di: Unità 8 agosto '08
Un inviato di Abu Mazen si trova ad Amman per coordinare il trasferimento in elicottero della salma a Ramallah, dove migliaia di persone prenderanno parte al corteo funebre che dal quartier generale dell'Anp attraverserà il centro della città fino ad un giardino adiacente al Palazzo della Cultura dove, peraltro, verrà in seguito costruito un mausoleo. L'Anp ha spiegato che «non appena le condizioni politiche lo consentiranno» le salme di Darwish e Arafat verranno trasferite a Gerusalemme, lasciando intendere che ciò avverrà quando Israele darà il suo consenso.
Darwish era molto amato da tutti i palestinesi, di qualsiasi colore politico, e la sua perdita viene vissuta con sgomento nei Territori e nei campi profughi palestinesi sparsi nei Paesi arabi. Non è chiaro se Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, si unirà alle commemorazioni del poeta scomparso. Il leader del movimento islamico, Khaled Mashaal, ha però definito Darwish una delle «massime espressioni della cultura e della identità palestinesi».
Un vita per il suo popolo
Il poeta palestinese Mahmoud Darwish, morto all'età di 67 anni, era uno dei più grandi poeti contemporanei in lingua araba, con una produzione di straordinario lirismo segnata dai drammi dell'esilio e dell'occupazione vissuta dal popolo palestinese. Aveva acquisito notorietà internazionale con circa trenta opere tradotte in quaranta lingue. Il suo celebre poema del 1964, "Identità", sul tema del formulario israeliano che i palestinesi erano obbligati a compilare, è diventato un inno per tutto il mondo arabo.
Darwish era nato il 13 marzo 1941 ad Al Birweh, in Galilea, allora sotto mandato britannico e oggi nel nord di Israele. Durante la guerra arabo-israeliana del 1948, questo villaggio fu raso al suolo e i suoi abitanti furono costretti all'esilio. La famiglia Darwish fuggì in Libano dove rimase per un anno, prima di tornare clandestinamente in Israele, nella località di Deir al Assada. Mahmoud studiò nelle scuole arabo-israeliane (in arabo e ebraico) e andò a vivere ad Haifa.
Nel 1960, a 19 anni, pubblica la sua prima raccolta di poesie, "Uccelli senza ali". Un anno più tardi aderisce al Partito comunista d'Israele. Dopo un lungo periodo di restrizioni, all'inizio degli anni Settanta sceglie l'esilio, prima a Mosca, poi al Cairo. Nel 1973, a Beirut, dirige il mensile "Questioni palestinesi" e lavora come caporedattore nel Centro di ricerca palestinese dell'Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina), cui aderisce mentre l'organizzazione è in guerra con Israele.
Se ne va dall'Olp nel 1993 per protestare contro gli accordi di Oslo che, secondo lui, non daranno una «pace giusta» ai palestinesi. Ma nel 1995 torna a Ramallah, in Cisgiordania, dopo l'avvento dell'Autorità palestinese. Nel maggio 1996 viene autorizzato a entrare in Israele, per la prima volta dopo l'esilio, per partecipare ai funerali dello scrittore arabo-israeliano Emile Habibi. In questi ultimi anni ha vissuto tra Ramallah e Amman.
Molti e prestigiosi sono i riconoscimenti ottenuti. Dall'ex Urss fu insignito del Premio Lenin, la Francia lo ha nominato cavaliere delle Arti e delle Lettere, e all'Aja ha avuto il prestigioso premio Prince Claus per la «sua opera impressionante».
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