di: Francesco (Pancho) Pardi
Infatti, dopo aver affermato che Colombo è un candidato degnissimo per le battaglie degli ultimi cinque anni contro l´anomalia italiana, ho subito aggiunto che la sua intenzione di rappresentare nel PD lo spirito del Palavobis e di piazza San Giovanni contrasta in modo inevitabile con la sua adesione ai primi discorsi di Veltroni.
Ne ricordo solo alcuni punti non trascurabili: la sottovalutazione del pericolo di un ritorno di Berlusconi, l´apprezzamento per la sua riforma costituzionale e l´aperta riproposizione del premierato.
Dunque Veltroni non sente il vincolo della vittoria referendaria che aveva cancellato la riforma e il premierato: l´unica vera vittoria degli ultimi anni.
Nell´intervista al Corriere, Colombo si distingue da Veltroni sulla sottovalutazione del pericolo Berlusconi ma non dice nulla sulla questione costituzionale e sul premierato. E bastano questi due temi a scavare una distanza incolmabile tra lo spirito dei girotondi e il carattere che Veltroni vuol dare al Partito Democratico.
Perciò è molto difficile che i soggetti del protagonismo civile possano dedicare le loro energie alla costruzione di quel partito. Può darsi che qualcuno si senta sollecitato da una candidatura ineccepibile come quella di Colombo a partecipare alle primarie per sostenerla, ma ciò non significa che poi si impegni in quel contesto dopo le primarie: un voto di testimonianza è sempre possibile ma la partecipazione potrebbe finire lì.
Nell´elettorato critico è forte il timore che la candidatura di Colombo possa finire solo per dare un´apparenza di democrazia partecipativa a un´operazione sostanzialmente oligarchica: il programma va sottoscritto prima del voto; la partecipazione popolare serve solo a scegliere il leader; la Costituente aperta è già un ricordo. E, quanto ai ricordi, nessuno dei quattro milioni che votarono per Prodi si sarà dimenticato di come quelle primarie, anche col contributo dello stesso Prodi, siano state svuotate e vanificate.
Infine, le ultime amministrative hanno dimostrato che una parte preziosa dell´elettorato di centrosinistra e di sinistra ha smesso di votare per i partiti tradizionali e tutto fa pensare che l´astensionismo sia destinato più a crescere che a diminuire. Con queste premesse le prossime elezioni rischiano di essere già perdute.
Perciò è necessario che i soggetti del protagonismo civile si uniscano per convincere i cittadini che hanno già rinunciato al voto, e gli altri che si apprestano a farlo la prossima volta, affinché possano votare nuove forme di rappresentanza politica orientate allo smantellamento delle oligarchie e a un programma di applicazione effettiva dei principi costituzionali.
www.liberacittadinanza.it
voglio Colombo con noi...
Replica a questo commento
Colombo e PD
MI STO VERAMENTE STANCANDO DI VOI
Vedono in voi Liberacittadinanza, Flores, Pardi, Beha, Veltri, Travaglio, Santoro, Guzzanti, Colombo, Grillo ecc. ecc. un gruppo di persone con idee condivisibili, rappresentanti di un desiderio di cambiare il modo di fare politica ed i politici in Italia.
...
basterebbe che vi sedeste ad un tavolo tutti insieme e decideste una strategia più o meno comune.
ed invece cosa fate?
Non siete duemila..... ma ogni volta che uno di voi fa qualcosa, gli altri si affrettano a dire "non sono d'accordo".
Basta!
Fate una bella cena e trovate qualcosa (anche pochi punti) in comune e cercate di aiutarvi vicendevolmente a raggiungerli.
...
leggetevi l'articolo di zeusnews che è qui pubblicato.
Questo è il sogno dei vostri simpatizzanti.
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Se invece il vostro massimo obiettivo è quello di costituire una lista civica nella terza circoscrizione per protestare contro la nuova centrale del latte... non contate su di me.
Io cerco qualcuno da contrapporre a Mastella, D'Alema e Berlusconi
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Sono d'accordo con il commento precedente. Tutti a votare Furio Colombo (anche se non votero' mai PD), poi liberi tutti... almeno ci saremo contati e sapremo se aspirare al parlamento o alla centrale del latte!
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MA,
dannazione,
mettetevi almeno d'accordo tra di voi.
Mi immagino seduti tutti al governo a litigare tra di voi per un verbo, una virgola, un distinguo, un chiarmento, un'eccezione, una specificazione... forse è meglio Mastella...
Con amarezza.
Stefano

Ho letto anch'io l'articolo di Furio Colombo di domenica 15 luglio e - nell'inorridire insieme a lui sulle più significative frasi contenute nel cosiddetto Manifesto, steso dall'altrettanto significativo quadrunvirato Cacciari-Chiamparino-Follini-Rutelli - ho provato subito un certo sollievo nel leggere la concreta scesa in campo di Colombo come candidato alle primarie del PD. Tuttavia, dopo quell'iniziale respiro di sollievo, ho riflettuto. E sono arrivata alle conclusioni di Pancho. Colombo, proprio per la sua storia, la sua esperienza politica, il suo modo di rappresentare degnamente (come ormai pochi) l'elettorato del centrosinistra, temo non potrà ottenere molto con la sua presenza alle primarie del PD, se non proprio, ma soltanto, la sincera partecipazione popolare al voto di ottobre di molti che pure sentono un'irrefrenabile allergia al solo pensiero di cosa può diventare il Partito Democratico.
Io penso, proprio partendo dall'ultima frase dell'intervento di Pancho, che Furio Colombo abbia doti, capacità e profondo senso della democrazia che potrebbero invece essere molto importanti in un'altra esperienza come candidato. Quella che stiamo cercando di costruire con Liberacittadinanza, insieme alle altre formazioni della società civile, e che porterà direttamente, con un lavoro certamente molto impegnativo, alla formazione di liste civiche. E con un programma che veda in due capisaldi - una diversa legge elettorale e una seria legge sul conflitto di interessi - il principio di una rinascita della partecipazione democratica cittadina alla vita politica.
silviamande@libero.it