di: Barbara Fois - Democrazia e Legalità
La disfida di ... burletta
Ieri sera abbiamo assistito a uno strano rito autistico: un faccia- a- faccia fra i due capi delle due coalizioni di destra e di sinistra: Berlusconi e Prodi. Peccato che non si rivolgerssero direttamente la parola. Le regole imposte, infatti, non lo permettevano: avrebbero dovuto ricordare i confronti fra i leader made in USA, ma questo nostro faccia a faccia non aveva niente di "americano" e nemmeno di "nostrano": era solo una sorta di ibrido, spaventosamente noioso e a volte veramente sconcertante.
Il cavaliere è sembrato subito un pò; troppo nervoso e monotematico: cercava solo di attaccare e insultare sia Prodi che il CS, senza in realtà entrare nel merito delle cose fatte davvero dal suo governo, al dilà delle pietose millanterie. Prodi era alla moviola, come sempre ( a parte una zampata ben riuscita, a rintuzzare le continue offese del cavaliere), ma molto più credibile e affidabile del cavaliere: insomma, se proprio si deve far uscire un vincitore dallo scontro, certamente ne è uscito meglio il nostro Romano Valium. Ma la prossima volta sarebbe meglio che il suo staff fosse più efficiente e gli segnalasse anche gli avvenimenti della giornata in corso, soprattutto se sono così importanti come una bocciatura europea dell'IRAP. Per fortuna il cavaliere è entrato in un trip di numeri che alla fine erano davvero ridicoli e inutili. "Abbiamo fatto più riforme di qualsiasi governo!" ha tuonato orgoglioso. Ormai siamo stanchi di sentirglielo dire e francamente c'è da chiedersi come mai nessuno gli dica finalmente: "Belle riforme del cavolo! La scuola è allo sfascio, la gente è alla fame, la Costituzione vilipesa, i beni dello stato messi all'asta, il paese è alla frutta: non ce ne possiamo permettere altre!" e quando si vanta delle grandi opere, possibile che nessuno irrida a un demenziale ponte su Scilla e Cariddi, uno dei posti più instabili - dal punto di vista sismico- del mondo intero?!
E perché nessuno ricorda che nel traforo della TAV ci sono interessi privati del ministro Lunardi? Mi pare che siamo un pò troppo educati e rispettosi, per non dire altro!! Il faccia a faccia (?) è finito presto: cosa bella e mortal passa e non dura!, come si dice. E meno male! Non solo per noi, ma soprattutto per Berlusconi, che ormai non rispettava più i tempi ed era sempre più nervoso e inconcludente. In realtà era così concentrato nel cercare di screditare Prodi e l'Unione, che non è riuscito nemmeno a fare un appello finale. A quel punto Prodi poteva stracciarlo definitivamente, ma la comunicazione non è nelle sue corde, diciamocelo francamente. Bene così, comunque. Il fatto è però purtroppo come sempre, che una parte vince solo perché l'altra ha platealmente perso.
E che abbia perso Berlusconi lo dicono implicitamente i suoi alleati: Calderoli, per esempio, che gli consiglia di disertare il "girone di ritorno"e di parlare invece alla gente, cosa che gli viene meglio. Del resto si vedeva bene all'uscita dei due dalla sede RAI, che il cavaliere era conscio della propria débacle: scuro in volto, mascella serrata, occhi bassi è entrato nella macchina, che si è allontanata in fretta. Il professore invece sorrideva tutto contento e chiacchierava con gli altri, sostando sulla gradinata d'ingresso, tutto contento.
Ma la serata non era finita lì: eh, no! C'era la "sessione di settembre" per il rimandato eccellente (?), organizzata a "Porta a porta" da Vespa. La puntata aveva per titolo: "Berlusconi- Prodi: chi ha vinto il confronto?". A rifilarci le loro personali opinioni erano quasi tutti giornalisti filo-berlusconiani ( ma và?!): Feltri per la testata Libero, Mazzucca per il Quotidiano Nazionale e un Emilio Fede scatenato, a cui Vespa lasciava la parola più a lungo che a tutti gli altri. C'era poi un quasi equilibrato Cazzullo per il Corriere della Sera, più impegnato a sembrare imparziale (vista l'uscita del suo direttore) che a esserlo veramente; un veramente equilibrato Vaccari per Il Secolo XIX e poi ci sarebbe dovuto essere un fan di Prodi per par condicio con la presenza di Fede: Antonio Padellaro per l'Unità. Già. Non rimpiangeremo mai abbastanza il nostro Furio Colombo. Padellaro faceva interventi brevissimi, quasi volesse liberarsi in fretta di un ruolo che ricopriva solo per dovere. E non sembrava nemmeno preparato: ha driblato temi importanti come quello della immigrazione clandestina, con commenti vaghi e che svicolavano continuamente dal tema nevralgico sostanziale. E sul quale c'era invece un bel pò da dire! Eccome!! Vespa si fregava le mani con aria gongolante: il cavaliere può essergli grato davvero: lui sì che è un giornalista che gli piace! Mica come quella Annunziata! Ma ditemi voi! Ha preteso, quella donna lì, di fargli una intervista stando seduta, invece che in ginocchio! E voleva anche risposte alle sue domande! Pazzesco! Doveva prendere spunto da Marzullo e dire al premier in difficoltà "Si faccia una domanda e si dia una risposta!". Non sarebbe stato divertente, infatti, se ad alzarsi fosse stata lei, dicendo con gentilezza al cavaliere: " visto che non sa rispondere a domande non concordate prima: se le faccia da sé. Se permette vado via io" Gli avrebbe dato una lezione coi fiocchi e sarebbe finita su tutte le TV del mondo.
Comunque: la penosa puntata di Vespa si è chiusa con altri sbadigli, come da copione. Vediamo che succederà - se ci sarà il secondo confronto - quando sarà lui a fare da moderatore fra Prodi e Berlusconi. E' l'unica curiosità che ci rimane, ormai.
