E la Costituzione? Sana e robusta deve essere quella mia!
Lettera di una insegnante
Non è possibile giungere sul luogo del lavoro quasi ignara della iniziativa, perché l'esperienza qualcosa mi faceva presagire, e non trovare la mia classe nella mia scuola … rendendomi conto che nessuna delle due è mia ma perché quest'ultima non è pubblica, laica, pluralista. Come lo Stato, come la televisione, come la radio e come l'informazione in genere.
Alunna o docente la situazione non è cambiata: "Se non volevi seguire il funerale, potevi rimanere comunque giù con la classe per garantire la sorveglianza (perché le ore erano le tue!) e non entrare nell'auditorium: c'è una porta … ti mettevi nell'angolino."
Avrei potuto far risalire i/le miei/mie alunni/e nella classe per garantire il normale svolgimento delle attività educativo-didattiche per lo meno nelle mie ore: nessuno avrebbe potuto dirmi niente, anzi!
Ma come sarebbero state quelle tre ore? Le mie tre ore, solo e soltanto le mie tre ore.
Mentre tutto l'Istituto e nel paese anche tutti gli altri Istituti, così come in tutta la provincia… mentre tutti stavano assistendo a un evento di portata mondiale: "Non è un fatto religioso: è un fatto storico! (come fai a non capirlo?!)"
Mi è mancata l'aria!
Ecco: penso che non soltanto non bisogna modificarla, ma che occorre urgentemente e finalmente applicarla la Costituzione.
Virginia Mariani
Mottola (TA)
