LA SCUOLA A PARMA
di: Roberta Roberti
di: Roberta Roberti
L´amministrazione uscente ha investiti molti soldi nell´edilizia scolastica e negli arredi, spendendo molto anche per una abilissima propaganda mediatica, fatta di giornalini, opuscoli, libri patinati, gadget e costose mostre futuristiche.
L´assessore Lavagetto ha in questi anni fatto un uso di tutti gli strumenti propagandistici possibili per magnificare i suoi interventi nelle scuole della città.
Ma il dato di fondo è tuttavia caratterizzato da un cambiamento radicale di prospettiva, in sintonia con il tentativo di trasformare un diritto, quello all´istruzione, in un servizio, riducendo il cittadino a cliente-utente.
In questa ottica rientra la creazione di ParmaInfanzia S.p.A., che in fondo è andata benissimo a tutti, anche al centrosinistra poichè il 51% di questa spa appartiene a una cooperativa sociale. Sono stati esternalizzati tantissimi servizi nel settore educativo. Ma di fronte al fenomeno principale che ha investito il sistema scolastico cittadino, non si è previsto nessun intervento serio per supportare con personale qualificato l´integrazione scolastica degli alunni migranti. Analogo discorso vale per gli alunni diversamete abili.
Il personale scolastico è stato sottoposto a pressioni e condizionamenti che hanno stravolto impianti educativi e didattici collaudati e sperimentati per garantire moduli orari frammentati e disorganici, al fine di mostrare sensibilità per le esigenze delle famiglie. Le scuole si sono trasformate in parcheggi, dove si entra e si esce quando si vuole, senza alcun rispetto per il progetto educativo e didattico e per i diritti dei bambini e delle bambine.
Fortunatamente, la professionalità di buona parte dello staff comunale addetto ai servizi educativi, forte di anni di esperienza e di un sistema collaudato, ha garantito che la qualità sia rimasta sostanzialmente buona. Tuttavia, la fuga delle maestre dagli asili e dalle materne comunali non è certo un segno di benessere del sistema ed è destinata a incidere sulla qualità. Inoltre, resta alto il numero di bambini esclusi dai nidi e dalle materne.
Quanto alle scuole medie, a quelle in particolare crediamo che il Comune dovrebbe prestare attenzione, perchè è in quella fascia di età che cominciano a manifestarsi i più diffusi disagi e divengono più complessi gli interventi di integrazione degli alunni in difficoltà.
Due sono state le scelte strutturali operate dal Comune:
a) iscrizione coatta alla scuola abbinata al proprio luogo di residenza e/o alla scuola elementare di provenienza;
b) riorganizzazione dei poli scolastici, con la creazione di nuovi istituti comprensivi e lo smembramento di alcuni istituti preesistenti, succursali comprese
In entrambi i casi, ciò che è maggiormente mancato è stato il coinvolgimento della cittadinanza, ed in particolare delle famiglie direttamente interessate. Inoltre, sebbene il problema del riequilibrio della popolazione scolastica sia di difficile soluzione, l´operazione dell´amministrazione Lavagetto non pare destinata ad avere molto successo quanto alle finalità che si ripropone, anzi, è prevedibile che alcuni fattori si siano acuiti (la creazione di scuole-ghetto, la fuga verso le private...).
Perciò, le proposte:
1) Impegno a garantire l´intervento di personale qualificato per favorire l´integrazione degli alunni e delle alunne stranieri/e, attraverso mediatori culturali e altro personale qualificato. Ciò si rende particolarmente urgente nella scuola media, dove l´arrivo ormai frequente di alunni di prima alfabetizzazione, anche in corso d´anno, rende le possibilità di reale inserimento degli alunni particolarmente difficoltosa, anche in relazione all´età
2) impegno a garantire personale di sostegno qualificato per l´integrazione degli alunni e delle alunne diversamente abili, al fine di aumentare le ore di compresenza concesse dal ministero
3) risorse alle scuole per garantire spazi extrascolastici aperti ai ragazzi e alle ragazze; in questo senso, le scuole superiori potrebbe divenire luoghi di incontro e confronto, di libera espressione e partecipazione per i giovani. Sono necessarie in tal senso azioni coordinate con la Provincia, competente in materia di istituti superiori
4) apertura di un tavolo per riprogettare il sistema delle iscrizioni e valutare gli equilibri interni agli istituti scolastici e l´effettiva efficacia del sistema degli istituti comprensivi
5) Impegno a fare quanto possibile per aumentare la disponibilità di posti negli asili nido e nelle scuole materne
6) Cura prioritaria dell´impianto pedagogico e didattico nella definizione delle risorse e degli organici dei nidi e delle materne
7) Impegno a sostenere il tempo pieno nelle scuole elementari e quello prolungato nella scuola media, tramite azioni presso gli Uffici Scolastici provinciale e regionale ed il ministero
8) garanzia alle scuole di poter usufruire di scuolabus per uscite didattiche in città e/o provincia a prezzi puramente simbolici (non certo alle cifre da capogiro che vengono richieste attualmente, dalla beneamata - e privatizzata - TEP)
L´assessore Lavagetto ha in questi anni fatto un uso di tutti gli strumenti propagandistici possibili per magnificare i suoi interventi nelle scuole della città.
Ma il dato di fondo è tuttavia caratterizzato da un cambiamento radicale di prospettiva, in sintonia con il tentativo di trasformare un diritto, quello all´istruzione, in un servizio, riducendo il cittadino a cliente-utente.
In questa ottica rientra la creazione di ParmaInfanzia S.p.A., che in fondo è andata benissimo a tutti, anche al centrosinistra poichè il 51% di questa spa appartiene a una cooperativa sociale. Sono stati esternalizzati tantissimi servizi nel settore educativo. Ma di fronte al fenomeno principale che ha investito il sistema scolastico cittadino, non si è previsto nessun intervento serio per supportare con personale qualificato l´integrazione scolastica degli alunni migranti. Analogo discorso vale per gli alunni diversamete abili.
Il personale scolastico è stato sottoposto a pressioni e condizionamenti che hanno stravolto impianti educativi e didattici collaudati e sperimentati per garantire moduli orari frammentati e disorganici, al fine di mostrare sensibilità per le esigenze delle famiglie. Le scuole si sono trasformate in parcheggi, dove si entra e si esce quando si vuole, senza alcun rispetto per il progetto educativo e didattico e per i diritti dei bambini e delle bambine.
Fortunatamente, la professionalità di buona parte dello staff comunale addetto ai servizi educativi, forte di anni di esperienza e di un sistema collaudato, ha garantito che la qualità sia rimasta sostanzialmente buona. Tuttavia, la fuga delle maestre dagli asili e dalle materne comunali non è certo un segno di benessere del sistema ed è destinata a incidere sulla qualità. Inoltre, resta alto il numero di bambini esclusi dai nidi e dalle materne.
Quanto alle scuole medie, a quelle in particolare crediamo che il Comune dovrebbe prestare attenzione, perchè è in quella fascia di età che cominciano a manifestarsi i più diffusi disagi e divengono più complessi gli interventi di integrazione degli alunni in difficoltà.
Due sono state le scelte strutturali operate dal Comune:
a) iscrizione coatta alla scuola abbinata al proprio luogo di residenza e/o alla scuola elementare di provenienza;
b) riorganizzazione dei poli scolastici, con la creazione di nuovi istituti comprensivi e lo smembramento di alcuni istituti preesistenti, succursali comprese
In entrambi i casi, ciò che è maggiormente mancato è stato il coinvolgimento della cittadinanza, ed in particolare delle famiglie direttamente interessate. Inoltre, sebbene il problema del riequilibrio della popolazione scolastica sia di difficile soluzione, l´operazione dell´amministrazione Lavagetto non pare destinata ad avere molto successo quanto alle finalità che si ripropone, anzi, è prevedibile che alcuni fattori si siano acuiti (la creazione di scuole-ghetto, la fuga verso le private...).
Perciò, le proposte:
1) Impegno a garantire l´intervento di personale qualificato per favorire l´integrazione degli alunni e delle alunne stranieri/e, attraverso mediatori culturali e altro personale qualificato. Ciò si rende particolarmente urgente nella scuola media, dove l´arrivo ormai frequente di alunni di prima alfabetizzazione, anche in corso d´anno, rende le possibilità di reale inserimento degli alunni particolarmente difficoltosa, anche in relazione all´età
2) impegno a garantire personale di sostegno qualificato per l´integrazione degli alunni e delle alunne diversamente abili, al fine di aumentare le ore di compresenza concesse dal ministero
3) risorse alle scuole per garantire spazi extrascolastici aperti ai ragazzi e alle ragazze; in questo senso, le scuole superiori potrebbe divenire luoghi di incontro e confronto, di libera espressione e partecipazione per i giovani. Sono necessarie in tal senso azioni coordinate con la Provincia, competente in materia di istituti superiori
4) apertura di un tavolo per riprogettare il sistema delle iscrizioni e valutare gli equilibri interni agli istituti scolastici e l´effettiva efficacia del sistema degli istituti comprensivi
5) Impegno a fare quanto possibile per aumentare la disponibilità di posti negli asili nido e nelle scuole materne
6) Cura prioritaria dell´impianto pedagogico e didattico nella definizione delle risorse e degli organici dei nidi e delle materne
7) Impegno a sostenere il tempo pieno nelle scuole elementari e quello prolungato nella scuola media, tramite azioni presso gli Uffici Scolastici provinciale e regionale ed il ministero
8) garanzia alle scuole di poter usufruire di scuolabus per uscite didattiche in città e/o provincia a prezzi puramente simbolici (non certo alle cifre da capogiro che vengono richieste attualmente, dalla beneamata - e privatizzata - TEP)
