di: Claudia Fusani - Repubblica 8 settembre '07
Alla fine il "V-day" e il suo "pifferaio magico", al secolo Beppe Grillo, sono usciti dai blog e dal web e sono esplosi nelle piazze italiane con decine di migliaia di fan e supporter in carne ed ossa e le dita della mano messe a "V". Cittadini che chiedono "un paese più pulito" e che in due mesi, guidati dal comico genovese, hanno organizzato l’evento del V-day solo sul web.
Davanti al successo dei numeri il significato del V-day diventa secondario. Poco importa se quella "V" tirata fuori dal cilindro di Beppe Grillo significa vittoria, vaffanculo o l’inizio delle sbarco (8 settembre 1943) della società civile nel territorio della politica gestita dai partiti e non dai cittadini. Quel che conta è che l’iniziativa, lanciata il 26 giugno a Bruxelles davanti al Parlamento europeo, a oggi ha raccolto circa 300 mila firme di cittadini che chiedono una legge che faccia uscire dal Parlamento i 25 deputati condannati in via definitiva. Più in generale che impedisca l’ingresso in Parlamento a chi è stato condannato e a chi è in attesa della Cassazione.
Quello che conta, oggi, è che esiste, ha una sua forma fisica, il partito dell’antipolitica.
Il cuore del V-day è Bologna dove fin dalle tre e mezzo del pomeriggio, nonostante il sole e il caldo, migliaia di persone hanno preso posto nella grande piazza Maggiore. Beppe Grillo compare verso le quattro e mezzo. Si dà un’occhiata intorno e dice: "Questa è una nuova Woodstock". Poi snocciola uno per uno i nomi dei 25 deputati "da cacciare da Camera e Senato". Ed è un trionfo. Cinquantamila, dice a fine giornata la stima ufficiale della questura (per Grillo sono 200 mila). E meno male, osservano alcuni, che "l’organizzazione del v-day ha provveduto a allestire nelle principali città italiane maxischermi in collegamento con Bologna, altrimenti ne avremmo avuti molti di più".
E’ un fatto che nella piazza non si riesce ad entrare. Il palco dà le spalle al palazzo comunale. Davanti migliaia di teste, ragazzini, giovani e più anziani. Chi è presente resta colpito dall’assenza di bandiere o altro tipo di vessillo politico. "E’ questa la nostra vittoria, il nostro successo: siamo solo teste, senza bandiere" grida il comico sommerso dagli applausi. Si vedono solo tre striscioni. Il primo è un lenzuolo bianco e una scritta a pennarello: "Vaffanculo". Il secondo dice: "Class action". Il terzo è dedicato a "Clementina Forleo, siamo con te": è il giudice di Milano che ha trasmesso al Parlamento il testo delle intercettazioni telefoniche dove sono i leader della sinistra parlano delle scalate alla Bnl.
Il filo rosso degli interventi di Grillo è uno solo: un paese più pulito, la politica che "deve tornare in mano ai cittadini e non ai segretari di partito", la ricerca di energie compatibili, "la necessità di aprire il tombino e fare uscire la puzza". L’ambiente e l’abolizione dei privilegi della classe politica, soprattutto. Le primarie del Pd, su cui si lancia con una gag delle sue: "Ho portato a Prodi il contributo di migliaia di persone che dicono cosa si aspettano da queste primarie. E lui mi ha sorriso chiudendo gli occhi...".
Grillo prende di petto qualche ministro. E salva solo Di Pietro. A Giuliano Amato chiede "dove eri quando facevi il cassiere del partito socialista e parlavi di legalità, quando eri presidente dell’antitrust e intanto ci sfuggivano di mano il caso Parmalat e i bond argentini". Di Clemente Mastella racconta che "ogni mattina legge il mio blog e mi scrive una risposta. Vi rendete conto - aggiunge il blogger - il ministro di giustizia che dialoga con un comico. Ma ce lo vedi Brown in Inghilterra che parla con Mister Bean tutti i giorni?". Grillo è colpito da Veltroni che "dice tutto e il contrario di tutto" e bolla il sindaco di Bologna Sergio Cofferati come "un funzionario di partito".
Sul palco il comico lascia spazio a gruppi musicali, a tecnici come l’architetto Massimo Majowiecki che spiega "come i nostri politici svendono il nostro territorio". Ai messaggi di artisti come Ligabue, Alessandro Bergonzoni e Biagio Antoniacci che gli dicono: "Non fermarti". A giornalisti come Marco Travaglio e comici come Sabina Guzzanti. Lo appoggiano, a distanza, i ministri Di Pietro (che ha già presentato una legge simile a quella che chiede il popolo di Grillo) e Alfonso Pecoraro Scanio che ha messo a disposizione Ecotv per la diretta da piazza Maggiore. Sarà l’unico canale televisivo che coprirà l’evento arrivato fin qui, va detto, nella quasi totale indifferenza dei mezzi di comunicazione. A margine, la polemica dell’assessore cittadino agli Affari istituzionali, l’ex magistrato Libero Mancuso: "Ho lasciato la piazza perché hanno insultato il nome e la memoria di Marco Biagi e di altri esponenti politici".
I 50 mila di Bologna sono in collegamento virtuale con altre 179 piazze italiane e, assicura il blog del comico genovese vero e unico regista dell’evento politico-mediatico, almeno 30 città straniere tra cui Barcellona, Calgary, Chicago, Madrid, New York, San Francisco. In molte città italiane sono state raccolte da questa mattina le firme per la legge per il parlamento più pulito che oltre ad impedire la presenza di deputati condannati chiede anche siano i cittadini a scegliere i propri deputati. Mille firme a Trieste, 10 mila a Firenze, mille a Pordenone, migliaia a Torino, altre mille a Milano, duemila a Roma, tremila in Abruzzo, duemila a Cagliari.
Alla fine Grillo parla di "evento straordinario". La domanda è: sta organizzando, Grillo, un suo partito, una sua lista? L’idea l’ha fatta balenare il ministro Giulio Santagata. La risposta di Grillo è secca: "Non hanno capito niente. I partiti sono incrostazioni della democrazia. Bisogna dare spazio ai cittadini. Alle liste civiche. Ai movimenti. Viviamo in partitocrazia, non in democrazia".
IL V-DAY A MILANO
Disciplinati , educati. ..
Da vedere e da credere
Massimo Pontini
IL V-DAY A ROMA
Fulvia
IL V-DAY A NEUCHATEL (SVIZZERA)
Ovvio). Certo, qui a Neuchâtel, mi son ben dato da fare con la mia chitarra, in modo di creare un po' di atmosfera mentre qualcun altro volantinava, ma lo ammetto: non era la stessa cosa.
Peccato soprattutto che noi non si potesse firmare.
Del resto anche in italia, mica tutti quelli che volevano hanno potuto firmare. Amici e parenti mi hanno mandato SMS dicendomi di essere in coda, ma di temere di non riuscire a firmare: numero insufficente di moduli.
Mi domando se i "qualunquisti" dell' "antipolitica" partiti da Losanna per firmare a Domodossola, avranno trovato ancora qualche modulo disponibile, di la dal Sempione (cara Valentina, poi mi racconti?).
Morale: questo fatto che senza "organizzazione di partito" ma riunendosi attorno ad un Blog, si possano fare cose del genere e' di per se' un esperimento sociologicamente interessante, importante e positivo.
Si dimostra che gli strumenti di comunicazione (nuovi) consentirebbero strumenti di democrazia, (nuovi anch'essi).
Da inventare e poi rivendicare.
Il problema fondamentale infatti non e' tanto che il potere sia nelle mani di questo o di quello.
(Che poi tanto si somigliano, perche' sono indotti a somigliarsi).
E' il potere stesso che va diminuito.
E la democrazia risolve precisamente questo problema.
W la rete e la comunicazione, (strumenti generatori di democrazia).
Il prossimo V-day, sono quasi certo che sara' sui mezzi di comunicazione.
10, 100, 1000 . . . V V V day.
10, 100, 1000 . . . leggi di iniziativa popolare.
W la democrazia diretta.
Leonello Zaquini
IL V-DAY A Parma
e mi ha detto che a Parma non ha mai visto nulla di simile.
Persone in fila, la fila copriva tutta l'ultima parte di via Mazzini, che hanno aspettato ordinatamente anche mezz'ora.
Il Comune ci aveva dato un misero spazio alla fine eravamo in 9 a raccoglierle.
Lo spazio riservato dalla Gazza ed il fatto che nonostante li avessimo chiamati TV Parma
Non sia venuta a documentare la cosa non fa che dimostrare quanto abbia dato fastidio al "potere"
Questa giornata e soprattutto la partecipazione a questa giornata.
Meditate gente, meditate…
Alex Mallozzi

Vorrà pur dire qualcosa tutto questo, anche perchè in piazza ho visto molti di quei giovani che non vedo da "altre parti", molte facce di "compagni", molte famiglie di giovani con figli, quelle facce viste alle "marce della pace", alle piazze San Giovanni e che non vedo più da "altre parti".
Spero che questo faccia riflettere i politici ( anche quelli oggi presenti alla vicina Festa nazionale dell'Unità) che tutta questa gente non la vedranno, senza reazioni indifferenti o peggio sdegnate, se non addirittura supponenti perché pagheremmo caro tutto questo il 14 ottobre.
Molto del "popolo delle primarie" oggi era in piazza maggiore, merita di essere ascoltato e soprattutto merita risposte.
Claudio Gandolfi, militante DS Bologna
clgand@libero.it