di: Piero Ricca
Sabato 11 febbraio, presso l'archivio di Stato di Pistoia, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell'archivio donato dal commendator Licio Gelli alla collettività. Ne dà notizia un articolo di Repubblica di domenica, a pag. 18. La cerimonia è stata anticipata da forti polemiche, che hanno dissuaso dal presenziarvi il sindaco della città, il diessino Renzo Berti. Non sono mancate le contestazioni, che hanno indotto Gelli e i suoi familiari a uscire da una porta di servizio. "Un segno di vitalità della città", le ha definite il commendatore, apparso in buona forma, a dispetto degli ottantasei anni. Durante la cerimonia sono stati pronunciati alcuni discorsi.
Il professor Ferruccio Monterosso - secondo l'inviato di Repubblica - ha accostato l'opera poetica del Venerabile Maestro a Omero e Leopardi. E' intervenuta, in qualità di docente di archivistica generale, anche Linda Giuva, consorte dell'onorevole D'Alema. L'Unità di domenica, a pag. 10, annota: "Un archivio personale - ha spiegato l'esperta - è come un monumento che una persona fa per lasciare una certa immagine di sé. E lo stesso vale per Gelli. Una parte dei documenti in suo possesso potrebbe non essere pervenuta all'archivio di Stato". Si apprende anche che Gelli ha definito "presuntuoso" Berlusconi (tessera 1816 della P2) per essersi accostato a Napoleone. E ha dichiarato di non sapere ancora per chi votare, anche perché "non so se alla fine la sfida sarà tra Prodi e Berlusconi...".
Questi i fatti. Veniamo ora alle opinioni, in forma interrogativa.
Gli organizzatori di quell'evento sanno chi è Licio Gelli e che cosa fu la P2? Conoscono la trama di misfatti nei quali gli affiliati a quella loggia eversiva hanno avuto un ruolo? Era proprio necessario, a prescindere dal valore culturale dell'archivio, che le Istituzioni pubbliche fossero coinvolte in quell'omaggio a uno dei personaggi più inquietanti della storia repubblicana? E D'Alema, che cosa pensa il candidato alla presidenza della Camera dell'intervento, a metà fra incenso e oblio, di sua moglie, l'esperta archivista Linda Giuva?
Promemoria
"Il caso P2 non va isolato, ma visto come manifestazione di una tendenza che ha radici antiche: non basterà una sconfitta elettorale per estirparle. Il nuovo governo deve fronteggiare le insidie della componente occulta della nostra storia", ha dichiarato all'Unità Gaetano Arfè, mercoledì 8 febbraio.
Per non dimenticare, ecco una recente
intervista a Sergio Flamigni.
Post scriptum
Propongo a chi condivida questi dubbi, di inviare la letterina, riportata sotto, ad alcuni quotidiani e a Massimo D'Alema.
Unità
Repubblica
Corriere
La Stampa
Testo della letterina
Democrazia archiviata e venerabili consorti
Sabato, a Pistoia, è stato inaugurato l'archivio donato dal commendator Licio Gelli alla collettività. Alla cerimonia sono intervenute varie personalità. Tra queste Linda Giuva, docente di archivistica nonché consorte dell'on. D'Alema.
Ci chiediamo: ma era proprio necessario? Possibile che rappresentanti delle Istituzioni ed esponenti della Sinistra non avvertano imbarazzo nell'omaggiare personaggi così compromessi nelle trame più torbide della storia italiana? Ed è forse opportuno, in nome della neutralità della cultura, distinguere il mecenate dal piduista? A noi sembra di no, soprattutto dopo quest'ultima legislatura la quale, com'è noto, ha portato a realizzazione molti punti del Piano di rinascita democratica di Gelli e dei suoi affiliati. Siamo "demonizzatori"? Forse, ma in buona compagnia.
