di: Claudio Gandolfi, Bologna
IO NON CI STO AD ESSERE CONFUSO CON QUESTI IMBECILLI
Ha fatto bene Oreste Pivetta nel suo editoriale di ieri sull'Unità ad etichettare come "teppisti campioni di imbecillità" e "cretini in arme (e mascherati)" i giovani protagonisti della guerriglia urbana di ieri a Milano.
Sono imbecilli e cretini perché, oltre ad aver colpito e danneggiato indiscriminatamente incolpevoli cittadini, anche il risultato che si erano prefissati di raggiungere è stato pari a zero poiché nel pomeriggio la manifestazione con inni all'orgoglio fascista si è tenuta comunque.
Risultato politico ottenuto: noi di centrosinistra siamo cattivi e violenti e per l'ennesima volta siamo costretti ad inseguire, a mettere pezze e fare dei distinguo per recuperare credibilità. Bel risultato davvero, grazie ragazzi...
Una giornata che doveva essere ricordata per i vergognosi cori inneggianti al fascismo, a quel ventennio in cui il nostro paese ha conosciuto la dittatura, le leggi razziali, la deportazione degli ebrei nei lager, il confino per gli oppositori politici, i pestaggi con i manganelli e l'olio di ricino, viene invece archiviata con le immagini di auto bruciate, di cittadini milanesi giustamente incazzati, di politici del centrodestra che gongolano per l'ennesima opportunità che viene data loro di dimostrare davanti alle telecamere quanto sono liberali e democratici; se è vero che la loro ipocrisia è infinita ( visto che il loro schieramento è pieno di gruppi politici nostalgici ed orgogliosi del ventennio) è però altrettanto vero che anche l'immaturità, l'ignoranza ed ingenuità politica di alcuni movimenti vicini alla sinistra radicale non è certamente da meno.
A questi soggetti prima o poi qualcuno di noi dovrà decidersi a dire chiaramente senza se e senza ma che sono fuori dalla legalità e che con le loro azioni irresponsabili danneggiano soprattutto gli interessi delle persone in nome di cui dicono di agire.
Ad un mese dalle elezioni e con l'esito finale ancora incerto non possiamo permetterci di buttare tutto alle ortiche, il lavoro di mesi di volontari che come me e tanti altri hanno battuto e battono tutti i giorni le strade con il passaparola e la politica porta a porta, per gli effetti mediatici di episodi come questo; la posta in gioco è troppo alta ed importante perché il futuro della nostra democrazia sia messo a rischio da persone che confondono l'azione politica con la rabbia sociale, la dialettica verbale e politica argomentata con la violenza fine a se stessa.
Io non ci sto ad essere confuso con questi imbecilli e basta con gli atteggiamenti del buon padre di famiglia nei confronti di questi disperati che non hanno coscienza e consapevolezza del loro essere fuori dalle regole della democrazia.
Claudio Gandolfi, Bologna
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