di: anarchicialbenga
Referendum Confermativo
Il referendum confermativo del 25-26 giugno, presentato dai due poli come occasione di rivincita o di nuove conferme, chiama i cittadini a pronunciarsi sulla riforma costituzionale promossa dalla passata maggioranza di centro-destra e nota come "riforma federale" o "devolution".
In realtà essa pretende di migliorare l'amministrazione modificando l'attuale assetto dello Stato, dagli equilibri fra le Camere, ai poteri dell'esecutivo e al loro controllo; però, invece di avvicinare il cittadino al potere avvicina il potere al cittadino, rendendolo ostaggio di una politica senza più controlli, oltre che della burocrazia. A tal proposito, si noti che:
- Il federalismo non risolve il problema dello spreco di denaro pubblico per mantenere l'apparato statale: anzi, decentrare significa moltiplicare gli enti - e quindi i costi e le tasse.
- La spartizione delle materie di competenza fra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica crea ambiguità interpretative e conflitti di attribuzione, cioè nuovi ostacoli, di forma e di sostanza, alla tanto ricercata maggiore efficienza.
- L'aumento dei poteri del Presidente del Consiglio garantirà un esecutivo più forte e meno controllato: all'atto pratico, questo produce solo un potere più autoritario, non una politica più autorevole e seria - né più giusta.
- Il principio della sussidiarietà, proposto dai due poli finalmente concordi, consiste nell'evitare all'impresa privata con attività nel campo dei servizi essenziali (come istruzione e sanità) la concorrenza dello Stato. In altre parole, lo Stato, inteso come cosa pubblica, viene declassato a eventuale sostituto del privato e solo in caso di mancanza totale del privato.
La Costituzione di uno Stato che voglia mantenersi democratico dovrebbe impedire possibili derive autoritarie, garantendo al cittadino il suo diritto-dovere di occuparsi della gestione della cosa pubblica e il potere di sindacare sulle scelte dei rappresentanti. La riforma in esame non solo va in senso opposto, ma addirittura sostituisce alla cosa pubblica la cosa privata, con tanti saluti alle tutele per il cittadino e alla sua sovranità.
Per questo, denunciando il progetto comune ai due poli di degradare il cittadino a mera comparsa nella vita pubblica e di rinnegare la socialità dello Stato, noi anarchici
invitiamo a partecipare e a votare NO.
Collaboratori: Circolo anarchico Albenga
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Ultima modifica 2006-06-18 00:37
