di: Silvia Terribili
Lunedì 29 gennaio 2007 a Radio Onda Italiana
dalle 20 alle 21
Silvia Terribili incontra Marco Laurenti, esperto di comunicazione, sul tema: il DDL Gentiloni sulla riforma televisiva.
Dice Laurenti:
«Un decreto soft che, se venisse approvato così com´è potrebbe far prevedere che tra tre anni Mediaset potrebbe avere qualche problema.
Una legge volutamente leggera per impedire che all´interno della maggioranza ci siano opposizioni da parte della lobby filoMediaset, una lobby trasversale molto potente all´interno della maggioranza stessa...
L´Auditel è un sistema inattendibile e inaffidabile. La legittimazione di un trust su cui dovrebbe intervenire l´Authority Antitrust se facesse il suo lavoro...
E´evidente che da molti anni la RAI non è più un servizio pubblico. L´Auditel dovrebbe diventare un organismo autonomo dalle concessionarie e emittenti televisive, non è pensabile che uno controlli se stesso...´Auditel è gestito da coloro che hanno interessi diretti ed esclusivi sulla pubblicità in televisione e sulla televisione...Viene effettuato un campione e poi si moltiplica immaginando che tutti gli italiani guardino la televisione analogica via etere, il che non è vero!
L´ Auditel giustifica a posteriori le scelte dei palinsesti televisivi.
Gli investimenti pubblicitari sono fatti in base a criteri che non hanno niente a che vedere con i dati di ascolto! Il dato dell´Auditel non ha alcun valore ormai.
Bisogna chiedersi se l´Italia è un paese che ha ancora dei fondamenti che tutti rispettano. La mancanza di senso etico elementare è il prodotto esatto della filosofia di potere democristiana e di come il Partito Comunista italiano alla fine degli anni ´70 ha deciso di sposare questa filosofia. In Italia abbiamo costanti e ripetute sentenze della Corte Costituzionale che stabiliscono che nessun operatore può avere più di due reti televisive nazionali che trasmettono in etere in chiaro in analogico. Sono sentenze antiche, non vecchie.
Un governo serio di qualunque impostazione politica sia o ci dice che i fondamenti in base ai qual sta in piedi lo stato italiano sono opinabili o se non ce lo dice, deve assolutamente applicare le sentenza della Corte Costituzionale!
Il futuro è nel digitale terrestre, nella banda larga e nel satellite, questo spazio deve essere messo a disposizione di tutti. Ma perché non ci danno i dati sul digitale terrestre? Perché ad oggi è una bufala gigantesca!»
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