di: Liberacittadinanza - Firenze 28 Luglio '07
Nell´occasione la nostra partecipazione sarebbe stata, oltre che opportuna, doverosa, ma non siamo stati invitati. E nei pochi secondi in cui ha potuto parlare al telefono la nostra rappresentante, i due giornalisti mostravano segni di impazienza e di irrisione : con quale diritto?
Gentilmente, è stato detto che eravamo stati cercati - a cominciare dal nostro portavoce nazionale Pancho Pardi - ma, è stato poi soggiunto, che non c´eravamo perché occupati a fare altro.
Ed invece ci siamo e ci stiamo occupando della vita politica del nostro Paese. Siamo oggi organizzati nell´Associazione nazionale - Liberacittadinanza - rete girotondi e movimenti´: a tale titolo intendiamo contribuire e alimentare il dibattito intorno i temi fondamentali della vita politica italiana.
In questo quadro, tra gli argomenti che riteniamo di viva attualità vi sono anche quelli proposti da «Otto e mezzo»: Partito Democratico e candidature alle primarie per la segreteria del PD, in particolare quella del senatore Furio Colombo.
Liberacittadinanza ritiene che per metodi (il Decalogo per le assemblee costituenti e il Regolamento) e sostanza il processo di formazione del costituendo PD non sia che una replica di un centralismo democratico di triste memoria.
Tutto ciò potrebbe piacere a Francesco Rutelli come a qualche sodale di «sinistra» in vena di matrimonio combinato, ma non a Furio Colombo, politicamente di altra tempra e cultura.
Ci chiediamo infatti dove sia finita, prima di tutto, la volontà di rinnovamento della classe politica, dove sia andato a cacciarsi il coinvolgimento popolare sulle decisioni (candidature, programmi, costituzione, ecc.); ci domandiamo dove siano le garanzie per una reale partecipazione democratica, per la restituzione all´Italia di una legge elettorale coerente con i principi costituzionali.
La crisi della politica non produce affatto quella che molti hanno chiamato antipolitica.
Semmai, ha dato avvio a un´esigenza diffusa nella società civile di presenza e di partecipazione attiva, di fronte ad una classe dirigente che si è arrogata un diritto di rappresentanza che non ha.
Questo distacco noi lo vediamo concretizzarsi, già prima che sia nato, nel futuro PD.
Il bisogno di una nuova politica emerge più che mai soprattutto ora, in cui prendiamo atto che le maggiori istanze formulate come programma di governo sono state disattese nei loro principali cardini proprio da coloro che si apprestano a dar vita al PD (valgano per tutti: una diversa legge elettorale, una nuova legge sul conflitto di interessi erga omnes, un sistema televisivo che rispetti i principi europei, un ordinamento giudiziario che garantisca indipendenza e autonomia della magistratura, l´abrogazione delle leggi ad personam).
Per tali ragioni Liberacittadinanza non intende dare alcuna adesione né appoggio al progetto del nascente PD.
E vista la contrarietà a tale progetto, l'appoggio alla candidatura di Furio Colombo, molto dibattuto all'interno di Liberacittadinanza e da alcuni di noi alla fine auspicato, decade a prescindere dalla vicinanza con la persona per la distanza dai fini e dai metodi.
L'essere stato uno dei principali protagonisti della stagione dei girotondi e riscuotere la nostra stima fa sì che sentiamo come una contraddizione la sua presenza nella partecipazione alla costituente del PD, dove ciò che è in atto non è altro che un'operazione oligarchica.
Lo sentiamo proprio tenendo a mente gli intenti espressi da Furio Colombo ad «Otto e mezzo», la sua invocazione ad un binomio «moderno-sinistra», il segnale di attenzione e vigilanza contro il pericolo del «berlusconismo»: tutti concetti e valori, da noi pienamente condivisi, che avrebbero dovuto costituire la ragione per convincerlo a non mettersi in corsa per la candidatura alla segreteria del PD o, allo stato, per convincerlo ad un ripensamento.
Per la sua storia politica e professionale, per il profondo rispetto dei valori democratici che lo caratterizza, avremmo preferito che Furio Colombo spendesse la sua intelligenza, la sua cultura ed esperienza direttamente nella società civile.
Noi crediamo che un radicale rinnovamento della politica debba passare attraverso scelte precise, dove la mediazione e i compromessi non possono avere più lo spazio che sinora ha solo soffocato la partecipazione democratica.
Diciamo dunque «no» all´operazione oligarchica in atto nel Partito Democratico; e conseguentemente diciamo «no», a malincuore, alla candidatura di Furio Colombo quale suo leader. Facciamo appello ad una forte mobilitazione e partecipazione democratica; diciamo, con questo spirito, «sì» all´organizzazione della società civile, oggi orfana di guida politica.
Il Consiglio Direttivo di Liberacittadinanza - rete girotondi e movimenti
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siamo orfani di militanza politica
Avrei auspicato una candidatura "condivisa" anche da liberacittadinanza.
Si sarebbe trattato di "contarci", vedere che peso politico potremmo avere, con un candidato.
Ci sarebbe costato nulla in termini politici: l'organizzazione del pd ci avrebbe permesso di fare un referendum interno.
Ma probabilmente siamo inesistenti (le pochissime firme agli appelli e petizioni presenti in questo sito lo dimostrano)
...."Io voglio vincere"....
e voglio avere un partito da votare!
... mi dovro' affidare al prossimo demagogo.
Ben venga lui, che almeno cerca di aggregare e non solo di fare distinguo.
Un'altra occasione persa, questa, per me.
siamo orfani anche di
e questo sarebbe "politicamente" un problema molto più semplice da risolvere.

anche io ho visto la puntata di "Otto e mezzo" in cui era ospite Furio Colombo e devo dire che il commento dei conduttori alla mancata partecipazione di almeno un rappresentante dei Girotondi: "Hanno tutti altro da fare", l'ho trovato triste e retrivo. Come dire: i cittadini italiani hanno tutti altro da fare. La politica - in quell'ottica: quella che si incensa negli studi televisivi; nell'ottica, realista, di Oliviero Beha: quella che si autoriproduce nel residence - non li può riguardare (tranne che nelle consultazioni elettorali, si intende), affannati come sono a stare dietro al proprio particolare.
Quanto alla candidatura di Furio Colombo alla Segreteria del costituendo PD, ebbene, io l’ho sostenuta nonostante che la nascita del PD mi trovi profondamente ostile. Difatti, ritengo quella del PD una operazione non tanto inutile quanto piuttosto dannosa, che segnerà un punto di non ritorno dal quale non si potrà che uscire peggio di quando vi si era approdati. E più lacerati di sempre. Credo che in un tessuto connettivo come quello italiano innestare un’operazione massimalista come la creazione del PD comporterà che insieme all’identità dei partiti si affievolirà anche la propria responsabilità dinanzi ai cittadini (sarà per questo che sono associazioni non riconosciute?). Eppure con il nascente PD, irreversibilmente, dovremo farci i conti, dunque, se Furio Colombo, inopinatamente, sceglie quella sponda, egregio com’è mi auguro che rappresenti la voce fuori del coro, il garante dei diritti di cittadinanza dentro quel soggetto politico, non certamente il parlamentare “embedded” ma una spina nel fianco per quanti vogliano fare di quella nuova formazione una “cosa” di appararato, poco laica.
Nella mia ottica aderire con entusiasmo al Manifesto e alla manifestazione di piazza Farnese non è inconciliabile con il sostegno, seppur sofferto, alla candidatura per le primarie di Furio Colombo, semplicemente perché non si traduce per ciò stesso in un sostegno né al progetto, né al Partito Democratico.
Vi saluto
Valeria Carella