di: Piero Ricca
Com'è noto, è in corso di svolgimento in tutta Italia la raccolta delle firme per sottoporre a referendum popolare la riforma della seconda parte della Costituzione, la famosa "devolution", come viene chiamata.
Meno noto è il fatto che, per un evidente deficit di informazione e mobilitazione, l'obiettivo minimo del mezzo milione di firme valide è ancora lontano.
Non è in gioco la celebrazione del referendum, visto che già ne hanno fatto domanda, secondo l'articolo 138 della Costituzione, un numero sufficiente di parlamentari e di consigli regionali.
Tuttavia sarebbe un segnale politicamente scoraggiante, per chi abbia a cuore la difesa dell'attuale Costituzione, l'eventuale notizia di un fallimento di questa campagna, decisa dal comitato nazionale Salviamo la Costituzione, presieduto dal sen. Scalfaro, per favorire la partecipazione e seminare consapevolezza fra i cittadini sui rischi di una pessima riforma, approvata a colpi di maggioranza dopo un indecoroso mercanteggiamento fra partiti.
Ecco perché occorre una svolta in questi ultimi giorni di raccolta, che sul piano operativo si conclude il 6 febbraio. E' davvero necessario l'impegno di ciascuno di noi.
In che modo? Se possibile, contribuendo a far uscire tavoli fino all'ultimo giorno utile e, comunque, diffondendo la notizia che, fino a fine gennaio, è possibile firmare anche nel proprio Comune di residenza.
Invita i tuoi corrispondenti a leggere questo articolo.
E, se non l'hai già fatto, corri a firmare!
Grazie,
Piero Ricca (Comitato milanese Salviamo la Costituzione)
Maria Ricciardi (Comitato parmense Salviamo la Costituzione)
Per informazioni e individuare il posto più vicino dove firmare:
http://www.salviamolacostituzione.it
