di: Antonio Padellaro - Unità 21 settembre '07
Secondo: si è capito soltanto che l’oggetto del furioso contendere era la Rai. Non occorre essere dei fanatici dei Vaffa-day per dedurne che sul controllo del servizio pubblico e dunque delle reti e dunque dei tg si gioca la solita, accanita partita di potere. Questo mentre il ministro del Tesoro Padoa-Schioppa sosteneva che la Rai dovrebbe essere lasciata libera dalle interferenze dei partiti...
Terzo: l’Unione ha approfittato dell’occasione per dare di sé un’immagine ancora una volta divisa, litigiosa e a tratti isterica con gente che si vota contro (i diniani) e altri che se ne escono sbattendo la porta (Mastella). Risulta davvero incomprensibile un così tanto costante, tenace, indefesso fervore teso a deprimere l’umore del popolo del centrosinistra più di quanto già non lo sia. Teso a far dimenticare le buone cose che il governo ha prodotto. Teso a restituire dosi massicce di vigore e arroganza al Caimano che, forte dei sondaggi si sente pronto a tornare per la terza volta a palazzo Chigi. Teso ad annullare quel po’ di fiducia suscitata dalla candidatura di Veltroni alla guida del Pd (o forse proprio per questo).
In serata Prodi si è detto convinto che anche questa volta la spallata dell’opposizione è fallita. Non quella di Beppe Grillo.
