di: Fabrizio Roncone - Corriere 06/04/07
C´è questa storia che Luciano Violante ammette di essersi sbagliato su Bettino Craxi. Un capro espiatorio, scrive nel suo ultimo libro, sacrificato sull´altare del codice penale. Parole inattese. Sorprendenti. Davvero allora può essere interessante andare a sentire cosa ne pensano quelli di Micromega. Li conoscete. E conoscete il loro direttore: Paolo Flores d´Arcais, un filosofo prestato alla politica, l´inventore con Nanni Moretti dei Girotondi, che sulla vicenda di Mani pulite e su Craxi e poi naturalmente su tutto quello che significò il craxismo, ha scritto, e invitato a scrivere, decine di saggi. In cui la denuncia diventava riflessione.
Se uno voleva sapere cosa pensasse una certa sinistra di ciò che stava accadendo nelle aule di giustizia frequentate da Craxi, comperava Micromega. Si sono esercitati in molti. Giornalisti, intellettuali, economisti, persino attori. Così oira a Dario Fo, al premio Nobel Dario Fo quasi va via la voce: «Violante dice che il cinghialone è innocente? Rimango stordito... sgomento... sto sognando?».
Al maestro va via la voce, a Furio Colombo, senatore ds ed ex direttore dell´Unità, ne viene una dura, insolita per un tipo pacato com´è lui, di solito. «I discorsi di Violante, purtroppo, sono gli stessi che sento fare, da anni, a persone come Berlusconi, Dell´Utri, come Previti...». C´è dell´amarezza, nelle sue parole, senatore. «Non solo. C´è anche stupore. Vede, questo invito a rivalutare la figura di Craxi mi appare del tutto insensato. Eppure, ecco, arriva da una persona che io, lo ammetto, stimavo».
Cerchi le fIrme, cerchi i collaboratori illustri di Micromega e naturalmente incroci anche il direttore Paolo Flores d´Arcais. Il quale parlando del Violante che ricorda come «Craxi fece del Psi la punta di diamante d´un progetto di rinnovamento», rimanda «alle decine di saggi che, sull´argomento, ho scritto». E che sono raccolte in un volume, nella cui prefazione si legge: «... non è fascismo, insomma, ma il ventennio populista che ci ha portato da Craxi a Berlusconi ha significato per l´Italia un´epoca di spaventoso regresso».
Ecco, i toni continuano ad essere questi. Sentite Marco Travaglio, uno che gli atti dell´inchiesta Mani pulite li sa praticamente a memoria. «Così dovremmo rivalutare Craxi, eh?». È l´invito che fa Violante alla sinistra italiana. «Craxi quello che aveva tre conti in Svizzera gestiti da un suo vecchio compagno di scuola?». Travaglio, lei crede che... «Conti illegali, capito? E che non servivano a finanziare i partiti. Perché quelli, che pure erano illegali, li gestiva invece Vincenzo Balzamo... Cioè noi dovremmo riabilitare lo statista che aveva i conti segreti all´estero, giusto?». Violante offre una possibilità di riflessione. «No, è diverso: Violante ci sta dicendo che la politica è cosa loro, che i politici non rispondono al codice penale e che quando uno di loro viene preso con le mani nel sacco dev´essere protetto e casomai, come nel caso di Craxi, riabilitato».
La riflessione che invoca Violante c´è, ma non dev´essere quella auspicata. «Lasciamo stare che Violante è lo stesso che venne a raccontarci che i cosiddetti "ragazzi di Salò", che rastrellavano e fucilavano insieme ai nazisti, dovevano avere la stessa dignità dei partigiani...». Infatti, professor Francesco Pardi, lasciamo stare. «Giusto, parliamo di quanto inevitabile sia il discorso di Violante». Inevitabile, perché? «Ma perché loro, perché i Ds sono II nuovo PsÌ». Professore... «E così, mi creda. Basta guardare al micidiale intreccio politico -amministrativo - affaristico con cui governano decine di province e di regioni. O mi sbaglio?».
