di: Totò Pellegrino - Articolo pubblicato su alcuni settimanali di Trapani
Vorrei, però, che qualche referendario più convinto di me, ci spiegasse per quale ragione, fra le proposte referendarie, non c´è l´eliminazione delle liste bloccate.
Come si ricorderà, alle ultime elezioni, non abbiamo potuto scegliere i nostri candidati; abbiamo votato la lista senza preferenze e sono diventati deputati quelli che le segreterie dei partiti avevano posizionato ai primi posti delle liste. Pertanto, di fatto, gli attuali parlamentari non sono stati eletti, sono stati nominati e, quindi, l´attuale parlamento italiano è stato declassato al rango di una Commissione edilizia comunale. E non è un caso che questa legge sia stata definita, scientificamente, «una porcata» dal suo autore che è l´ex ministro Calderoli.
Ora, i quesiti posti dal referendum hanno la loro importanza ma sono questioni delle quali si può ragionevolmente discutere. La «porcata» delle liste bloccate, invece, non consente margini di discussione: deve essere eliminata e basta perché pone un gravissimo problema democratico. Ma perché il referendum non si occupa di un tema così serio?
Sarei un organizzatore della raccolta delle firme se questo tema fosse compreso fra i quesiti referendari ma non c´è. Perché? Ho letto e sentito i leaders del centrosinistra condividere la necessità di eliminare le liste bloccate per restituire alla gente la possibilità di scegliere il proprio parlamentare. Ho votato Centrosinistra anche per questo. Ma perché non hanno ancora legiferato e, soprattutto, perché la proposta di legge presentata dal Governo non prevede l´eliminazione delle liste bloccate ?
Francamente, mi sento disorientato: o io ho le traveggole oppure ha ragione Berlinguer che, nel 1981, scriveva: «I partiti non fanno più politica. I partiti hanno degenerato e questa è l´origine dei malanni d´Italia. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. �. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l´iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un «boss» e dei «sotto-boss». � I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. � Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.»
Una palude. Appunto. Che direbbe Berlinguer, oggi, se sapesse che le segreterie dei partiti si sono spinte fino al punto di approvare una legge che consente loro di nominare i parlamentari e, quindi, di asservire il Parlamento e di sequestrare il diritto costituzionale dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti?
Purtroppo, il degrado non riguarda solo la legge elettorale ma quasi tutti i comportamenti quotidiani, anche minuti. Per esempio, che direbbe Berlinguer se sapesse che il Commissario straordinario di Paceco è stato accompagnato al Comune da due onorevoli regionali che ostentavano la propria capacità di occupare le istituzioni? E che direbbe se avesse ascoltato la dichiarazione televisiva di un noto architetto trapanese che ha dichiarato di essere stato nominato al CRU perché segnalato dall´onorevole Tizio?
I politici di cui parlava Berlinguer avevano occupato le istituzioni ma sapevano che era sbagliato e avevano almeno il pudore di non dirlo; oggi no, oggi si dichiara candidamente in televisione. Siamo già dentro la palude ed è gravissimo che ci sembri normale.
Qualcosa, però, si muove. E´ partita una campagna nazionale per eliminare le liste bloccate. Il titolo è: Non voto se non posso scegliere. In pochi giorni sono state raccolte alcune migliaia di firme via internet; fra i primi firmatari ci sono:
Pancho Pardi, Dario Fo, Franca Rame, Nando Dalla Chiesa, Gianfranco Pasquino, Marco Travaglio, Lidia Ravera, Sabina Guzzanti, Giulietto Chiesa, Sandro Curzi, Diego Novelli, Oliviero Beha, Paolo Hendel, Sergio Staino, Leo Gullotta, Alessandro Bergonzoni, Giacomo Marramao, Barbara Fois.
Chiunque può firmare sul sito Cliccando QUI
Post scriptum: In preparazione della costituzione del nuovo Partito Democratico, il 18 Giugno, si è riunito il «Comitato dei 45»; nel loro comunicato si legge: «L'assemblea costituente del partito democratico sarà eletta con un sistema proporzionale con i collegi del Mattarellum e senza preferenze». «Senza preferenze»? Cioè, con liste bloccate? O no?
Dunque, la «porcata» non si elimina ma anzi si allarga a macchia d´olio? Speriamo che ci ripensino.
Vedremo, ma mi sa che qualcosa non quadri.
