di: Piero Ricca
Forse è solo tattica. Oppure portiamo jella ai personaggi che critichiamo.
Sta di fatto che, tornando con l'ultimo treno da Torino, domenica sera ho appreso che il buon D'Alema non era più il candidato dell'Unione al Quirinale. Gli era subentrato Giorgio Napolitano, che personalmente reputo ben più autorevole.
Ero andato a Torino per manifestare insieme agli amici del meetup di Beppe Grillo proprio contro l'ipotesi dell'elezione dello skipper bicameralista a presidente della Repubblica.
Per alcune ore abbiamo sostato davanti all'ingresso principale della fiera del libro con volantini e cartelli. Su quest'ultimi avevamo sintetizzato alcune delle nostre ragioni: la Bicamerale, gli inciuci, "Mediaset patrimonio del Paese", la mazzetta prescritta tanto tempo fa, eccetera eccetera.
Ho tenuto anche un comizietto, proprio non ce la faccio a star zitto.
Su
www.pieroricca.org
c'è uno dei video girato dagli amici di Torino che è possibile attivare anche qui sotto.
Mi ha divertito la perplessità di molti passanti quando, dopo aver letto i cartelli, apprendevano che eravamo elettori di Centrosinistra.
La libertà disorienta. Anzi, è autentica quando infastidisce coloro che ragionano per schemi, di convenienza o appartenenza che siano.
Poi siamo entrati negli spazi della fiera. Alle 13,30 è iniziato un convegno organizzato da Micromega. C'erano Pardi, Odifreddi, Flores, Caselli, Travaglio, la Hack. Si è parlato delle priorità del prossimo governo Prodi: quali leggi bloccare subito, quali riforme fare subito, per sconfiggere una volta per tutte la poco onorevole "anomalia italiana".
Tra il pubblico c'era anche Nando Dalla Chiesa, il quale nel suo blog ha riportato una sensazione: attenzione, a furia di giochetti l'Unione si è già giocata una parte del consenso ottenuto meno di un mese fa.
In particolare Flores e Travaglio hanno toccato il tema del giorno: il dopo Ciampi.
Secco e ampiamente argomentato il no a D'Alema. Applausi scroscianti.
Travaglio ha concluso il suo intervento ricordando alla foltissima platea che fuori c'eravamo noi a manifestare e che si poteva prendere e diffondere il nostro volantino.
Un uomo della sicurezza è subito accorso per impedirci di volantinare ed esporre i cartelli dentro il perimetro della fiera, ma è stato zittito dalle stesse persone che a frotte venivano a prendere il volantino.
A un certo punto è arrivata la polizia, che già ci aveva identificati in mattinata. Ma se n'è rimasta buona, capendo che stavamo solo esponendo le nostre idee.
Mentre ero a cena con gli amici di Torino, mi ha chiamato un giornalista di Repubblica. "Ma è vero che le forze dell'ordine vi hanno strappato i volantini?", mi ha chiesto. Cercava la notiziona. L'ho dovuto deludere, non ho la vocazione della vittima.
