COMITATO IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE
RAVENNA
Un passo indietro per l'Italia
In queste ore, alla Camera, è in atto una vera e propria aggressione
alla nostra Carta Costituzionale, e siamo solidali e idealmente vicini alle
forze di opposizione che stanno decidendo di abbandonare l'Aula, per non
partecipare a una votazione che, in blocco e senza discussione, affossa
55 articoli, introduce il premierato assoluto, toglie gli attuali poteri di
garante super partes del Presidente della Repubblica, fa a pezzi, con
la devolution, l'unità nazionale che per noi è prima di tutto solidarietà e
universalità dei diritti.
La sovranità popolare diventa un vuoto fantasma e
la Corte Costituzionale viene subordinata alla maggioranza che governa.
Uno stravolgimento che viene motivato con un presunto rafforzamento dell'interesse nazionale, ma che tradisce i principi su cui la Costituente fondò la rinascita della nazione e la nascita della Repubblica dopo la lunga e tragica stagione fascista. Ma l'interesse nazionale non può che essere
l'interesse dell'intera nazione.
Oggi il nostro paese ha fatto un passo indietro. Sarà il popolo
"sovrano", con il referendum per cui da un anno il Comitato in Difesa della
Costituzione di Ravenna e tanti altri Comitati in Italia stanno già
impegnandosi, che correggerà questo grave attacco alla democrazia e alla
universalità dei diritti. Una Controriforma che fermeremo.
Per il Comitato in Difesa della Costituzione di Ravenna
Angelo Morini Vicepresidente
Maria Paola Patuelli Presidente
Ravenna, 20 ottobre 2005
