di: Lenello Zaquini
Denigrato e demonizzato, e alla faccia dei reiterati tentativi di buttarlo dalla finestra (ma solo li: nel villaggio Italia, campanile«di sinistra» incluso), lo zapaterismo rischia di rientrare alla grande dalla porta.
E per di più si riafferma nelle sembianze di una bella donna, nata nel terzomondo una cinquantina di anni fa. Quattro figli e nessun matrimonio, poco amata dalla oligarchia di partito, ma votata in«primarie-interne» (ma come mai esistono? Le«liste», li da loro, non le fa la«cupola» di partito? . . . ).
Parlo di Segolène Royal che ha schiacciato gli avversari con il 60% dei suffragi alle primarie del partito socialista francese per la candidatura all´Eliseo.
La«zapatera» francese pare persino più temibile dello Zapatero originale. In campagna elettorale ha auspicato«tribunali del popolo» che verifichino l´operato dei politici, dopo la loro elezione.
La nuova«giacobina» d´oltralpe, parla di«democrazia partecipativa», e persino di«democrazia più diretta».
Nel paese del centralismo, dove tutte le«strade del potere», da centinaia di anni, portano a Parigi, la candidata all´Eliseo per il Partito Socialista parla di decentralizzazione come strumento per«abbattere le barriere tra rappresentati e rappresentanti».
Sostiene
che la mancanza di autonomia locale si trasforma in creazione di ineguaglianze insopportabili.
Ribadisce l´idea del controllo dei politici da parte dei cittadini anche mediante la creazione di un«osservatorio degli impegni».
Si esprime in favore del divieto al cumulo dei mandati e delle cariche.
Di qua dalle alpi, vedremo i nostri politici erigere barricate sul San Bernardo in un affrettato e frenetico lavoro (bipartisan):
l´idea
di un governo repubblicano, era passata da quel valico alpino duecento anni fa, con Napoleone.
Dulcis in fundo, parlando della laicita´ dello stato, (tema che al confronto con quanto accade da noi appare come del tutto inesistente, in un paese come la Francia, dove nessuno si immaginerebbe mai un crocifisso in un´aula scolastica) Segolène rincara persino la dose e riafferma i valori del laicismo della Rivolutione del 1789.
Valori
che difende e ne ribadisce l´attualita´ spiegando che:
»Come sempre, quando si tratta di liberta´, le vittorie non sono mai definitivamente acquisite».
Quanto lei dice e´ vero, evidentemente, anche per cio´ che riguarda le libertà civiche e quindi il sistema democratico, mai definitivamente acquisito: una volta era osteggiato dalla nobilta´, oggi dalla«nuova nobiltà».
La vittoria di Segolène Royal, a seguito di una campagna elettorale significativamente centrata sui temi del potenziamento degli strumenti della democrazia e dei rapporti tra eletti ed elettori, dice in modo piuttosto chiaro che il nodo delle carenze dei sistemi democratici, denunciato da studiosi come Ostrogorsky ad inizio ´900, accantonato durante un secolo (di certo a causa del prevalere di ideologie elitariste), sta tornando con forza ad essere d´attualità.
Uno spettro si aggira per l´Europa: la richiesta di nuovi e più potenti strumenti di democrazia.
Visitate il suo sito:«desiderio di avvenire»
http://www.desirsdavenir.com
Intervista a Lidia Menapace
