di: Eugenio Scalfari da la Repubblica 12.2.2006
Il governo conclude l'opera sua consegnando al prossimo Parlamento una finanza ipotecata e un'economia stagnante. È migliorato, è vero, il livello dell'occupazione, dovuto per un terzo alla regolarizzazione di mezzo milione di immigrati. È aumentato però il lavoro precario. Sono peggiorate le prospettive dei giovani. Il sommerso ha toccato la percentuale record del 40 per cento e con esso l'evasione fiscale. Infine il potere d'acquisto è crollato mentre il governo ha buttato dalla finestra 12 miliardi di minori aliquote sull'Irpef, peraltro più che compensate da un drastico aumento delle imposte indirette e dei tributi locali. Questo è lo stato dei fatti nella finanza e nell´economia.
Gli elettori che votarono per Berlusconi cinque anni fa non volevano questo. Volevano e speravano in un paese in cui
- la burocrazia fosse ridotta all'essenziale e guadagnasse in efficienza (non fatto);
- una giustizia più rapida (non fatto);
- una sicurezza personale più garantita (non fatto);
- una lotta vittoriosa contro la criminalità organizzata (non fatto);
- trasporti più agevoli e veloci (non fatto);
- mercati più liberi e concorrenziali (non fatto);
- scuola moderna e capace di formare i giovani (non fatto);
- un pò più di agio familiare e individuale (non fatto).
Poi, man mano che il tempo passava, che l'arricchimento della famiglia "Fininvest" diventava clamoroso, che le leggi in favore del "clan" fioccavano in un parlamento bulgaro, quegli elettori cominciarono a disertare fino a quando il disincanto diventò un fenomeno di massa.
Ma purtroppo i guasti morali oltre che materiali sono stati immensi. La perdita di prestigio all'estero così profonda che ci vorrà una generazione per recuperare.
Il titolare del potere esecutivo è convinto (lo è veramente e questo è il dramma suo e nostro) di essere il meglio, di aver lui creato il G8, d'esser lui l'amico numero uno di Bush, di Putin e di Blair, d'aver guidato a fianco dell'America la politica dell'intero Occidente.
L'Europa ride di lui e di noi. Bush e Putin lo accontentano con le pacche. Pacche a lui patacche a noi. Non vi sembra ora di farla finita con questa buffonata che dopo cinque anni è diventata un incubo nazionale?
