di: Citto Leotta
Passata la paura e lo shock per essere stati sull'orlo del baratro
per circa dodici ore,
il risveglio mi consegna una sensazione non solo di scampato pericolo, ma anche di qualcosa di sostanzioso, di tangibile che rimane, al netto di
ogni delusione e di ogni (giustificata) preoccupazione per il futuro.
Checchè se ne dica, amici miei, Berlusconi ha perso.
Sì,certo, il berlusconismo (Nanni docet) allignerà ancora per molto
tempo nelle pieghe, nel tessuto civile e politico del nostro Paese, dividendolo, spaccandolo rimandandone, chissà per quanto tempo ancora, il
percorso maturativo e identitario. Certo,contrastare questo processo
patologico è il vero compito di lunga durata che la prossima classe di
governo deve prefiggersi.
Ma rimane il fatto che l'anomalia non c'è più. Sì, sta ancora lì, ora a
blandire, ora a minacciare, a fare la vittima o l'eroe .Ma fuori dalle
leve del potere, è come una vipera (o un cobra) a cui hai tolto il
veleno. Il suo gigantesco conflitto di interessi (nell' attesa
messianica di una vera legge) non incomberà più,come un macigno, sull' intera politica italiana, sia essa di governo che di opposizione.
Giocoforza, non potrà più controllare e imbavagliare l'informazione e
questa, a sua volta, drogare, sofisticare il libero pensiero e le opinioni
dei cittadini (che, solo per questa enorme attenuante, sono da assolvere
nella loro pervicace apertura di credito verso il caimano).
Le pendenze giudiziarie sue e dei suoi sodali non saranno più il
grimaldello per sconvolgere la cultura del diritto in Italia, e i
magistrati non dovranno per forza essere classificati come corrotti o
come eroi. E così via, togliendoci di dosso una vergogna dopo l'altra,
nella speranza di poter ricostruire un paese che il "signor B." e la
sua banda di servi arroganti e incompetenti ci lascia in macerie morali, economiche e istituzionali.
Vi pare poco? A me,sinceramente,non mi pare
vero!
L'entità del sollievo e delle speranze è pari, però, al dubbio che l' attuale classe politica di centrosinistra, chiamata a governare, sappia ,e
soprattutto voglia, davvero, riannodare i fili (interrotti da dodici
anni di "anomalia") della nostra democrazia, restituendole il rango di
"liberale" e ridandole dignità e riconoscimento di fronte alle altre
nazioni europee.
Quest'incertezza, lungi dal deprimerci,deve invece suscitare in noi, società civile,più o meno organizzata, il dovere di una mobilitazione
permanente, di una vigilanza al massimo livello,di una costante azione
di osservazione, informazione ed eventuale denuncia. Il risultato
politico, sia quantitativamente che qualitativamente, favorisce anzi, sembra invocare il ruolo della libera cittadinanza. Pensiamo per un
attimo se l'accoppiata (per me non è l'Ulivo) DS/Margherita avesse avuto
un grande riscontro.Spazzati via sinistra e società civile, largo allo
strapotere dei Rutelli e dei D'Alema, con Prodi sempre più "ostaggio".
Uno scenario da brividi. Ma ora? Nessuna cambiale in bianco, è ovvio.Però,se ancora crediamo in
una delle nostre idee-guida, il "non sono tutti uguali", è il momento di
metterli alla prova. Speriamo che Romano Prodi (il 'Prodi che vorremmo', come dice Pancho) si liberi dal giogo degli apparati di partito e che
riesca in quello che, quando vuole, è la sua specialità:lo scatto d'orgoglio, il pensare in grande, l'essere in sintonia con i cittadini. Sogno? E' probabile. Ma se un compito abbiamo, e al quale non possiamo
rinunciare, è quello di dover verificare,(finalmente!), se quattro anni
di battaglie e di mobilitazione, di sogni e di speranze, di proteste e
di proposte, sono serviti a qualcosa.
Dovessero deluderci ancora, li
inseguiremo col bastone. Ma un minimo di credito,e di (anche se scettico)
sostegno, credo che dobbiamo darlo.Aspettarli sulla sponda del fiume non
servirebbe a nulla. A quel punto avremmo fallito tutti, noi e loro. Non
deprimiamoci quindi. Coraggio.Ci aspetta la stagione di un nuovo
impegno.
Buona Pasqua (in tutti i sensi..) a tutti
Citto Leotta
