di: Roncone Fabrizio - Corriere della Sera - 4 marzo 2008
Al Senato con Di Pietro: Walter faccia pure l’ inciucetto, io dico la verità
E così lei, professor Francesco Pardi detto Pancho, ex gran capo girotondino insieme a Nanni Moretti e Paolo Flores d’Arcais, ora sale sul tram dell’ Italia dei valori condotta da Antonio Di Pietro, unico alleato di Veltroni...
«Esatto. Eviti toni ironici, e scriva: capolista al Senato in Toscana. Ha altre domande da farmi?».
Molte. «Proceda».
Con Di Pietro il rapporto quando nasce?
«Risale alle Europee del 2004, quando mi presentai con la Lista Di Pietro Occhetto - società civile. Poi ci siamo incontrati a una serie di iniziative pubbliche con Michele Santoro e Marco Travaglio e così...».
C’ era pure Travaglio?
«Sì, perché? Cos’ è questo stupore?».
No, niente... ma chissà Veltroni, quando lo saprà.
«Allora: Veltroni va in giro a dire che i toni devono essere bassi e che non vale più la pena di combattere il berlusconismo, né tutte le questioni giudiziarie che, appunto, riguardano il cosiddetto Cavaliere...».
Invece?
«Invece il problema di Berlusconi c’ è, Veltroni vorrà pure farci un mezzo inciucetto dopo le elezioni per affrontare la modifica dell’ attuale legge elettorale, ma questo non può e non deve impedire a me, a noi, di dire le cose come stanno».
E come stanno? «Primo: se Veltroni vince le elezioni, evento che, di ora in ora, diventa sempre più probabile, deve evitare gli errori dell’ Unione e mettere subito mano a una serie di questioni. Prima delle quali, a mio parere, è quella dell’ assetto televisivo italiano».
Di Pietro, il suo nuovo gran capo, dopo aver proposto che a Mediaset fossero tolti due canali, è stato costretto a un passo indietro e...
«E io dico che l’ idea di Di Pietro non solo era buona, ma buonissima. Solo che, come s’ è visto, di complessa realizzazione. Tuttavia, una rete, a Mediaset, dovranno toglierla per forza».
Quale?
«La smetta di fingere d’ essere british e scendere dalle nuvole: come quale? Retequattro».
Certo, Retequattro.
«C’ è una sentenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo, massimo organo europeo di giustizia, secondo la quale il regime italiano di assegnazione delle frequenze tv è contrario al diritto comunitario... ragion per cui la rete televisiva Europa 7 di Francesco Di Stefano ha diritto a trasmettere sulle frequenze dove, ogni sera, compare il faccione di Emilio Fede».
Lei usa toni da barricata.
«Non li userei se questo Paese non vivesse ancora, pur senza quasi rendersene più conto, il dramma del berlusconismo...».
Eppure il Cavaliere sembra aver dato segnali di cambiamento, la sua campagna elettorale appare finora piuttosto contenuta, non ci sono particolari forme di...
«Ma di cosa sta parlando? Mi ascolti: l’ altra cosa che dovrà fare Walter Veltroni, il giorno dopo aver vinto le elezioni, sarà quella di mettere mano alle leggi che, eufemisticamente, sono definite "ad personam" e che invece Berlusconi s’ è fatto, diciamolo brutalmente, per non finire in galera».
Professor Pardi, non esageri.
«Guardi che qui, in Italia, se c’ è uno che ha esagerato, è lui: quello che voi, nei giornali, chiamate il Cavaliere. Ma Cavaliere di che? Di cosa? S’ è inventato la legge sul "falso in bilancio", una vergogna assoluta. Che, come dice il mio amico Marco Travaglio, ha trasformato un reato in un titolo di merito. Perché grazie a Berlusconi, in questo Paese, chi falsifica i bilanci, non solo non viene perseguito come si fa in tutti i Paesi civili, ma addirittura passa per furbo, abile, quindi per uno da apprezzare».
La sua irruzione, in questa campagna elettorale, ha toni che nemmeno un no global come Francesco Caruso...
«Vede, io le capisco le apprensioni di Veltroni. Ma non è che siccome lui deve trattare sottobanco col Berlusca, noi poi si debba star zitti...».
Permette una domanda politicamente scorretta? «Certo...».
Non sarà, professore, che Berlusconi per voi è diventata una specie di ossessione?
«No. Non è così. E poi la colpa non è nostra, se Berlusconi è ancora lì, candidato premier».
E di chi è la colpa?
«Di D’ Alema, innanzitutto, che l’ ha più volte riabilitato, a cominciare dalla penosa vicenda della Bicamerale».
E poi?
«Beh, purtroppo poi è colpa proprio di Veltroni. Appena qualche mese fa, c’ erano Fini e Casini che volevano sbarazzarsi del Caimano, ma lui, Veltroni, che fa? Lo sceglie come interlocutore privilegiato per riuscire a modificare la legge elettorale. Un errore grossolano, credo».
Ha sentito Nanni Moretti?
«No. Ho deciso di candidarmi senza ascoltare il parere del mio caro amico Nanni. È un problema?».
Lettera aperta a Pancho Pardi
Mi trovavo d'accordo con la tua "Lettera aperta a Walter Veltroni" del 23 gennaio qui pubblicata, in cui concludevi: "Insomma conti su un voto coatto. Ma la politica non è, come forse gli scacchi, il regno delle mosse obbligate. Anche gli elettori più motivati, se hanno visto sprecati anni di mobilitazione e tradite le speranze, non possono affidarsi di nuovo alla stessa classe dirigente che non ha voluto mettere a frutto la loro spinta. Possono invece dire in modo sommesso ma irremovibile: no, questa volta no, preferiamo cercare un’altra strada."
Le cose che sono state dette e fatte da allora, se necessario, mi hanno confermato nel mio no, questa volta no. Purtroppo, però, un'altra strada non si è aperta.
Io credo che per altra strada tu allora ti riferissi alla lista civica nazionale, perchè non credo che tu possa aver pensato che alla base del colorato arcobaleno ci fosse davvero una pentola d'oro. La lista civica nazionale è però scomparsa nel nulla da un giorno all'altro senza neppure uno straccio di spiegazione.
Mentre mi aspettavo da te solo altri sconsolati interventi, ecco la notizia di questa tua candidatura.
Cosa è successo? Perchè hai preso questa decisione? E' questa l'altra strada?
Se abitassi in Toscana ti voterei comunque, ma non abito li e quindi ti chiedo: cosa ti senti di consigliare, ora, a quelli come me - elettori più motivati, che hanno visto sprecati anni di mobilitazione e tradite le speranze - ?
Prima di salutare ti voglio fare i migliori auguri!
Ciao

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