di: Nando Dalla Chiesa - dal blog www.nandodallachiesa.it
Se Atene piange, Sparta non ride. Ovvero: la politica farà schifo ma anche il giornalismo non scherza. Ora vi racconto che cosa è successo a me tra l´altro ieri e ieri nella mia qualità di sottosegretario all´Università. Interlocutore: il Corriere della Sera (e dai, non fate già i commenti�). Che ieri ha dedicato una pagina intera a Brera e al problema del trasferimento di una parte (consistente) dell´Accademia alla Bovisa, dentro il nuovo polo universitario milanese. Come molti sapranno già, la Moratti e Urbani avevano firmato un accordo che prevedeva questo trasferimento; per ottenere un ampliamento, a Brera, degli spazi riservati alla pinacoteca. Trasferimento che però presenta qualche problema.
Lunedì scorso ne ho spiegato il perché al professor Zecchi e al dottor Brion, rispettivamente presidente e vicepresidente dell´Accademia. L´accordo prevede infatti che l´Accademia versi ogni anno un canone di due milioni di euro circa alla proprietà dell´immobile. Anzi, che inizi a versarlo prima ancora che l´immobile sia pronto (accadrà fra qualche anno). Ora, come ci ha anche detto l´Avvocatura dello Stato, quale cittadino pagherebbe l´affitto prima di avere la casa? Di più: con quel canone di affitto annuo noi (Ministero, intendo) stiamo comprando la nuova sede dell´Accademia di Firenze, sia pure più piccola e con l´aiuto degli enti locali. Mi chiedo: un cittadino non avrebbe il diritto di chiederci come spendiamo i suoi soldi? Piuttosto che pagare ogni anno quel canone (che è da libero mercato immobiliare), stiamo perciò pensando se non valga la pena di andare a una trattativa per comprare, con un mutuo, la sede della Bovisa, il cui valore è stato fissato in 26 milioni. Perché in effetti, come ho detto a Zecchi e Brion, spostare le discipline dell´Accademia più legate alle nuove tecnologie nella stessa area delle facoltà di architettura e design, risponde in pieno alla strategia che stiamo seguendo, ossia di ridisegnare l´Italia per poli artistici e culturali. Che fa il Corriere, pur in possesso di queste notizie? Titolo a tutta pagina: «Il governo: niente fondi. Salta la Grande Brera». Ma salta dove, se stiamo pensando di comprare? Ed era pure pronto il commento: che dà per scontato il fallimento del progetto, ovviamente a causa del governo Prodi (e infatti si evoca anche la questione Malpensa). Nell´articolo le mie affermazioni ci sono. Compresa la frase «per noi quell´accordo non è carta straccia». Ma il titolo urla il contrario (e nell'occhiello la somma da tirar fuori viene ridotta a due milioni in tutto!). E dà il via all´offensiva contro il governo in consiglio comunale.
A questo punto vi aggiungo la seguente chicca. La Moratti firma l´accordo nel 2004, caricando un impegno mica male sul sistema delle Accademie; ma l´anno dopo taglia del 37 per cento i fondi delle Accademie! In Finanziaria quei soldi tagliati sono tornati, e sono anche stati aumentati (lo direte questo in giro, vero?). E solo per questo, dopo che avremo affrontato le urgenze (nell´Accademia di Carrara piove dentro), potremo trattare su Brera. Ma non è assurdo? Non è assurdo che mi abbiano negato (in quanto governo) il diritto di replica, con la consueta scusa che «non c´è la notizia»? Insomma la notizia cattiva falsa ha spazio, quella buona vera no.
E infatti non è stata una notizia -sempre per il Corriere- quella (sempre buona e vera) che io ieri abbia portato a Milano l´impegno del governo di aumentare i posti letto per gli studenti universitari milanesi del 25 per cento entro la legislatura. Con bando per i progetti entro la fine dell´anno. Notizia rifiutata. Loro mica fanno politica, orrore, non è nello stile delle cronache milanesi del Corriere. Loro, amici miei, parlano dei problemi quotidiani della gente.Ah, mi pareva...
