di: Piero Ricca- da www.pieroricca.org
Niente è al di sopra del sospetto a Puffonia, nemmeno la regolarità del voto.
Dal 10 aprile sera mi fa compagnia il dubbio che qualcosa sia girato storto nello scrutinio dei voti. Troppo alto lo scarto fra exit polls e risultati ufficiali, troppo lento l´afflusso dei voti scrutinati, troppo bassa la quota delle schede bianche, troppo strano quel via vai del ministro dell´Interno Pisanu fra il Viminale e la casa privata di uno dei due contendenti durante la notte elettorale, troppo insistente la richiesta di riconte da parte dello sconfitto.
Sospetti, congetture: nulla di più. Ma alimentati da un lustro di leggi ad personam e affari sporchi, che non ha incoraggiato la fiducia nell´onestà di certa gente.
Subito dopo il voto fu pubblicato un libello anonimo, che affabulava del grande imbroglio in chiave letteraria. Qualche mese fa è uscito su Micromega un altro racconto, di Piero Colaprico, che ha rilanciato i dubbi.
La prima inchiesta giornalistica sull´argomento di cui ho notizia è il nuovo film di Enrico Deaglio, in uscita il prossimo 23 novembre insiema al settimanale Diario.
Ieri ho incontrato Deaglio al British Council di Milano, in occasione della presentazione del nuovo libro di Robert Fisk. Ecco una sintesi del nostro dialoghetto:
Io: «Hai scoperto le prove dell´imbroglio?».
Lui: «Ritengo di sì».
Io: «Quanti voti rubati?».
Lui: «Un milione e mezzo».
Io: «In favore del Puffone?».
Lui: «Sì».
Io: «In che modo?».
Lui: «Utilizzando le schede bianche. Nel film spiego il trucco».
Io: «Saranno invalidate le elezioni?».
Lui: «Non credo proprio».
Vedremo il film e quale dibattito sarà in grado di generare. Può darsi che Deaglio si sbagli. Può darsi che i nostri dubbi siano infondati. Ma può darsi anche che figuri senza scrupoli, utilizzando il nuovo metodo di selezione degli scutinatori, abbiano provato a ingannare un intero popolo. E che non ci siano riusciti per un pelo. E che magari questo pelo sia il residuo senso di responsabilità di qualche membro del clan di vecchia scuola democristiana. E che l´Unione sia stata zitta, per viltà, furbizia o quieto vivere, avendo garantita la vittoria, sia pure con margini ridotti al Senato.
Se fosse vera l´ipotesi Deaglio, sarebbe arduo continuare a definire l´Italia una democrazia prima che i responsabili di questo crimine fossero assicurati alle patrie galere per attentato alla Costituzione.
Meglio non pensarci? No, meglio dubitare e non stancarsi di esigere e cercare la verità.
