di: Giuseppina Micucci
Da molto tempo non vedevo trasmissioni di informazione in tv, dibattiti politici ed altro. E da anni non ne vedevo una per intero. Per una scelta più viscerale che di testa. Per incapacità di reggere i teatrini montati ad uso e consumo della gente. Ieri sera invece ho visto, per caso, quasi tutta la trasmissione di Giovanni Floris «Ballarò».
Ed e´ stata un´esperienza traumatizzante. Dopo non riuscivo a dormire. Per lo schifo, e soprattutto per un´oscuro sbigottimento, unito a sensazioni inquietanti. Cos´è successo di così orribile? Niente che non succeda in altre trasmissioni di questo tipo. E´ successo semplicemente che ho visto dietro il teatrino, e la visione era troppo chiara.
C´erano tutti.
L´Imprenditore che premeva per avere le sue grandi opere, invocando l´intangibilità dei contratti che il Governo ha stipulato. Verità sacrosanta. Gli appalti e gli affari non si toccano. Invocava il libero mercato, salvo poi essere smentito da altri personaggi, che raccontavano che in Italia le grandi opere se le aggiudicano sempre le due o tre ditte amiche degli amici.
Del Problema della collettività di tipo ambientale o politico (si parlava di tav e basi militari) se n´è fatto carico Il Rappresentante della sinistra radicale , con una doppiezza ammirevole: noi siamo contro, ma il Governo ha detto che farà la tav. Aspettiamo i dati dell´Osservatorio per la valutazione dell´impatto, poi decideremo. Siamo contro la guerra ma voteremo a favore della politica estera che verrà illustrata domani in Parlamento. Altrimenti cade il Governo. Che diventa un valore in sé.
Il sindacalista , che con aria allegra, quasi divertita (!), raccontava che i salari da lavoro dipendente hanno visto diminuire il loro potere di acquisto dell´11%. C´è stata infatti negli ultimi anni una distribuzione diseguale della ricchezza, a favore dei ceti medio-alti. Riferiva di questo come se si trattasse di un fenomeno atmosferico. E´ accaduto, semplicemente. Evento attribuibile a chi ? A quali scelte? Forse non è marginale la circostanza che il suo Sindacato, insieme ad altri, abbia avviato, condividendone gli obiettivi , la cosiddetta politica dei redditi, vale a dire la riduzione progressiva dei salari in nome di una maggiore produttività e di investimenti nell´industria (Accordi di luglio 1993, una successione di contratti al ribasso per tutte le categorie del lavoro dipendente e...). Tale contrazione, o tale vero e proprio impoverimento, di cui egli si lamenta, non ha incontrato da parte sindacale nessun ostacolo, se non da parte del sindacato conflittuale, che esiste ed è rappresentativo ma, si sa, non ha voce nei salotti buoni. Meglio lasciarli fuori, non sono governabili. Non ricordiamo scioperi o mobilitazioni indetti dal tal sindacalista contro questo disegno, ma anzi, tali sindacati, cosiddetti concertativi , si sono fatti portavoce di quel programma tra i lavoratori, facendosi carico del lavoro di convinzione dei recalcitranti, raccontando che tutto veniva fatto per il bene comune. Il premio che hanno avuto per questo lavoro non è da poco. Ad esempio (ma non solo) la gestione dei Fondi pensione. Un affare di miliardi di euro. Il più grosso business esistente, superiore a quello delle banche. Non possiamo biasimarli ! Forse per questo appariva così allegro.
E c´era Il Direttore del quotidiano degli imprenditori , che sollecitava i rappresentanti della maggioranza a decidersi, le grandi opere, le basi militari, vanno fatte al più presto, altrimenti ci tagliano fuori dall´Europa. Il rappresentante della sinistra radicale sente il dovere di ricordare che in molte regioni d´Italia manca ancora l´acqua in certe ore della giornata, e questa forse sarebbe la vera priorità, ed in altre regioni più che il bisogno dell´alta velocità si sente quello di una tratta decente per spostarsi, da parte dei pendolari o dei semplici viaggiatori (problema che riguarda larghi tratti della nostra penisola). Improvvisamente viene fuori che le Ferrovie, ancorché privatizzate per migliorarne l´efficienza e produttività (manco a dirlo), hanno un buco o meglio una voragine nei conti. E´ anche per questo che verranno aumentate le tariffe. Ma Cimoli e´ passato anche di là? Ed è stato licenziato per inefficienza aggravata?? No, è stato premiato con una buonuscita da capogiro. Bene. Ma il dipendente che sbaglia invece andrà licenziato in tronco. Ma questo en passant.
Subito dopo all´Imprenditore sfugge detto che l´Ente Ferrovie Italiane e´ il più grosso investitore nel mondo (!!) . Il moderatore si sorprende, con i soldi che non ha ? Allora la voragine? Il commento rimane lì sospeso. La domanda per noi sorge spontanea: ma quali e quante cose non sappiamo? E dovremmo credere a questi teatrini imbastiti per convincerci ancora una volta a fare da «agnello sacrificale» per la causa comune?
Qualcuno mette in guardia sul rischio di perdere i finanziamenti europei se non ci sbrighiamo.
L´immancabile Tecnico ci informa che su 20 miliardi di euro previsti per la costruzione tav (tratto italiano), circa 1 o 2 miliardi verranno forniti dall´Unione Europea, se ci va bene. Un bel contributo. Il resto lo pagheranno i contribuenti, dice lui, come tutte le grandi opere. Invece i grossi profitti, sia per gli appalti che per i benefici finali, li avranno gli Imprenditori. Infatti la tav è progettata soprattutto per spostare immani quantitativi di merci (ci ricorda l´incipit di qualche testo dell´800, certo fuori moda�), a velocità altissima, su distanze amplissime. Vale a dire come ti frego la concorrenza sul tempo e sulla quantità di merci spostate. Ma si sa, i profitti degli imprenditori poi si riverberano sull´intera comunità. L´assioma ormai lo conosciamo bene: quando l´impresa va bene, stanno bene anche i lavoratori. Chi non lo sa? Peccato che da oltre trent´anni i profitti delle grandi imprese si moltiplichino a dismisura, senza che questi benefici si riverberino mai sui lavoratori. Anzi, sempre di più questi vengono espulsi dal ciclo produttivo, per diventare disoccupati e diseredati. Ed infatti, se l´imprenditore può (ed oggi può impunemente), perché non dovrebbe diminuire nei numeri la forza lavoro aumentandone invece i ritmi lavorativi? Tagliando anche sulla sicurezza? E sui salari? Così si risparmia e si aumentano i profitti ! Chissà, forse qualche economista dell´800 ci aveva preso sulla contraddizione intrinseca tra Capitale e Lavoro. Forse non è così automatico che se le cose vanno bene per l´impresa vanno bene per tutti. Anche perché l´impresa si gioca il profitto, i lavoratori si giocano la sopravvivenza. E quindi un piccolo squilibrio delle forze in campo c´è�E se ti ribelli c´è un esercito di disoccupati che preme per entrare. Eserciti di bambini di tutte le razze, tutti lì ad intrecciare tessuti per le multinazionali di casa nostra . La situazione è eccellente per chi vuole fare profitti. E la legislazione è sempre più flessibile. Mai abbastanza però . Troppi lacci e lacciuoli (sempre pagine di storia ottocentesca�). Quelli che non vengono espulsi dal ciclo produttivo rappresentano i nuovi poveri, con lavoro e tutto, candidati ai prossimi licenziamenti, non appena la ristrutturazione lo richieda. Si sa, il costo del lavoro è troppo alto, sempre. La concentrazione di ricchezza in mano ai grossi gruppi è sempre più elevata. Il vero volto dell´economia liberista, sempre ben nascosto dietro una maschera rassicurante ed ottimista, positiva e propositiva, ogni tanto mostra la sua vera natura, fatta di morte, fame e guerre, precarietà semplice quando va bene, per una parte di umanità, e ricchezze immani dall´altra. Ma si sa, è la concorrenza, è il sale dell´economia. Ogni tanto poi si scopre che esistono i cartelli (ma la storia non ci ricorda nulla??), si scopre che in poche mani sono concentrate le decisioni mondiali, fatali per molti, vale a dire: quanti ne moriranno domani in Equador per fame, quanti in Afghanistan per guerra, quanti in Nigeria per il petrolio, e quanti saranno licenziati in Grecia o in Italia. Poi hanno inventato anche gli organismi internazionali, così i governi nazionali sono fuori dalle discussioni. «Io ti ho votato per ritirare le truppe»: dice l´elettore, «sì, ma tu non sai che il FMI ha deciso questo, tu non sai che la NATO dice questo, ecc�» e allora? Cosa possiamo farci? Abbiamo le mani legate. Ma che senso hanno ancora la politica ed il voto, se chi decide veramente è fuori portata? Bravissimi, non c´è che dire. Chapeau.
Alla domanda fatta al Direttore del quotidiano degli imprenditori: «perché lei ritiene che la missione italiana in Afghanistan» vada riconfermata, questi risponde: per garantire la nostra presenza nello scacchiere internazionale. Sincero. Nostra di chi ??? Una volta si parlava di colonialismo, poi con una maggiore complessità del discorso di imperialismo. Ora si parla di missioni di pace e di scacchiere internazionale. Tutto è più pulito, non fa una grinza. Sono diventati bravissimi. Le scuole per Manager e Dirigenti politici ed economici servono anche a questo. Abbiamo raggiunto il massimo della pulizia formale per celare il massimo dello schifo sostanziale. I morti sul lavoro, per fame, per guerra sono solo effetti collaterali. A milioni.
Questo il quadro che mi ha sconvolto, vedere con chiarezza gli attori, ognuno con la propria parte ben recitata. Vedere i disegni perseguiti. I personaggi che ad uso e consumo del popolo peroravano la propria causa: continuare ad arricchirsi con le grandi opere, con i grandi affari, mettere piede, anche con le guerre, nei teatri importanti, strategici del mondo, a spese della grande massa informe di chi non conta nulla. Chi ha il potere vero, quello economico e militare, fa le carte, i quotidiani preparano il campo per far attecchire e digerire le scelte, i sindacati accompagnano amorevolmente il processo, rabbonendo la base, facendogli ingoiare ulteriori rospi, a beneficio, dicono, della collettività. Il politico dà un colpo alla botte ed uno al cerchio, per non perdere l´intera legislatura (ce n´è voluta per arrivarci, vogliamo perderci la pensione di anzianità?? ). Il moderatore è equanime, belloccio, simpatico. Chi può dubitare della sua onestà intellettuale? Il quadro è fin troppo nitido. Abbaglia.
Appaiono sul video ridicole tabelle sui redditi percepiti, dove si apprende che un operaio guadagna in media 14.000 euro l´anno, ed un imprenditore 38.000 euro (!) Medio, però. Viene fuori anche che l´80% delle tasse viene versato dal lavoro dipendente. E però dovremo ancora tagliare sul costo del lavoro, ridurre le pensioni, aumentare l´età pensionabile, far pagare i servizi sanitari agli utenti (ormai clienti). E chi più ne ha più ne metta.
E questo faranno. Tutti insieme, appassionatamente, dopo averci debitamente convinti (siamo in democrazia, non dimentichiamolo !) che è per il bene di tutti. La storia sembra proprio vecchia, ma vecchia di secoli. Qualcuno diceva che lo Stato è solo il comitato di affari della classe che detiene il potere economico.
Questo è il quadro che ho visto ieri sera. Tanti alligatori che si strappavano gli ultimi resti delle vittime. Lo conoscevamo, ma ieri era troppo nitido.
Conclusione: i media servono. Come farebbero senza?
L´ignoranza serve moltissimo. Come farebbero senza?
La cultura, la conoscenza, l´approccio morale ai fatti della storia servirebbero invece a noi. Molto.
Per ricostruire il punto di vista di chi sta dall´altra parte. Di chi subisce le scelte ormai senza nessun argine dei padroni del vapore. E l´organizzazione.
Come faremmo senza?
