di: www.peacelink.it - Numero 548 del 15 agosto '08
Si può andare in Afghanistan a commettere stragi.
Non si può venire in Italia per cercar di salvarsi dalle stragi.
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Si può avvelenare e devastare l’Italia intera.
Non si può leggere un libro sdraiati in un parco.
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Si può saccheggiare il pubblico erario.
Non si può chiedere la carità per la via.
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Si può essere ricchi e assassini.
Essere poveri e onesti è vietato.
LE ULTIME COSE. IL GOLPE FLACCIDO
Proviamo a dirlo ancora una volta in poche semplici parole.
- Primo: una persona che molti reati ha commesso, per sottrarsi ai rigori della legge s’inventa un partito e vince una, due, tre volte le elezioni. Vinte le elezioni, impone per legge - illegalissima legge - la sua impunità.
- Secondo: governo e parlamento ripetutamente violano la Costituzione e precipitano l’Italia in una guerra guerreggiata, una guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista, che nessuno sa quanto tempo ancora resterà lontana dal nostro paese. Anche le guerre di Mussolini cominciarono al di là dei confini della penisola. Ed evidentemente finchè le persone uccise lo sono in luoghi remoti (o a distanza di tempo dall’esposizione, ad esempio, nelle aree contaminate dall’uso di proiettili all’uranio impoverito) la cosa non turba il popolo della pizza e del mandolino.
- Terzo: governo e parlamento ed enti locali guidati da personaggi inqualificabili perseguitano i migranti, perseguitano i rom, perseguitano i poveri, violano flagrantemente fondamentali diritti umani. Ma chi ha ancora il salotto buono e la televisione perennemente accesa finge di non vedere la pulizia etnica e la guerra di classe che i barbari rapinatori al potere conducono contro gli sfruttati con una ferocia pari a quella di prima del sorgere delle organizzazioni del movimento operaio.
- Quarto: non si fa più mistero del saccheggio e della volontà di saccheggio. Non si fa più mistero del razzismo, della disumanità. Non si fa più mistero della complicità con la mafia - i cui esponenti vengono ormai pubblicamente definiti "eroi" in campagna elettorale. Non si fa più mistero della volontà di distruggere la separazione dei poteri e l’autonomia della magistratura che è alla base dello stato di diritto. Non si fa più mistero dell’uso della menzogna e della corruzione e del crimine come arte di governo. Non si fa più mistero della volontà di devastare ogni cosa al solo fine di arraffare quanto più possibile. Non si fa più mistero del patto scellerato che lega in un blocco sociale e in un comitato d’affari coeso razzisti, neofascisti, mafiosi, poteri occulti e criminali, rapinatori in doppiopetto, speculatori assassini, ideologie e prassi della violenza.
- Quinto: le macchine politiche che ancora qualche mese fa proclamavano (mentendo, certo, ma almeno eran costrette a proclamarlo - e diceva quel francese che l’ipocrisia è l’omaggio che il vizio rende alla virtù) di rappresentare l’opposizione al berlusconismo si sono estinte per loro intima consunzione: il cosiddetto Pd votato all’eterna rincorsa di un accordo consociativo con chiunque governi e sia dsponibile a spartire le spoglie della cosa pubblica - fosse pure Al Capone; i partiti della cosiddetta "sinistra arcobaleno" o "sinistra radicale" inabissatisi nel loro totalitarismo e nella loro corruttela.
Questa è la situazione.
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Cosa resta?
Resta la sinistra della nonviolenza. Il movimento reale delle oppresse e degli oppressi. Le persone di volontà buona che di fronte a tanta barbarie continuano la lotta per la democrazia, per la legalità, per la pace con mezzi di pace, per il riconoscimento di tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani, per la liberazione comune, per la solidarietà che tutte e tutti raggiunge, per la comune responsabilità.
Resta l’umanità sofferente che ovunque resiste contro l’oppressione, che ovunque difende con le parole ed i fatti la dignità, la civiltà, la biosfera; che ovunque è in lotta per la vita e i diritti delle persone oggi viventi e delle generazioni future.
Solo la nonviolenza può salvare l’umanità.
