di: "Pagine" giornale bimestrale - Circolo Dossetti (Sarzana)
A te, che sei il Portavoce di Liberacittadinanza, chiedo di illustrarci brevemente la proposta che essa rivolge ai cittadini italiani, che non si riconoscono in nessuna delle forze politiche esistenti e che sono quindi orfani di rappresentanza.
Liberacittadinanza, rete di girotondi e movimenti, non ha un punto di vista e una proposta su tutto, come hanno o dovrebbero avere i partiti. Il movimento nacque per lottare contro l´anomalia italiana; ha dato un contributo incisivo alle vittorie elettorali del centrosinistra e soprattutto a seppellire la pessima riforma della Costituzione, coronamento finale del governo di centrodestra. Con il successo di misura dell´Unione nelle ultime elezioni, la lotta contro l´anomalia italiana non è affatto finita: tutte le sue leggi sono in piedi; tutte le sue macerie istituzionali ingombrano il cammino futuro. Il Consiglio di Amministrazione Rai è ancora in mano del padrone di prima; il governo dell´Unione ha mandato l´avvocatura dello stato a difendere la legge Gasparri davanti alla Commissione Europea; l´indulto è stato fatto in una forma concordata con Forza Italia; le future elezioni sono ipotecate dalla �porcata� della legge elettorale e una sua eventuale modifica è sottoposta a una trattativa con l´opposizione.
Nel frattempo, la legge sul conflitto d´interessi si profila assai poco incisiva e la legge sul sistema televisivo, primo timido tentativo di rinnovamento, è già stata ammorbidita e devitalizzata. Il governo dell´Unione si occupa � non sappiamo ancora con quale successo - solo del risanamento economico. Tutti i cittadini che dall´Unione si aspettavano misure perentorie di risanamento istituzionale sono profondamente delusi e privi di rappresentanza politica. Liberacittadinanza ha ovviamente anche altri obbiettivi, tutti inscritti nei principi essenziali di libertà ed eguaglianza, ma ritiene che in Italia sia essenziale per la vitalità della democrazia cancellare l´anomalia italiana e tutti i suoi effetti di distorsione istituzionale. Quindi abrogazione di tutte le leggi ad personam, in particolare il falso in bilancio, sostituzione di tutte le leggi con profili di incostituzionalità, legge rigorosa sul conflitto d´interessi, ineleggibilità per i possessori di mezzi di comunicazione.
L´iniziativa di dar vita a Liberacittadinanza ha come premessa un giudizio severo sui partiti del centrosinistra e sui processi di aggregazione che lo riguardano ( Partito democratico e Sinistra europea ); giudizio, che rende impraticabile un impegno diretto in essi. Confermi questa valutazione e ci puoi esporre le motivazioni di essa , anche alla luce delle esperienze concrete di questi anni ?
Tutti i partiti sono diventati organismi oligarchici. Indipendentemente dalla linea politica lavorano soprattutto per la manutenzione della loro stessa classe dirigente. Anche le operazioni di aggregazione che dovrebbero portare al partito democratico e alla sinistra europea si configurano solo come azioni di appiccicatura di ceti dirigenti. Essi hanno tutti adottato un gergo retorico per cui non muoverebbero un passo senza sentire la società civile. Ma è pura ritualità verbale. Se avessero voluto avrebbero potuto rinunciare all´arbitrio immenso che la legge elettorale consentiva loro. Avrebbero potuto fare le primarie di circoscrizione per scegliere le candidature, e avrebbero potuto rafforzare la coalizione accogliendo il contributo delle liste civiche e dei movimenti, cosa che avrebbe aumentato le possibilità di successo. Non hanno fatto né una cosa né l´altra. Il quasi pareggio nelle ultime elezioni è loro precisa responsabilità. Entrare nei partiti esistenti per influenzarli dall´interno è una scelta autolesionista e con una parvenza di successo solo per chi ha molto tempo davanti. Ma ai giovani consiglierei di usare in modo diverso e più creativo le loro energie.
In un tuo intervento, pubblicato nel numero scorso di Pagine, affermavi che per Liberacittadinanza il problema non è quello dello spazio politico, che esiste ed è ampio, ma se esistono o meno le forze soggettive in grado di occuparlo con l´energia e la qualità richiesta.
Lo spazio c´è indubbiamente, ma i movimenti non hanno saputo tradurre la loro straordinaria spinta in forza politica. Si può essere più precisi: non hanno saputo esprimere una loro classe dirigente all´altezza della situazione. Oppure, il che è lo stesso, una classe dirigente efficace non ha saputo proporsi. Questo è un limite grave. Ed è la scommessa che Liberacittadinanza fa per il futuro.
Cosa rispondi a quanti affermano, che con la nascita di questo nuovo soggetto politico (Liberacittadinanza ) si accresce la divisione e il caos nel centrosinistra ?
Liberacittadinanza non entra in competizione con i partiti. Anche se può sembrare paradossale, punta semmai ad aiutarli, e non da sola ma insieme ad altri soggetti. Tutti dicono (partiti compresi): se si dovesse rivotare perdiamo. Allora il nostro problema è elementare: raccogliere quando sarà necessario il voto di coloro che non lo daranno più ai partiti e garantire così l´altrimenti impossibile vittoria dell´Unione. Altro che divisione e caos: mi sembra un atteggiamento molto costruttivo.
Il Circolo Dossetti ha sempre avvertito la profonda esigenza che il movimento dei Girotondi non solo fosse capace di maggior organizzazione, ma anche di essere riferimento politico elettorale. Che risposta può dare Liberacittadinanza a questa richiesta ?
Non può farlo da sola. E´ necessaria un´iniziativa di largo respiro per costruire questo contributo alla vittoria elettorale e ciò richiede energie più vaste delle nostre soltanto. E non possiamo nasconderci le difficoltà: formare una lista nazionale indipendente rischia di dare uno spazio eccessivo a personale politico escluso dai partiti e voglioso solo di rivincita personale. Qui le primarie aiutano. Se sono necessarie per i partiti, devono essere necessarie anche per la selezione dei candidati nella società civile.
Come procede il cammino di Liberacittadinanza, quale è la sua attuale organizzazione e quale risposta incontra nel mondo dei Girotondi, dei Movimenti, delle Liste civiche e più in generale della Società Civile? Mi riferisco anche anche al recente dibattito che si è sviluppato in Micromega su questa tematica.
Il cammino è appena iniziato ed è prematuro darne un giudizio. Sono previsti incontri nazionali e regionali con vari soggetti interessati. Penso comunque che lo sforzo organizzativo interno sia inseparabile dalla capacità di costruire iniziative pubbliche. Un´organizzazione che non sa proporsi come soggetto attivo nella società non ha alcuna rilevanza: può avere un direttivo nazionale e comitati regionali ma se non sa costruire attività di rilievo pubblico a che cosa serve? Naturalmente non penso solo alle manifestazioni ma anche, per esempio, a leggi di iniziativa popolare: se governo e Parlamento continueranno nell´elusione del problema sarà necessario presentare leggi efficaci sul conflitto d´interessi e sull´ineleggibilità dei possessori di mezzi di comunicazione. Ben sapendo che il Parlamento non vorrà discuterle. Esse tuttavia saranno il tema di un largo dibattito popolare.
Coloro a cui si propone l´adesione a Liberacittadinanza chiedono di poter avere una Carta degli intenti;. esiste un documento di questo tipo, che è indispensabile per far conoscere l´associazione ?
C´è una carta di intenti che verrà ora diffusa. Con un´avvertenza. Non sarà un programma di partito onnicomprensivo. Non si pronuncerà sul mondo intero ma indicherà solo le priorità. E più che presentarsi come manifesto già tutto definito solleciterà critiche e suggerimenti da parte di coloro che ad essa sono interessati.
Quali le attività più significative compiute dall´Associazione?
Al Teatro Vittoria di Roma, l´11 novembre del 2006, c´è stata la prima comparsa pubblica dell´associazione, tutta centrata sui temi di maggiore rilievo istituzionale: Costituzione, informazione, giustizia, conflitto d´interessi, legge elettorale, primarie. Vi hanno partecipato relatori di grande rilievo. Nel futuro pensiamo di prendere iniziative anche su temi di rilievo sociale. Ma su questo si aprirà un nuovo capitolo del nostro colloquio.
