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FORUM SULLA SCONFITTA AL SENATO
di: Pancho Pardi - Andrea Bagni

Apriamo un FORUM SULLA SCONFITTA AL SENATO con l'opinione di Pancho Pardi e di Andrea Bagni.
Dite la vostra inserendo un commento.

DOPO IL VOTO AL SENATO - Pancho Pardi

Un vecchio adagio dice: se le cose possono peggiorare, peggioreranno. Le premesse c´erano. Senza tornare troppo indietro, metterei al primo posto in ordine logico la legge elettorale. Concepita con l´esclusivo scopo di rendere ingovernabile il Senato è perfettamente riuscita nel suo intento. Il grottesco di oggi è che chi ha voluto la legge oggi abbia la faccia di bronzo di rimproverare al centrosinistra la sua inesistente maggioranza in aula.

Ma l´Unione, come sappiamo, ci ha messo del suo. Quindi al secondo posto viene il mancato apparentamento alle liste civiche, solo grazie alle quali l´Unione aveva vinto alle regionali in ben tre regioni; nelle stesse senza di cui ha poi perso nelle politiche: non è indifferente perché il premio di maggioranza è stato calcolato su base regionale. Al terzo posto viene la campagna elettorale autolesionista, che con le ben note battute sulla tassazione degli appartamenti di ottanta metri quadri ci ha fatto perdere una quantità incalcolabile di voti (mai parlare di tasse in campagna elettorale: per una battuta sull´aumento necessario delle tasse Mondale, in vantaggio, perse contro Reagan). Al quarto posto c´è l´incapacità assoluta dell´Unione di fronteggiare in modo efficace lo prepotenza televisiva di B. durante la campagna, che ricorderete era cominciata molti mesi prima dell´inizio ufficiale (ma si sa: i nostri dirigenti ignorano l´anomalia italiana�).

Tutto ciò viene prima delle difficoltà di armonizzazione della coalizione dopo il voto. Ci sono anche quelle naturalmente, e sul tema sono state ormai scritte migliaia di pagine. Benché sia convinto che Rifondazione sia stata premiata dalla legge elettorale molto al di là dei suoi meriti (basta confrontare i suoi seggi nelle ultime due legislature) non si può dire che Rifondazione non abbia assicurato al governo il più leale sostegno. Mi sembra invece che i pericoli siano venuti soprattutto dal versante centrista �e qui vedeva giusto il solitario vicentino con il suo striscione domestico issato sulla bicicletta: «Mi girano le rutelle». E poi l´argentino Pallaro, con l´aria da piduista, e l´inverosimile De Gregorio, uscito da una commediaccia all´italiana...ma lasciamo stare.

Tra i fattori più prossimi al patatrac ci metterei l´insensata idea di Prodi di puntare i piedi sulla questione della base vicentina. Oggi i commentatori intelligenti insinuano che Prodi è stato punito dalla Chiesa per la sua accettazione dei Dico. Non è improbabile. Ma lui si è cacciato in questo pasticcio da solo. Il centrodestra non aveva fatto una legge. Berlusconi aveva ventilato solo una disponibilità. Perché Prodi, senza una vera consultazione di governo, ha dato per acquisita la decisione? A lato, si potrebbe anche aggiungere: dopo l´exploit berlusconiano mai parlare dalla Bulgaria! Se non altro, è questione di galateo.
Dove stava la necessità improrogabile di quella base? Se c´era davvero la necessità, è chiaro che ignoriamo tutti qualcosa che i vertici sanno e non possono e non vogliono dire. Se non c´era la necessità, è stato un incaponimento (non infrequente nel soggetto) immotivato e autolesionista. Ora molti dicono che la base vicentina non c´entra. Sarà, ma intanto il groviglio che ha affondato il governo è nato da lì e su quello non ha avuto i voti.

E i voti ci portano diritti all´altro fattore prossimo: i senatori di sinistra che per purezza pacifista affondano il governo (pochi ma sufficienti allo scopo). Rivendicano la libertà di coscienza. Se la libertà di coscienza rimette in gioco il centrodestra, è un lusso che non ci possiamo permettere. Priva di esperienza parlamentare Franca Rame ha trovato la strada giusta: ha criticato fino alla fine, ha detto che votava non perché d´accordo ma per non favorire il centrodestra. Gli altri due (ma sono solo due?) hanno fatto i puri: per la purezza hanno compiuto un delitto politico. Ora i loro due partiti li hanno espulsi. Poiché tutti i parlamentari sono stati nominati prima del voto dovrebbero ammettere che non sanno scegliere i loro candidati; ma non si può sperare che l´evento li convinca che è meglio farli scegliere dagli elettori.

Ormai il pasticcio è fatto, e ormai per mesi dovremo sorbirci le lezioni di tutti i politologi sulla impossibilità di una coalizione coesa, e tutto questo accompagnerà il tentativo di far scivolare in avanti la possibilità di una intesa al centro. Se Rina Gagliardi lascia aperta la possibilità di un dialogo con l´UDC...
Ora si sarà, per necessità costituzionale, la verifica della fiducia. Speriamo che passi, ma il nodo si ripresenterà con l´Afghanistan. E la situazione sarà ancora più difficile se davvero si verificherà la nuova guerra che tutti prevedono. Parisi ci ha già detto che davanti all´offensiva talebana di primavera il fronteggiamento in armi è la continuazione dell´impegno umanitario con altri mezzi. Siamo dentro la logica per cui andiamo in giro per il mondo a creare focolai di terrorismo e poi siccome ci sono focolai di terrorismo si deve restare lì perché andarsene è peggio che restare. Qui però, a differenza dell´Iraq, c´è l´Onu e perfino Rifondazione si accontenta di una pallida rappresentazione di una conferenza di pace per assicurare la coesione governativa sulla permanenza in Afghanistan. Penso che in un paese senza anomalia istituzionale chi mette il pacifismo sopra tutto potrebbe schierarsi contro questa ipocrisia. Ma, come nel caso di Vicenza, non possiamo permetterci questo lusso: non possiamo ridare il governo al centrodestra per avere una posizione pulita sull´Afghanistan.

Ma la crisi parlamentare non è tutto. La finanziaria e le sue connessioni hanno ridotto in modo vistoso il consenso per l´Unione. Al di là del pasticcio parlamentare l´Unione è oggi una minoranza slabbrata. Ciò è tanto più grave se siamo, come si può temere, alla vigilia di un nuovo voto. In ogni caso, sia che si debba fronteggiare una deriva neocentrista sia che si debba misurarci con una nuova scadenza elettorale, il tema che diventa ancora più pressante e impegnativo per chi ha motivi di critica nei confronti dell´Unione è quello della rappresentanza. Se dopo cinque anni di centrodestra al servizio dell´anomalia italiana siamo arrivati qui, si può sperare che coloro che ci hanno cacciato in questo pasticcio infame ce ne tirino fuori? Bisogna essere davvero ottimisti per pensarlo. Basta la domanda: dopo la crisi parlamentare, quanti elettori dell´Unione andranno a votare la prossima volta? Si può dubitare seriamente di averne le forze ma il compito è quello di dare rappresentanza a tutti coloro che non sono e non possono essere rappresentati da una classe dirigente fallimentare. Possiamo giudicare di non aver l´energia sufficiente ma il problema resta questo.


LA SCONFITTA AL SENATO - Andrea Bagni

Qualcuno domandava, non c´è nessuno nel parlamento che voti contro la guerra? il voto forse non c´è stato, ma l´effetto però sì. Ma che cos´è il voto in parlamento, la rappresentanza ufficiale del popolo della pace o una questione di pura etica personale?, ha questa necessità di rappresentanza ufficiale il popolo della pace? non sarà che proprio noi paradossalmente attribuiamo al voto un valore salvifico, etico e simbolico un po´ spropositato (non era in discussione mi pare far tornare a casa col voto i soldati italiani, al massimo si trattava di una testimonianza); io personalmente volevo solo che i «nostri» in parlamento aiutassero a aprire spazi pubblici di partecipazione e di lotta, di autorappresentazione dei movimenti. Non che ripetessero semplicemente le nostre parole di sempre, come non fossero spazi diversi le piazze e le istituzioni, diverse le articolazioni del discorso e gli obiettivi. Poi sarebbe toccato a noi continuare con la lotta di Vicenza, con quello stile largo, trasversale, pieno di vita, capace di ascolto.

Adesso mi sembra tutto un gran casino, tutto molto più difficile - e proprio per noi, che non stiamo in parlamento ma fra la gente. Mi pare che rischiamo di ritrovarci caricati della responsabilità dell´aggravamento del danno, fra i soliti militanti di sempre - cosa che per qualcuno forse è abbastanza rassicurante, per me no, per niente. E´ triste e basta.

Poi le questioni di etica non sono semplici... mettiamo che qualcuno ha votato in parlamento coerentemente per venir via dall´Afghanistan e contro la base di Vicenza (ma non è successo nemmeno quello, solo due che non hanno votato e anche votando non avrebbero cambiato nulla - ma bizzarramente la responsabilità della caduta di Prodi adesso sono tutte della sinistra radicale: così va il gioco e non c´è da stupirsi, si deve conoscerlo il gioco se si gioca); se la loro testimonianza non cambia niente per chi muore in Afghanistan o per Vicenza, anzi peggiora il quadro internazionale (perché l´Italia sarà più guerrafondaia ancora, se possibile - e guardate che è possibile) e quello interno (perché l´Italia sarà più a destra comunque o addirittura torna subito Berlusconi) è stata eticamente una scelta giusta? le conseguenze fanno parte delle scelte etiche? certo uno potrebbe dire che si aprono spazi politici nuovi, più avanzati, radicali eccetera. Ma è vero?

Chi pensa che bisogna comunque ripartire da zero, spiegare tutto a tutti, magari in un nuovo partito comunista (come ho letto) forse non ha problemi: se si fa pulito è meglio, almeno c´è chiarezza - per me però è una chiarezza su cui non si costruisce niente. Si resta soli con le nostre ragioni incontaminate. O davvero si pensa che chi si presenterà alle nuove possibili elezioni sarà spinto a spostarsi a sinistra per guadagnare il voto dei pacifisti, come ho letto con grande stupore in una email? e per quel lavoro di abc delle democrazia di cui parla un nostro amico (non a caso sempre molto tristemente però), che abbiamo portato avanti nei movimenti in questi anni (e di nuovo di recente, splendidamente, a Vicenza) la crisi del governo apre spazi? è una nostra festa, ci rende più forti, più numerosi la prossima volta per le strade e le piazze... a me sinceramente sembra di sognare a sentire certi discorsi: non raccontiamoci balle, basta parlare un pò con le persone in carne e ossa, ogni tanto, per capire che anche di fronte alla finanziaria e agli altri disastri di questo governo, le prospettive adesso sono nere. Vissute malissimo. E gli spazi per noi tragicamente ridotti. Parlare di pace non solo come scelta etica, ma come ricostruzione di politica e di polis sarà molto più difficile. Io ho sempre pensato che si dovevano giocare le nostre carte sul piano della società e delle relazioni, non esclusivamente o principalmente nei palazzi - ma non siamo autosufficienti da quello che succede nelle istituzioni; le nostre vite sono comunque segnate sul piano materiale e su quello simbolico. Così come le nostre pratiche possono segnare e arrivare in alto. Però bisogna guardare in alto e intorno a noi - non solo a noi stessi.

Creato da mariaricciardig
Ultima modifica 2007-02-27 17:21



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domande per capire

Inviato da russelliana il 2007-02-23 09:53
chi mi sa dire perchè la mozione di governo sull'afghanistan è stata presentata direttamene al senato e non alla camera ??

e inoltre se i due dissidenti non volevano partecipare al voto non era meglio che se ne stessero fuori dell'aula??

grazie

Riflessi dal Senato italiano, notte tra il 21 e il 22 Febbraio.

Inviato da mariaricciardig il 2007-02-23 11:51
Commento di Massimo Luciani

Prima che il marasma delle critiche e dei commenti sommerga l'opinione pubblica e tutti noi cittadini, occorre fare un punto della situazione.
Il governo Prodi sta vacillando, Prodi ha dato le dimissioni, domani mattina le consultazioni, probabilmente sarà un Prodi bis. Il Senato è andato per la terza volta dall'inizio della legislatura in black-out. Missione in Afghanistan, il governo aveva presentato una proposta seria, quanto meno da poter sottoporre a verifica, verifica e valutazione del relativo grado di coerenza e appunto serietà. Due senatori di sx, si sono astenuti, Andreotti e Pininfarina, l'uno astenuto, l'altro voto contrario, sigillata così, quella che appare ancora una volta una manovra losca ed abbietta.
Il governo non è crollato, 158 per 160 (2 astenuti la differenza), ciò significa che tolta la improba dissidenza dei due senatori di centro sinistra (meritevoli di andare a casa), al Senato sembra essere stata l'opposizione il vero motivo del suo vacillamento. Da tempo sapevamo dei tentativi di inciucio e di assoldamento dei senatori dubbi sia di sinistra che di destra (o meglio di centro), come da tempo sapevamo che l'UDC stesse manovrando per dare seguito a quella che per loro sembra sia l'unica prassi politica possibile, quella del trasformismo.
Se questo governo cade è quasi unicamente per colpa e per i tranelli che a partire dalla legge elettorale alle battaglie in Senato, Berlusconi e compagnia, hanno ordito contro il centro sinistra. Certo non si può mancare di ribadire le responsabilità dei nostri rappresentanti, già con le elezioni, quasi perse per una incerta e anonima campagna elettorale e per l'opposizione verso le liste civiche, spauracchio anti-establishment, fino al lassismo dei primi mesi di Governo, bassa incisività d'azione (se non nulla) verso le leggi vergogna e persino nei confronti del programma, mancando pure di liquidare quella pessima o porcata di legge elettorale che ci ritroviamo e che non garantisce ne vera rappresentanza ne vera governabilità.
Ancora una volta dunque ci ritroviamo non solo orfani della politica, ma disperati in un destino che sembra più oscuro che mai e tuttavia ancora una volta per non affogare in questa melma dobbiamo tirarci su le maniche, dobbiamo veramente far fluire la rabbia nelle vene e mettere questi politici alle strette e farli filare di brutto. Mi pare ancora con più forza che non si può più gingillare con i giocattolini che questa classe politica ci continua a propugnare, dobbiamo riformarla questa politica e riempire il vuoto profondo dentro il quale sembriamo tutti quanti caduti con la società.
Dopo il Resistere, Resistere, Resistere, è giunto il momento di dire: Basta! Basta! Basta!

Massimo Luciani

Commento di Enrico Giammartini - Communitas 2002 Roma

Inviato da mariaricciardig il 2007-02-23 18:15
E' POSSIBILE !!!!?

E' possibile che quanto avvenuto l'altroieri al Senato sia la conferma che tra gli amminoacidi che compongono la catena del DNA della Sinistra ce ne sia uno denominato: "facciamoci del male" ?

La situazione è talmente grave da poter dire come Marco Antonio : " O judgment, thou art fled to brutish beasts, And men have lost their reason. "O giudizio tu sei fuggito tra le belve feroci, e gli uomini hanno perso la loro ragione. ( Shakespeare. Giulio Cesare, Atto III, scena II ).

E' possibile che l'incoscienza sia la nota caratteriale più significativa di determinate persone che sono state elette ?

E' possibile che chi ha vagliato la candidatura di queste persone sia stato talmente incosciente da non capire che razza di personaggi fossero costoro ed abbia compilato le liste elettorali in modo che, grazie all'infame legge elettorale vigente, potessero essere tranquillamente eletti ?

E' possibile che questi senatori, spiace usare immeritatamente questa parola, non si siano resi conto di trovarsi in una sede in cui si prendono decisioni che coinvolgono le sorti di una Nazione, la sua economia, il suo sviluppo, la sua immagine, e non in un consiglio circoscrizionale per decidere l'orario degli asili nido?

E' possibile che vi siano degli individui talmente privi di responsabilità da votare secondo il loro tornaconto personale e non secondo gli interessi del Popolo? Ho usato l'aulica parola Popolo, perché è quello che i " duri e puri ", per giustificare il loro comportamento, dicono di voler difendere, ma che invece, così facendo, hanno ributtato in pasto a Berlusconi e compagni e si è visto come il Governo Berlusconi ha fatto gli interessi del Popolo! Due sono le ipotesi: o sperano di trarne vantaggio politico, perché in tal modo si sono messi in vista come "puri e duri" che non tradiscono le loro convinzioni, nemmeno se questo comporta la caduta del governo. Cosa gli importa se verranno rimesse in discussione le liberalizzazioni, la lotta al precariato, la competitività delle imprese, la tutela ambientale, i DICO di cui parlavamo appena ieri ! Oppure... Ma mi fermo qui perché non godo dell'immunità parlamentare. Ricordiamoci quello che diceva Platone: "Volesse il cielo che gli stolti e i dappoco fossero capaci dei più piccoli mali; purtroppo invece sono capaci anche dei più grandi " ( Critone )

E' possibile tutto questo? Si ! Purtroppo è possibile .

Enrico Giammartini. Communitas 2002 Roma.

Commento di Claudio Gandolfi

Inviato da mariaricciardig il 2007-02-23 22:36
A 24 ore di distanza non ho ancora metabolizzato la rabbia di ieri e non sono per nulla sicuro che la stampella centrista che sembra ipotizzarsi sia la soluzione migliore. Mi chiedo per quanto tempo reggerà, soprattutto mi chiedo cosa chiederanno in cambio quei 7 parlamentari per concedere il loro SI; a cosa dovremo ancora rinunciare dopo i tanti arretramenti di linea e compromessi "al ribasso" di questi mesi.

L'alternativa a Berlusconi è la scelta del male minore ma mi chiedo quanto ci costerà come Paese e come credibilità politica questo ennesimo compromesso.

Se potessi decidere io che in questi mesi vi ho difeso, turandomi il naso e con molti mal di pancia per le vostre continue "marachelle", vi manderei a lavorare e tutti a pane e acqua, senza diritti e senza dignità, come i disperati che arrivano a Lampedusa, come gli schiavi che raccolgono i pomodori nelle nostre campagne, come i muratori extracomunitari sfruttati nei nostri cantieri.

A queste persone, a questi "schiavi moderni", le scelte legislative di questi mesi avevano ridato una speranza, la possibilità di cominciare ad alzare la testa, a chiedere diritti e dignità ed ora è arrivata la mazzata e mi piacerebbe che qualcuno di Voi (in particolare i 2 che hanno votato contro) trovasse il coraggio, il senso di responsabilità di venire in strada, nei luoghi di lavoro per spiegare loro il PERCHE'!!

Ai compagni che si sono arroccati nel loro anacronistico fortino per difendere "la bandiera rossa" chiedo se ne è valsa la pena, perché così facendo - se non l'hanno ancora capito – stanno riconsegnando il Paese alla mercé di quella classe politica che in questi 5 anni ha fatto "tabula rasa" dei diritti, della legalità, della dignità delle persone; per difendere i vostri sani "principi rivoluzionari" finite per colpire pesantemente quelle persone di cui continuate a dichiararvi paladini: quanta ipocrisia in tutto questo, quanta mancanza di senso di responsabilità e di rispetto dell'impegno preso con i vostri elettori al momento del voto; quel 10 aprile del 2006 io, come tanti altri, ho sofferto, ho pianto in attesa del risultato finale, per la paura di avere perso.

Ed ora? Ora tutto sembra essere stato inutile e mi trovo, per colpa vostra, nell'amara condizione di constatare che Berlusconi forse aveva ragione: sono stato "un coglione".

Sono umiliato, deluso ma non rassegnato e continuerò a lottare per migliorare questo Paese perché penso di meritarmi dei politici migliori e se sarà necessario scenderò in piazza, ma questa volta per protestare contro di voi perché se è vero come dice Napolitano che la "piazza non è il sale della democrazia" è altrettanto vero che Voi questa democrazia, quello scranno in Parlamento non ve la meritate, perché semplicemente non ne siete all'altezza.

Claudio Gandolfi, Bologna

clgand@libero.it

Commento di Andrea Di Meo

Inviato da mariaricciardig il 2007-02-23 22:44
Salve a tutti, mi chiamo Andrea, ho 33 anni e vi scrivo da Roma, città dovesono nato e vivo. Sono sconcertato e rabbioso per l'esito del voto al
senato; non so come la pensiate voi e quale sia il clima fra la gente, ma credo (e spero) che ci sia molto interesse e voglia di partecipare in un
momento in cui la politica mostra il peggio di sé, un peggio che conosciamo tutti molto bene ma che in fondo speriamo sempre non sfondi i limiti dell'indecenza. Invece è accaduto il peggio che si potesse immaginare, proprio quando l'economia comincia a riprendersi, si avviano le
liberalizzazioni, si prova a fare riforme serie, civili, equilibrate, di modernizzazione autentica di questo nostro disastratissimo Paese. Io sono un lettore assiduo de L'Unità e seguo, per quanto possibile, i programmi di approfondimento in Tv. Mi rendo conto che non mi posso dire cittadino informato, viste le pietose condizioni della RAI ed il permanente conflitto di interessi. Ma vorrei comunque sapere se si stanno preparando manifestazioni di piazza per i prossimi giorni.
Ripeto, non so come la pensiate voi, ma io ritengo che dobbiamo assolutamente farci sentire e vedere, in tanti, uniti, determinati a non far sfasciare tutto quello che faticosamente si stava tentando di costruire: una maggioranza uscita dalle urne dopo elezioni sudatissime, un governo di coalizione, dei compromessi, certo (non è sempre una parolaccia). Ricordiamoci che i massimalismi e le divisioni nel campo democratico hanno sempre aperto la strada a soluzioni autoritarie. Ve la sentite davvero di escludere un rischio populismo, nel nostro Paese? Ascoltiamo ciò che dicono molti illustri studiosi ed osservatori della realtà italiana. Forse per molti Prodi ed il suo governo non saranno il massimo, d'accordo. Ma almeno Prodi non è pregiudicato, non è uno sparaballe, è competente, ha prestigio ed attenzione all'estero, è
stimato e comunque rispettato. I suoi ministri saranno anche troppi (per non parlare dei sottosegretari), ma nella maggior parte dei casi persone competenti, non avventuriste, comunque con una esperienza ed una storia politica alle spalle. TENIAMOCELO STRETTO QUESTO GOVERNO. Io non sono fra quelli che si possono permettere un altro governo Berlusconi (e stavolta per 4 legislature) a cuor leggero e senza muovere un muscolo. Vi prego, fatemi sapere se e quando ci saranno iniziative (possibilmente a Roma).
Vi ringrazio per ciò che siete e fate. Restiamo uniti e difendiamo un governo presentabile, per un futuro dignitoso e più giusto. Grazie.
Andrea Di Meo, Roma

Commento di Alfonso Bettini

Inviato da mariaricciardig il 2007-02-23 22:49
Sono un semplice cittadino che da sempre vota per la sinistra( prima PCI ora DS) e mi rode ma mica poco.
La sensazione è che siamo governati da gente maldestra ovvero da gente che non ha tutte"le rotelle a posto".
Se così non fosse allora sono in malafede e quindi sono daccordo con Berlusconi!!!!!!!
Il centrosinistra a mio parere è la migliore arma in mano al "dittatorello".
Non posso vedere più alcun dibattito televisivo perchè tutto quello che dovrebbe essere logico per il centrosinistra non è logico.
Ogni politico che interviene a qualsiasi dibattito disattende sempre ogni azione.
Porto un esempio banalissimo: il governo è insediato da pochi mesi e ad ogni sua azione la destra risponde con arroganza sempre asserendo di sapere la soluzione.
Nessuno mai nessuno ha risposto: ma se sapete tutto voi ed avete ogni soluzione perchè questo non lo avete messo in atto durante il vostro quinquennio di governo che è finito qualche giorno fà? Perchè allora avete fatto solo leggi ad personam?
Mai e poi mai rispondono.....ho visto gentarella che sopportava anche le minacce e la derisione.
Ed ho portato l'esempio più cretino.
MA E' POSSIBILE? SI PER IL CENTROSINISTRA E' POSSIBILE L'IMPOSSIBILE.
Parliamo della sinistra radicale.
Bertinotti già nel 2001 ha fatto non un favore a Berlusconi ma almeno due. ha fatto cadere il governo e non ha fatto alcun patto per le elezioni.
Roba da vergognarsi per sempre ed invece che ti fa?...
Presidenza della Camera ?ricatta il governo per averla...rocordate? se non ho questa carica non appoggio più il governo!!!!!!!!!!!!!!
E poi tutto il cabaret e la prepotenza durante questo scorcio di legislazione.
Manifestazioni contro il governo con tanti rappresentanti in piazza di questo partito.
E poi dulcis in fundo il recente voto.
Ma non avevano tutti accettato e controfirmato il programma di governo?
Ed allora?
MA E' POSSIBILE? SI PER IL CENTROSINISTRA E' POSSIBILE L'IMPOSSIBILE.
Ma questi tizi chi li ha scelti? ma come possiamo fidarci dei partiti se poi scelgono gente così che dovrebbe rappresentarci?
Vogliamo parlare di De Gregorio?
Di Pietro si dovrebbe nascondersi per sempre ed invece che fa ? fa il "galletto".
MA E' POSSIBILE? SI PER IL CENTROSINISTRA E' POSSIBILE L'IMPOSSIBILE.
Il centro sinistra preferisce dare il paese in mano alla destra ed amen.
Ma è possibile che tutto quello che gli elettori vedono e percepiscono i nostri politici neanche se lo sognano? ma è possibile che non capiscono che queste liti continue
arrecano solo danno? ma è possibile che non capiscono che non sono in grado di far capire al paese un "acca" di quello che fanno?ma è possibile che cadono in tutti i tranelli che la destra gli porge?
MA E' POSSIBILE? SI PER IL CENTROSINISTRA E' POSSIBILE L'IMPOSSIBILE.
Sono riusciti a farsi mettere nel sacco durante la campagna elettorale parlando di tasse INCREDIBILE!!!!
La destra che non sapeva a che santo attaccarsi per fare una fine dignitosa su questo regalo ci si è buttata a pesce ed ha fatto quello che ha fatto e per un pelo.......
Ma è possibile che non sono mai comprensibili?
IL CUNEO FISCALE sono sicuro che ancora oggi gli italiani non sanno che cos'è.
E la destra come risponde?
ELIMINIAMO L'ICI !!!!!!!!
Tassa che conoscono pure i bambini dell'asilo.
MA E' POSSIBILE? SI PER IL CENTROSINISTRA E' POSSIBILE L'IMPOSSIBILE.
I GIROTONDINI MOVIMENTO ECCEZIONALE.
E CHE TI FA' IL CENTROSINISTRA ?
LI HA AFFOSSATI NELLA MANIERA PIU' INDEGNA ED AUTOLESIONISTICA!!!!!
Io sono stato a San Giovanni a Roma c'era un mondo di gente intensa intensissima era una ricchezza da coccolare e loro .....non ne parliamo.
Ma ho sentito una recentissima intervista a Pancho PARDI che ipotizzava la trasformazione del movimento dei girotondi in partito.
In questo modo si potrebbero prendere i voti di quel 20% almeno di elettori del centrosinistra ormai perduti e delusi.
QUESTA E' LA CARTA VINCENTE... FORZA PANCHO PARDI ... FORZA ... QUESTA E' LA CARTA VINCENTE.
NON MOLLARE E' LA CARTA VINCENTE.
Un saluto da Alfonso Bettini

forum e opinione

Inviato da stefano22 il 2007-02-24 17:54
finalmente un forum!
avevo esclamato... ma perché non impostare un forum classico?
In ogni caso penso che l'interazione con i sostenitori sia da sviluppare.

Per quanto riguarda l'attuale parlamento.
Io sono molto deluso da questa "sinistra".
Penso che non ci sia possibilità di rivincere le elezioni: quindi vedo due scenari.
1) 2007 si ritorna alle elezioni, vince ovviamente il centrodestra e nel 2012 posso sperare di avere un'alternativa a D'Alema (non voterò mai più una coalizione con D'Alema).
2) Un pessimo governo di centro (un po' di sinistra) inciucista e lontanissimo dagli elettori regge magari fino al 2011, poi perde le elezioni e fino al 2016 non posso sperare di avere un governo decente.

Forse preferisco la prima ipotesi.

Come dice "Il diario": ci serve un demagogo.
Stefano

P.s. mi piacerebbe venire a Firenze
(ci sono posti? bisogna iscriversi? bisogna essere iscritti all'Arci?)

Costituzione della Repubblica Italiana, Artic. 88

Inviato da gquattrocchi il 2007-02-25 11:27
Il Governo Prodi è caduto a causa della scellerata e antidemocratica legge elettorale,imposta e impostata, con questa ottica dal precedente Governo Berlusconi.
Possiamo crocifiggere i due dissidenti, ne faremmo dei martiri, degli eroi (e, francamente, credo che non lo siano), il problema resterebbe.
Il problema vero è la risicata maggioranza al Senato, che impedisce al governo di fare scelte coraggiose e lo rende ogni giorno ricattabile dal caso, da un singolo dissidente della proria maggioranza (come, purtroppo è avvenuto in questi giorni), o anche da lobby esterne, quali i detentori del potere religioso, le associazioni degli industriali,i sindacati, ecc, enti che dovrebbero restare estranei, non già alla dialettica politica, ma alla sua prassi e all'esercizio del mandato parlamentare.
La via d'uscita da questa situazione potrebbe stare nell'Art.88 di quella Costituzione che il governo delle destre aveva tentato di bruciare e che tutti noi (coi momimenti in prima linea!!!) abbiamo difeso e salvato conducendo una epica battaglia civile e democratica!!!!
"Articolo 88:Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. ..."
Nella inopinabile ipotesi in cui si debba tornare alle urne, il Presidente della Pepubblica, prendendo atto che la ingovernabilità dipende soltanto dalla assenza di maggioranza al Senato, potrebbe sciogliere solo questa camera.
In questo modo si eviterebbe alla Nazione lo sress di una nuova consultazione elettorale generale e si responsabilizzerebbe l'elettorato, chiamato ad esprimere un voto di tipo referendario, meno condizionabile dagli shows televisivi e dalle "sparate disperate" dell'ultimo momento (ICI docet).
In questa consultazione l'elettorato verrebbe chiamato ad una scelta più etica che politica e ricordiamoci, che al recente referendum confermativo della disastrosa riforma costituzionale, vincente è stata l'etica, non la politica!!!

senato e "dissidenti"

Inviato da anerix il 2007-02-25 17:16
ciao a tutti, lo scorso venerdì ho partecipato ad un incontro con Pancho Pardi in cui si discuteva del rapporto tra i movimenti della società civile e l’attuale governo di centro sinistra.
E’ stato molto interessante, così come mi sembrano estremamente interessanti lo stile e le idee di libera cittadinanza.
Tuttavia, ed è il motivo per cui scrivo in questo forum, ci sono alcune cose che non mi convincono in merito ai fatti degli ultimi giorni: dunque, seguendo dibattiti, interviste, dichiarazioni etc etc del variegato mondo della sinistra nostrana nel post voto al senato, non posso fare a meno di notare alcune contraddizioni.
Premetto che continuo a guardare alla politica con l’occhio un po’ virgineo del non professionista e soprattutto del non politicante, probabilmente anche per questo, certi ragionamenti recenti fatti da persone stimabilissime, mi lasciano un po’ perplesso.
Mi spiego, negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una squalificante “caccia all’uomo”, corredata da insulti feroci (nei casi peggiori), ironie sferzanti ( nei casi migliori), financo alle aggressioni fisiche (nei casi inaccettabili..) rivolti contro i due senatori cosiddetti “dissidenti”; ma questi atteggiamenti non provenivano soltanto dall’area del Parlamento, bensì si avvertivano più o meno velatamente anche tra la cosiddetta “sfera extraparlamentare”
Bene, lo dico subito a scanso di equivoci: non sono affatto d’accordo con questi argomenti e soprattutto con questi modi; mi spiego e faccio una domanda: i centomila di VICENZA ( tra cui minimo un paio di segretari di partito), le migliaia di NOTAV, le decine di TAVOLE DELLA PACE, etc etc che abbondano in tutta la penisola, dove si sarebbero seduti al Senato?? Nella consolle riservata al Governo, magari a fianco del ns strategicissimo ministro degli esteri, oppure tra i banchi di sinistra vicino ai Turigliatto e ai Rossi, ma anche ai Bulgarelli, Giannini, Franca Rame etc etc??
Se la risposta fosse (come credo che sia) la seconda, bisogna che ci mettiamo d’accordo: se certi movimenti della società civile (di cui questa associazione, se non ho capito male, è un po’ la sintesi) rappresentano un modo di pensare e di agire cosiddetto “antagonista” ( nel senso nobile del termine), perché ci scandalizziamo, ironizziamo o reagiamo violentemente quando coloro che ci sembrano più vicini in Parlamento, esprimono chiaramente le proprie idee; quando portano nelle “stantie” aule della politica ( attraverso l’unico modo possibile per incidere, ossia il voto) una voce “contro”?? Perché siamo sempre, giustamente, a predicare che la classe politica non rappresenta la società civile, e quando lo fa, si scatena il putiferio?
Scusate, che dovevano fare i Rossi e i Turigliatto, assistere supinamente e dare la propria approvazione ad una politica estera, che, al di là degli equilibrismi dialettici neanche troppo ricercati, non è altro che la “continuazione” di quella del governo precedente?

Dovevano far finta di niente se:
- si passa al raddoppio del Dal Molin, in nome di un’alleanza strategica che giudica un dibattito serio come “poco opportuno”?
- si ignorano disinvoltamente migliaia di persone che scendono in piazza
- si parla di rifinanziamento della missione afgana, facendola passare come un fatto quasi fisiologico
- in finanziaria, si aumentano le spese militari dell’1,5% rispetto a quella del governo precedente ( di centro destra..)
- si fa passare la linea veloce Torino Lione come una necessità inderogabile per lo sviluppo del paese
E potrei andare ancora avanti

Io non credo proprio che dovevano fa finta di niente; certo, molti obietterrano: “ma l’alternativa è il ritorno di Berlusconi”: legittima per carità, ma troppo semplicistica questa obiezione.
Scusate, ma in base a cosa, dobbiamo continuare a turarci il naso, accettare e far finta di niente?: forse in nome di una presunta governabilità o peggio ancora dell’antiberlusconismo?? E soprattutto, chi è che potrà portare avanti le ns istanze se coloro che osano “dissentire” in parlamento vengono additati al pubblico ludibrio.
Non vi sembra strano che l’unica persona che si è mostrata fin da subito solidale con i “dissidenti” (è in arrivo una lettera pubblica) risponda al nome di Alex Zanotelli?; e non vi sembra strano che Franca Rane dichiari: “un minuto dopo il mio voto di fiducia, mi dimetterò da senatrice”?

Qualcuno dirà: “o si fa così, o va al governo il centro destra”; io rispondo, un po’ provocatoriamente, “ma siamo sicuri che sia così diverso..”??

accidenti al meglio!

Inviato da cat il 2007-02-26 09:29
Ogni giorno che passa da quel maledetto mercoledì delle ceneri aggiunge in me sospetto, rabbia, me soprattutto una domanda: ed ora cosa possiamo fare????
Quel che è accaduto rinnova il sospetto che tutto sia sempre pilotato da una regia che non conosce schieramento politico, ma solo associazione a delinquere.
Tanto tempo fa abbiamo visto una “sinistra” (si fa per dire) incapace di risolvere il conflitto di interesse problema sollevato da una persona che doveva essere fermata perché una mina vagante per la democrazia stessa; ma, guarda caso, l’unica legge che doveva essere fatta approvare mai è uscita da quella legislazione e mai neppure dopo, con i risultati che purtroppo conosciamo.
Alla fine dell’ultima legislazione abbiamo visto la maggioranza (la loro) varare, oltre a tutte le altre leggi ad personam (che tra parentesi, guarda caso, ancora sono lì), tutti da soli (con quale legalità?) una legge elettorale che, in un momento di timore (loro) di non riuscire a tornare al potere, avrebbe garantito l’impossibilità a governare per gli avversari lasciandoli così sotto scacco dell’opposizione (sempre la loro). Ed oggi proprio qua ci troviamo l’opposizione ha permesso a questo governo di arrivare alla finanziaria tanto quella non la vuole fare nessuno perché certamente impopolare; le liberazioni altro grosso passo compiuto da questo governo sono iniziate, ma tanto per il momento hanno toccato personaggi secondari, non collegati con la casta di governo (indipendente da ogni schieramento politico; rossa, nera, azzurra è lo stesso): tassisti farmacisti…. Conti bancari, assicurazioni, telefonia, sono argomenti già più pericolosi, ma ancora fluttuanti (o sbaglio?)
Ma certamente quella casta non potava permettere i Dico e nemmeno che il popolo degli elettori pensasse di essere finalmente libero da ogni pastoia democristiana, cattolica, di destra, ma esprimesse finalmente il suo pensiero e volere laico. Fanno cadere il governo? certamente no! Lo ridimensionano solo, lo sbassano, lo rimettono al suo posto; primo i loro “avversari”, l’odierna maggioranza, non hanno ancora raggiunto il periodo di legge che gli garantisca per il futuro di usufruire dei benefici parlamentari, secondo adesso ancora l’opposizione non è compatta, qualcuno vuole ottenere di più e minaccia l’abbandono del loro schieramento, stanno inventandosi un nuovo centro, momento troppo fluttuante, inoltre per terzo ancora c’è quella bastarda legge elettorale che non consente autonomia di governo a nessuno, fatta per gli avversari, ma non per l’opposizione di oggi e siccome gli avversari per paura di perdere alle prossime elezioni non l’hanno tolta, ancora non è tempo.
Intanto la popolazione si dibatte in tutta la “cacca” che gli hanno tirato addosso e si chiede: e ora, cosa si può fare?, come ci possiamo liberare di questa lobby che continua ad essere pagata da noi, ma che continua a lavorare solo per sé stessa???
Cosa possiamo fare noi?? O meglio siamo in grado di fare qualcosa, o dobbiamo continuare ad essere spettatori di tutto questo fango che ogni giorno ci strangola sempre più.
Paola Conti

che fare

Inviato da baicchi il 2007-02-27 15:53
In questi giorni c’è chi ha ironizzato sul passaggio da un programma elettorale enciclopedico ai dodici scarni punti su cui dovrebbe basarsi la sopravvivenza del governo Prodi, e in effetti non è stato chiarito (da chi può farlo) se nel dodecalogo sono entrati solo gli argomenti su cui si riteneva necessario bloccare prevedibili futuri dissensi, o se questo è quanto resta delle originarie ambizioni.
La seconda preoccupante ipotesi troverebbe conferma nella presenza di alcune assolute banalità, come l’impegno per la scuola (che nessun programma di nessun partito poteva esprimere in modo più generico) o quello per il mezzogiorno, e di altri da sempre unanimemente (almeno a parole) condivisi dalla coalizione: le fonti energetiche rinnovabili, la riduzione dei costi della politica, la pace, ecc....
I punti importanti naturalmente sono altri, anche se vengono presentati come parti di più ampie impostazioni politiche: la missione in Afghanistan, la Torino-Lione, i rigasificatori, il ‘riordino’ delle pensioni, il rafforzamento della figura del Presidente del Consiglio, e il suo monopolio di fatto della ‘comunicazione’, esercitato tramite il suo portavoce. Tutti argomenti sgraditi ala componente ‘di sinistra’ della coalizione.

Ancora più eclatanti sono le assenze: se il probabile abbandono dei DICO è il ‘bottino’ ottenuto dalla CEI, meno comprensibile è il silenzio sulla riforma dell’art. 138, sulla necessità di risolvere il conflitto di interessi berlusconiano, sulla cancellazione delle leggi vergogna, sull’annullamento di alcune ‘riforme’: prima fra tutte la Moratti.

E’ quindi lecito pensare che, se otterrà la fiducia (come nonostante tutto auspico), questo governo nella sua seconda fase sarà ancora meno di sinistra e ancora più di centro.

Non è il caso di prolungare la polemica sui due senatori che, votando ‘senza vincolo di mandato’ come prevede l’art. 67 della Costituzione, sarebbero gli unici colpevoli del disastro. Anche se la composizione delle liste da parte delle segreterie dei partiti fa mancare un vero mandato popolare, che è alla base dell’art. 67, e semmai fa ricadere la responsabilità proprio su chi ha collocato in Parlamento personaggi sulla cui statura di statista si possono avanzare perplessità.
Ora non possiamo che prendere atto della situazione oggettiva, del rischio concreto di tornare alle urne in condizioni assolutamente favorevoli alla destra, e dei danni che possono derivare dal dare priorità alla ‘coerenza personale’ rispetto all’interesse generale, traendone le conseguenze.

Ma se non vogliamo subire eternamente questo ricatto non possiamo accettare come inevitabile l’alternativa fra sostenere un governo che farà prevedibilmente cose che non ci convincono (e non farà magari quelle che ci starebbero a cuore), o restituire il Paese nelle mani di chi lo ha saccheggiato e ne ha quasi cancellato gli istituti democratici negli ultimi cinque anni.

In questi primi mesi di governo del centro-sinistra, anche prima della crisi attuale, è emerso in tutta la sua gravità il problema della autoreferenzialità dei gruppi dirigenti (tutti): la pletorica composizione dell’esecutivo, il modo in cui è stato formulato l’indulto, la ricorrente rissosità interna alla coalizione, il pasticcio di Vicenza sono solo alcuni esempi che dimostrano l’indifferenza della attuale maggioranza rispetto alle opinioni dei suoi elettori. La ripresa del confronto sui cambiamenti da apportare alla Carta Costituzionale, subito dopo che uno storico referendum ne ha negato la possibilità, e la sua mancata ‘messa in sicurezza’ con la riforma dell’art. 138 ne sono altri ancora più gravi sintomi.

Il sostegno al governo Prodi non può essere dunque solo la scelta passiva del ‘male minore’, ma deve divenire la riaffermazione che la formazione e l’operato di un esecutivo non sono problemi solo dei segretari dei partiti: è il consenso popolare che legittima e consente di governare, e il voto in Parlamento non può che esserne lo specchio.

Sosteniamo dunque il governo pur coscienti dei suoi limiti, ma come momento di un impegno politico più ampio: abbiamo quattro anni per restituire agli elettori quel protagonismo e quella responsabilità che il berlusconismo (non solo di Berlusconi), con le sue campagne televisive basate più sul cerone e la chirurgia estetica che sulle idee, ha cancellato. Da chi vuole essere classe dirigente dobbiamo pretendere trasparenza e responsabilità: non si può né mediare sempre su tutto, né far prevalere posizioni di nicchia su quello generale per motivi di immagine e ‘coerenza’.

In questi quattro anni coloro che vogliono veramente un cambiamento del quadro politico possono dimostrarlo aprendosi al confronto, rinunciando ai privilegi di casta, ma anche alla difesa di ‘fortini’ sempre più piccoli e alla caccia al voto dei più disparati gruppetti, individuando le priorità su cui si può ricostruire uno schieramento veramente unitario a sinistra. La difesa e la realizzazione della Costituzione non possono che essere fra questi.

In questi quattro anni possiamo intanto riappropriarci del potere che ci assegna l’art. 1 della Costituzione utilizzando la facoltà (art. 71) di assumere l’iniziativa legislativa. Con 50.000 firme si può ottenere che all’ordine del giorno delle Camere arrivino finalmente proposte di legge essenziali: la riforma del 138 (così come prevista dello stesso programma della maggioranza), una legge efficace sulla ineleggibilità di chi controlla l’informazione e di quanti possono legiferare a proprio favore, la cancellazione delle leggi-vergogna. Poche righe, sulle quali finalmente i Parlamentari debbano esprimersi (questa volta sì) senza vincoli, identificando forse nuove aggregazioni e recuperando alle assemblee elettive quel ruolo e quel prestigio di cui oggi la presenza di tanti inquisiti e di tanti avventurieri le ha private.

Quattro anni in cui il sostegno a questo governo non può che essere affidabile ma non acritico, e che non possiamo sprecare senza riuscire a dare voce a quel popolo di sinistra laica e responsabile che i partiti rappresentano sempre meno.





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