di: Piero Ricca
"Voglio portare il riformismo socialista dentro Forza Italia". Questo l' "ambizioso progetto" reso noto da Stefania Craxi quest'oggi a Milano, al convegno in memoria del padre, svoltosi al teatro Nuovo di piazza San Babila per iniziativa dell'associazione La Giovane Italia.
Tra i relatori: gli "onorevoli" Bondi e Cicchitto.
Davanti al teatro, con alcuni amici del gruppo Qui Milano libera (nucleo specializzato in contestazioni, da me fondato), abbiamo raccontato la vera storia del trentennio berluscraxiano: i rapporti di affari, le condanne, la latitanza, la corruzione elevata a norma di vita. E la P2, le leggi su misura, l'azienda-partito, la censura del dissenso, l'affarismo di governo. Fino ai nostri giorni.
Il messaggio prncipale è stato: può un piduista sei volte precritto far la morale alla Sinistra per la vicenda Unipol?
E ancora: perché questo grande moralizzatore non ci parla dei suoi processi prima di accusare gli altri senza prove? Delle condanne dei suoi amici, delle sue prescrizioni, deilla montagna di soldi che ha fatto nel decennio di politica attiva? Lui andava a cena con il mafioso Mangano, anni fa.
Avevamo cartelli colorati e volantini. In questi ultimi campeggiavano la famosa foto con le corna a corredo di alcune frasi celebri dell'attuale presidente del Consiglio (per esempio: "Per fare politica ho sacrificato i miei interessi") e uno slogan finale in forma interrogativa: "Al Quirinale o in Balera?". Con la B.
Titoli di alcuni cartelli:
- Mario Chiesa for president
- Può un piduista pluriprescritto farci la morale?
- Silvio, quanti soldi hai fatto con la politica?
- Berlusconi, parlaci dei TUOI processi!
- Craxi più Berlusconi = Italia in rovina
Per circa tre ore abbiamo tenuto una sorta di comizio a squarcia gola (e timpani) dando ai presenti precise e documentate notizie sugli scandali di questa legislatura.
Le reazioni dei convegnisti sono state di questo tenore: "Andate a lavorare!"; "Unipol, vi abbiamo beccati stavolta!", "Stalinisti!".
Un ringraziamento va alle forze dell'ordine, che hanno garantito il nostro diritto all'esercizio della libertà di espressione (forse perché il "premier", pur annunciato, questa volta non s'è fatto vedere).
Due oggetti della nostra dotazione hanno attirato la curiosità dei numerosi passanti che si son fermati ad ascoltare: una bananona gonfiabile e un camioncino della Banda Bassotti...
Fotografi delle principali agenzie hanno ritratto momenti del nostro teatro di strada.
