensabile che premia il lavoro capillare fatto negli anni si è avuto il 26 giugno 2006. Non l´improvvisazione dell´ultimo mese di campagna referendaria ma un´attività minuta, tessuta senza sosta, senza mezzi e senza incentivi, né materiali né morali, da persone che si erano rimboccate le maniche perché avevano capito che non potevano delegare alla classe politica. Questo perché il rischio di fallire l´obiettivo sarebbe stato enorme ma soprattutto perché non sarebbe stato giusto: per liberare il Paese dalla dittatura e per darci questa Costituzione si erano messi in gioco, fino all´estremo sacrificio, i singoli individui. Potevamo noi cittadini delegarne la difesa ai soli parlamentari, molti dei quali eletti in modo non condiviso dai loro stessi elettori, ed alle forze politiche in generale immemori dei tavoli della bicamerale dove questa veniva senza pietà vivisezionata? Non potevamo e non l´abbiamo fatto. Abbiamo messo su questa carovana che in quasi due anni ha organizzato e/o partecipato a più di 100 iniziative (vedi tabella allegata), se si considerano quelle del solo gruppo fiorentino, ed almeno il doppio considerando anche quelle delle altre sedi.
E´ un lavoro che è partito da lontano. Dai giorni dello sdegno che riempiva le piazze, dallo sbigottimento e poi dalla reazione collettiva per le prime leggi vergogna e per la pratica di quel governo nato nel 2001 che in soli 6 mesi ha determinato la formazione dei movimenti. A Firenze, all´inizio del 2002, il Laboratorio per la Democrazia ed in altre parti d´Italia i Girotondi.
E proprio all´interno della realtà fiorentina il gruppo «Democrazia, giustizia e libertà» del Laboratorio ha incominciato ad occuparsi della Costituzione e a denunciare lo sfregio che la carta stava subendo. In occasione dalla grande manifestazione per primo sciopero della magistratura contro il governo, il 20 giugno 2002 e per l´approvazione della legge Cirami il 5 novembre 2002, con cartelli, striscioni, manifesti e volantini che hanno permesso di attirare l´attenzione delle persone e di parlare con tutte, anche con gli elettori del centrodestra.
Da quel gruppo è partita l´idea di inaugurare la stagione della difesa e divulgazione della Costituzione che il 1° marzo 2003 ha riunito Oscar Luigi Scalfaro, Leopoldo Elia, Alessandro Pizzorusso, Umberto Allegretti, Stefano Grassi, ospite Teresa Mattei, alla Limonaia di villa Strozzi per replicare 2 settimane dopo con festa popolare da ballo, sempre all´insegna della Costituzione. E via con una serie di iniziative fino all´organizzazione di un corso che fornisse ai cittadini l´abc per comprendere in autonomia le non semplici vicende politiche che il paese stava vivendo: il «Corso di giurisprudenza pratica ed educazione civica - Tutto ciò che avreste sempre voluto sapere, che non osate chiedere e che i giornali non spiegano», tenuto in 6 lezioni a marzo-aprile 2004. Trasformati in «costituzionalisti di strada» si è compreso che la difesa della Costituzione, sempre più sotto attacco, diventava l´obiettivo primario e per questo, a ottobre 2004, insieme ad altre sedi dei girotondi sparse per il paese (Varese, Milano, Parma, Reggio Emilia, Roma, Ascoli Piceno e Acireale aggiuntasi verso la fine del percorso), abbiamo dato vita alla carovana. All´inizio con un progetto ambizioso che doveva sollevare l´Italia contro il vilipendio della carta con un percorso inverso a quello risorgimentale, partendo da Marsala e risalendo a Quarto, coinvolgendo la popolazione in modo da creare centri locali di «resistenza» che si moltiplicassero sul territorio e che creassero tappe autonome. In realtà poi girando l´Italia con partenza dalla postazione baricentrica fiorentina e creando iniziative locali nelle zone di influenza delle sedi attive. Un lavoro costante che non ha conosciuto pause, iniziato con l´approntamento dei materiali necessari alla comunicazione e snodatosi in appuntamenti a scadenza regolare che, negli ultimi 6 mesi prima del referendum, ha subito un´accelerazione fortissima. Un lavoro a tempo pieno che costituisce anche un modello di attività sviluppatasi attorno ad un valore la cui salvaguardia diventa obiettivo comune, slancio di passione civile senza secondi fini che non quello dichiarato. Un´attività dove ognuno ha dato quello che ha potuto, e spesso anche di più, a seconda delle proprie competenze e inclinazioni ma più sovente nonostante queste.
C´è chi ha dato moltissimo occupandosi giornalmente del sito, chi ha girato l´Italia in lungo ed in largo senza sosta, chi ha sviluppato il linguaggio grafico che ci ha permesso di essere incisivi con tutti, chi ha creato gli slogan, chi si è inventato i loghi, chi ha scritto articoli per i giornali, chi ha scritto il testo dei volantini ed opuscoli, chi ha scritto libri per i bambini, chi ha scritto commedie e piece teatrali, chi ha diretto i lavori teatrali e video, chi ha scritto brani musicali e canzoni, chi ha suonato e chi ha recitato, chi ha fatto lezioni nelle scuole ad alunni, genitori ed insegnanti, chi si è occupato delle spedizioni ed ha tenuto la contabilità, chi ha lanciato i volantini alla prima del maggio musicale e chi li ha distribuiti nei mercati, alle sagre ed alle feste, sui lungomare e sulle spiagge e perfino al Pitti Uomo, incurante dello sdegno spocchioso con cui sono stati ricevuti. Chi ha attaccato abusivamente gli annunci funebri quando l´immonda controriforma è stata approvata, chi ha attaccato manifesti negli spazi concessi dai comuni per la campagna elettorale e referendaria, chi ha curato la comunicazione via internet, chi ha rilasciato interviste alle radio ed alle tv (molto poche quest´ultime), chi ha contattato i centri sociali e chi i circoli più esclusivi, chi ha fatto il relatore ai dibattiti e chi ha parlato in pubblico senza averne le capacità perché fosse chiaro che non siamo politici di professione, né addetti ai lavori e che la costituzione è di tutti, ma proprio di tutti. La costituzione è di tutti, hanno compreso i cittadini e non certo per merito del mezzo televisivo o radiofonico di Stato che nel breve periodo della campagna referendaria ha diffuso un messaggio pubblicitario che inneggiava al rinnovamento della macchina statale.
Tutti si sono prodigati perché si comprendesse che la costituzione è un patrimonio di tutti gli italiani e che non la si può modificare «ad personam» e con la prepotenza, che non la si può far somigliare a quella voluta dalla P2, che Calamandrei non si può cambiare con Calderoli e che quest´ultimo non è in grado di poterla riscrivere, come recitavano alcuni dei nostri slogan con cui abbiamo sfilato nelle varie città.
Abbiamo contribuito a salvare la Costituzione ed ora dobbiamo tenerla d´occhio: troppi inquietanti segnali non ci permettono di dormire sonni tranquilli.
Origini del gruppo Carovana fiorentino
Attività del gruppo Carovana fiorentino
