di: Presidio Permanente, Vicenza, 15 giugno 2007
«Gli statunitensi hanno imparato molto bene dal Governo italiano a prendere in giro la gente: sul progetto di militarizzazione del Dal Molin, infatti, hanno fatto il gioco delle tre carte spostando gli edifici e modificando la conformazione visiva, ma non certo i volumi e l´impatto dell´opera»; questo in sintesi, è quanto affermato da Gugliemo Vernau � coordinatore del pool di tecnici che ha studiato i progetti a stelle e strisce � questo pomeriggio al Presidio Permanente, dove è stato fatto il punto sulle presunte modifiche di progetto presentate durante il media day di ieri.
Non è vero, dunque, che i progettisti hanno modificato l´opera per venire incontro alle esigenze degli abitanti; piuttosto, gli statunitensi hanno fatto un operazione di marketing con la quale hanno tentato di svendere ai cittadini cambiamenti sostanziali che non esistono. La nuova base ospiterà quattro battaglioni e i relativi comandi; al Dal Molin, inoltre, si sistemerà il comando di brigata.
L´ingegnere ha smontato in poche parole anche la tesi secondo cui l´aeroporto potrà continuare ad essere utilizzato come scalo civile: «se gli Stati Uniti permetteranno a chiunque di atterrare a 135 metri di distanza dal proprio comando di brigata � ha affermato Vernau � io mi candido a diventare Papa».
Anche sui consumi di acqua ed energia elettrica l´ingegnere è stato categorico; le richieste avanzate dagli statunitensi ad AIM, infatti, parlano chiaro: è richiesta una quantità d´acqua normalmente di 60 litri al secondo con punte fino a 260 litri al secondo, pari a quella che consumano circa 30 mila vicentini. Chi dice che avranno un fabbisogno d´acqua pari al venti per cento in meno di quanto consumano 1.200 cittadini, dunque, mente sapendo di farlo.
Nessuna novità, dunque, dal media day di ieri; la nuova installazione militare, se realizzata, ospiterà 21 depositi per materiali nucleari, biologici e chimici, officine per la riparazione di automezzi e mezzi militari, comandi di brigata e tutte le altre strutture già previste dai piani precedenti. Gli statunitensi non hanno cambiato proprio nulla, hanno soltanto spostato l´ubicazione dei vari edifici. «Ma ora che hanno cambiato il progetto � ha concluso Vernau � questo dovrà ripassare per il Comitato Misto Paritetico, e noi saremo pronti a sollevare tutte le questioni che in queste settimane abbiamo evidenziato».
