Mercoledì 16 Novembre
LA COSTITUZIONE ITALIANA SARA' AFFOSSATA
Presidi previsti in diverse città
Iniziativa di Crevalcore
Volantino da distribuire fino al 16 novembre
Volantino da distribuire dopo il 16 novembre
La Costituzione immaginata durante la lotta contro la dittatura e scritta nei primi anni della democrazia sarà sfregiata da una modifica che stravolge più di cinquanta articoli della seconda parte e mette a rischio anche i principi fondativi della prima. L'equilibrio tra i poteri costituzionali, l'uguaglianza dei diritti e l'azione contro le disuguaglianze sociali non saranno più garantiti.
La nuova costituzione voluta dal centrodestra è conosciuta nel linguaggio televisivo come legge della devolution. E' un ritratto limitativo perché riduce tutta
l'operazione a una sua parte soltanto: l'attribuzione alle regioni dei poteri statali su scuola, sanità e sicurezza pubbliche. E' questa una scelta pericolosa perché contiene in sé la possibilità di gravi disuguaglianze tra i cittadini, a causa della diversità di risorse e di orientamento tra una regione e l'altra su quei tre temi decisivi per la vita civile.
Ma in realtà i danni peggiori vengono dalle altre due invenzioni. Il presidente della Repubblica è privato dei suoi maggiori poteri (nomina dei ministri e scioglimento delle Camere) ed è ridotto a servitore della maggioranza. I suoi poteri vengono trasferiti al futuro presidente del consiglio, il quale di fatto assumerà su di sé anche il ruolo di capo dello stato.
Siamo di fronte alla costruzione di un potere assoluto, senza limiti e senza controllo. Una situazione incompatibile con la democrazia.
Così deformata questa non potrà mai essere la costituzione di tutto il popolo italiano. Sarà di una sola parte e perciò non avrà mai un effettivo valore costituzionale. Sarà solo l'atto di prepotenza con cui una maggioranza transitoria ha cercato di affermare per sempre un proprio impossibile potere.
Questa costituzione incostituzionale sarà cancellata con un referendum. Un quinto delle camere legislative, cinque consigli regionali e cinquecentomila cittadini chiederanno tutti insieme il referendum per spazzarla via dal panorama legislativo italiano.
Bisogna essere ottimisti ma cauti. L'enorme imprevista partecipazione alle primarie dimostra che il popolo di centrosinistra ha scelto la via di un vigoroso protagonismo civile. I quattro milioni e trecentosessantunmila voti sono un buon punto di partenza per la campagna in difesa dell'unica, vera Costituzione italiana.
Ma non si deve sottovalutare il grande potenziale di propaganda e falsificazione dei mezzi d'informazione in mano al potere politico.
Parliamo con tutti, convinciamo i nostri vicini, discutiamo con gli sconosciuti. Non possiamo permettere che il peggior governo degli ultimi sessant'anni distrugga in un colpo solo il fondamento della democrazia e la possibilità di assicurarne i benefici a tutti i cittadini.
