di: Piero Ricca
Per i bari il vero avversario è l'arbitro. Mentre Adriano Galliani "chiede giustizia" per la coppa dei campioni persa con l'Olimpique Marsiglia, il Puffone va al Quirinale per imporre la sua volontà al presidente della Repubblica.
Sciogliere le Camere con almeno due settimane di ritardo rispetto a quanto convenuto: questo pretende.
Nel frattempo intende far approvare alcune leggi urgenti (per lui) come la riforma dell'appello, che gli toglierebbe il fastidio di un processo, imbarazzante per chi si sogna al Quirinale. C'è poi la vicenda della par condicio: possono far comodo altre due settimane senza regole in tv.
E qualcuno (sul Corriere di oggi, per esempio) comincia a ventilare l'ipotesi di un rinvio di un mese delle elezioni... Quei maledetti sondaggi, prima o poi, dovranno mutar segno.
Vedremo come andrà a finire. Intanto è visibile il trattamento al quale è sottoposto il presidente - titolare, a Costituzione vigente, del potere di scioglimento delle Camere - dalle squadre dell'azienda-partito.
Come ad ogni passaggio delicato, il manipolo concentra le proprie attenzioni sul Colle, alternando allusioni e avvertimenti. "Mi auguro che il Capo dello Stato possa concludere il suo mandato circondato dal medesimo rispetto che lo ha accompagnato fino ad ora": in questi anni si sono lette spesso frasi del genere nelle untuose articolesse dei vari Guzzanti e Cicchitto.
Ieri i giornali della Casa hanno preparato a loro modo l'incontro serale fra il Prescritto e il Capo dello Stato. Cito a memoria. Titolo del Giornale: "Ciampi vuole processare gli assolti". Titolo di Libero: "Il Capo dello Stato fa campagna elettorale per il centrosinistra".
Dichiarazione di Gasparri, sempre di ieri: "il presidente Ciampi ha fatto talvolta cose discutibili, sarebbe grave se ora si impuntasse sullo scioglimento...". E si potrebbe spigolare a lungo.
A loro modo, lo tirano per la giacca. Era così indispensabile la "moral suasion" con certa gente? Vien da chiederselo, pur sapendo che Ciampi - il quale gode di un vasto e meritato patrimonio di fiducia - sarà in grado di tirare dritto in questo delicatissimo finale di settennato e di legislatura..
Da quel che risulta ai retroscenisti, l'incontro di ieri sarebbe finito con un nulla di fatto. Il Giornale di oggi conferma: siamo di fronte a un "braccio di ferro" fra Quirinale e palazzo Chigi.
Conoscendo ormai la psicologia e i metodi di questa gente, occorre stare molto attenti. In queste ultime settimane daranno il peggio di sé. E sarebbe utile che l'opposizione - Prodi in testa - facesse sentire con forza la propria voce. Per esempio, convocando una conferenza stampa unionista per difendere il presidente Ciampi e avvertire gli elettori delle manovre in atto.
Senza scadere nella "demonizzazione" e a patto di non rubare troppo tempo alla composizione delle liste elettorali, s'intende.
