di: Barbara Fois
Ma adesso, in un frullio d´ali, la situazione è cambiata. Perché Furio Colombo si presenta come terzo incomodo, nonchè paladino di quella società civile che in questi ultimi anni ha contribuito a vincere le elezioni e ha ridato respiro e dignità al CS, anche se l´oligarchia - o la casta, per dirla con Stella - non lo ammetterà mai. La posizione di Colombo in realtà è più che altro provocatoria. Di fatto non ha la minima probabilità ( e ne è certamente consapevole) di vincere un confronto con Veltroni, soprattutto adesso che nella sfida delle primarie si è infilata anche la Rosy Bindi, non si capisce se per misurare il proprio peso politico, o per mostrare a tutti che il PD è davvero democratico e le candidature sono vere e non pilotate...
Comunque: Furio Colmbo, dicevamo, non potrà mai vincere questo match, perché «in casa» gioca solo Veltroni e nessun altro. E´ lui il designato, il salvatore cooptato, la faccia nuova - si fa per dire -che dovrà traghettare dietro a sé tutto il vecchiume. «Perché tutto resti com´è, bisogna che tutto cambi», diceva al Principe di Salina suo nipote Tancredi, nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e infatti la candidatura di Veltroni aveva questo ruolo: quello di fare da diversivo, segno del cambiamento, del rinnovamento... Del resto rispetto agli altri poteva sembrare anche un homo novus, nonostante una carriera abbastanza piena di cooptazioni... Ma ecco che ora si affaccia davvero una faccia nuova e piena di carisma anche! E il confronto ridà a ogni cosa la sua giusta prospettiva e ricolloca nella «casta» anche il rampollo, l´erede designato. E in fondo, comunque vadano le cose, Colombo avrà raggiunto il suo scopo e mostrato quanto è nudo questo re.
Ma non avrà molti voti e non ci vogliono doti divinatorie per saperlo in anticipo. Perchè la gente che andrà a votare per le primarie del PD apparterrà alle specie degli elettori DS e Margherita e dunque non voterà Colombo. Non solo: chi potrebbe votarlo non lo farà, perchè la gente dei movimenti non andrà a votare per il PD, nonostante la sua presenza. I girotondini non ne vogliono sapere del PD, non vogliono averci a che fare, non vogliono contaminarsi ( ma và?!) e così anche se Colombo non ha mai nascosto le sue simpatie per la società civile, sostenendo le sue battaglie e dandogli voce (cosa che gli è costata assai cara e che forse ha avuto un ruolo, nell´avvvicendamento alla direzione dell´Unità), i girotondini non ricambieranno il favore.
Non basta che sulle pagine di MicroMega Flores d´Arcais abbia praticamente «candidato» l´ex direttore dell´Unità con parole esplicite :»....un candidato senza inciuci e per l´unità esiste. Chi l´Unità ha diretto e fatto rinascere.» Non solo perché Flores ha sempre fatto parte a sé, nel grande e variegato mondo dei movimenti, ma soprattutto perché i girotondini non vogliono essere confusi con il PD. Qualcuno di loro pensa che non si può dare alla casta altri vantaggi e non si deve proprio legittimarla ancora, in nessun modo, tanto meno sostenendo un candidato alle primarie. Questo almeno si evince dall´articolo di Pancho Pardi sul Corriere dell´altro giorno.
Il motivo di questa presa di posizione è chiaro: partecipare a qualsiasi titolo alle operazioni di fondazione di un partito, che nasce solo dalle esigenze di una classe dirigente che ormai ha perso la propria identità e gran parte del proprio elettorato, darebbe credibilità e serietà a questa operazione freddamente pensata a tavolino. Il che non fa una grinza. E tuttavia non è inutile chiedersi: ma tirarsi fuori da tutto, autoemarginarsi per non farsi «contaminare», non porta anche a una sorta di sterile isolamento? Voglio dire: tanta purezza a che serve se non si trova una strada alternativa per farsi sentire? «La virtù è premio a sé stessa» è un principio che in politica non ha senso.
E´dunque il caso di riflettere su ciò che vogliamo fare tutti noi del CS che non siamo convinti della bontà dell´operazione PD, anzi: che ne vediamo tutti i numerosi e preoccupanti limiti, ma che non vogliamo nemmeno finire con l´ «uomo in cachemire» e i suoi compagnucci della parrocchietta. Che vogliamo fare, allora? Continuare a fare i grilli parlanti e ad alzare il ditino finchè qualcuno non ci dica come impiegarlo, oppure tornare a casa e darci al giardinaggio? Oh, sì, certo: potremmo anche cercare di costruire un soggetto terzo e in tutti questi anni avremmo avuto tutto il tempo e il modo di farlo: ce lo siamo detti tante di quelle volte! Ma se non l´abbiamo fatto è perché ogni volta che dalla teoria, dalle analisi, dalle discussioni dovevamo passare ai fatti, finivamo per perderci in mille distinguo, sempre timorosi di sporcarci le mani, di perdere il primato di purezza, di essere assimilati agli uni o agli altri.
E´ sconfortante sapere che, stando così le cose, nessuno in realtà farà niente perché questa sinistra ritrovi sé stessa. O forse questa frammentazione, questa vis polemica, questa tendenza a sbriciolarsi e a perdersi nel nulla è proprio il nostro tratto caratteristico e dobbiamo rassegnarcene ed essere consapevoli che saremo sempre dei perdenti. Anche se i nostri avversari sono molto peggiori di noi.
E´ dura da ingoiare per chi come noi si è sempre considerato vincente e nel giusto. Ma ammettiamolo: noi tutti della sinistra non abbiamo più né obiettivi, né strategie comuni. La destra ci sta massacrando, usando ogni strada e ogni mezzo, lecito e illecito, concordemente, determinatamente. Vogliono tornare al potere e così ogni nostra defaillance viene gonfiata, ogni errore sottolineato. E il tormentone è sempre «questo governo è alla frutta! Torniamo alle elezioni». E chi fornisce alla destra i migliori assist è proprio il CS al governo. Che ancora non ha abolito le leggi vergogna, non ha fatto una legge sul conflitto di interessi e nemmeno quella elettorale e ha lasciato la RAI nelle mani del cavaliere. Più di così...
Proprio per questo, pur facendo parte dei movimenti, io andrò a votare per Furio Colombo ( sempre che qualcuno non lo convinca prima a rinunciare alla candidatura). Lo farò con piacere perché stimo l´uomo, ma anche perché penso che non dobbiamo lasciarci emarginare da un pugno di prepotenti. Chi di noi ha militato nella sinistra tutta una vita deve sentire il dovere e il diritto di battersi per cambiare le cose, per imporre la propria presenza e la propria opinione e perché nessuno distrugga quello che i nostri padri e i loro padri prima di loro hanno fatto per la democrazia e il riscatto sociale di questo paese.
Definitivamente fritti
Sosteniamo Colombo
sono perfettamente d'accordo con lei. Non sono iscritta a nessun partito ma ho sempre votato a sinistra. Non sono convinta per niente dall'operazione Partito Democratico e ho intenzione di votare alle primarie solo se ci sara' un candidato della societa' civile come Furio Colombo.
Sono sempre del parere che sia meglio "sporcarsi le mani" e cambiare le cose dal di dentro.
