di: Frenda Angela - Corriere della Sera (21 settembre, 2006)
«In piazza San Giovanni Nanni urlò a tutti dal palco, prima di salutarci: non perdiamoci di vista. Beh, gli ho scritto proprio per ricordargli che non ci siamo persi di vista. E che se negli ultimi tempi si è fatto poco, è venuto il momento di tornare in campo. Perché i primi cento giorni di governo Prodi sono stati letteralmente disastrosi. Ci vorrebbe un nuovo Palavobis». Paolo Flores d' Arcais ha scritto una lettera aperta a Nanni Moretti che uscirà sul prossimo numero di MicroMega, del quale è direttore, in edicola venerdì 29 settembre. A New York per partecipare a un convegno su Hanna Arendt, dei Girotondi, lui che è stato uno dei padri fondatori, quasi non vorrebbe parlare. «Tutto quello che ho da dire l' ho affidato a questa mia riflessione, basta leggerla». Quattordici pagine - titolo: Dove abbiamo sbagliato? - nelle quali Flores d' Arcais trae un bilancio, amaro, sulla lunga stagione dei movimenti. E si rivolge «all' amico Nanni perché è stato il pivot di quella stagione: il motore e il simbolo di tutti noi». Moretti ormai lontano dai Girotondi? «Io veramente ci parlo spesso. Ci lega un rapporto d' amicizia. L' ultima volta? Qualche settimana fa».
Piuttosto, per lui esiste un problema generale: «Noi movimenti siamo scomparsi dalla scena pubblica. Anche perché, parliamoci chiaro, se fosse andato avanti lo spirito di piazza San Giovanni, in Italia ci sarebbe stata una rivoluzione. Ora come ora non ha più tanto senso parlare di girotondi: non ci sono iniziative in atto. Senza dimenticare che i movimenti hanno, per loro stessa natura, un andamento carsico. E però oggi, secondo me, vivono sotterranei nelle coscienze di migliaia di persone. Ad esempio in quei 3 milioni che hanno votato alle primarie. Ed è venuto il momento che risalgano in superficie».
Ma per farli scendere di nuovo in campo non crede ad iniziative «organizzate a tavolino: i movimenti nascono da un clima, da un' indignazione reale, concreta. E da una profonda delusione». Ecco perché, per quanto lo riguarda, chiarisce: «Non è vero che aderirò all' associazione "Libera cittadinanza" promossa da Pancho Pardi. Faccio loro i migliori auguri, ma ritengo di poter esprimere il mio impegno in altre forme. Ad esempio nella mia rivista».
La delusione, però, secondo Flores d' Arcais è presente eccome nella società italiana: «Perché l' Unione purtroppo sta ripetendo gli stessi errori di sempre. I primi cento giorni di questo esecutivo sono stati disastrosi, deludenti: basta pensare alla legge sull' indulto. Dicono che l' hanno fatta per far uscire i poveracci. Davvero? Ma se avessero davvero voluto raggiungere questo obiettivo sarebbe bastato modificare a fondo la legge sulla droga e quella sull' immigrazione. Altro che poveracci, la verità è che volevano salvare gli "amici degli amici"».
Insomma, il comportamento dei partiti del centrosinistra è stata «una tale "mazzata" per tutti gli elettori democratici», che adesso, secondo Flores d' Arcais, «è sopraggiunta tanta rassegnazione. Si sta vivendo un' ondata di passività che purtroppo potrebbe favorire il nascere di nuove avventure reazionarie. Molti stanno fuggendo da un film già visto, protagonisti i politici dell' Unione, fatto di errori, risposte mancate e inciuci. E però io dico, e lo spiego bene nella mia lettera aperta, che è venuto il momento di reagire e porci tutti una domanda: si può continuare a votare un centrosinistra che fa del berlusconismo senza Berlusconi? Io dico di no».
Così, suggerisce una soluzione: «Punire i partiti di centrosinistra usando l' unico linguaggio che conoscono e al quale sono sensibili: i consensi. Ecco perché propongo di non votarli più, organizzando forme di "non voto"; o anche forme alternative di voto. E dico a Nanni, ma per dirlo a tutti, che se arrivati a questo punto non facciamo nulla, non reagiamo, dovremo solo smettere di lamentarci. E tacere».
