di: Anna Lidia Mosciatti
Quindi lei siede in Parlamento anche grazie al mio voto.
Se non è più d’accordo con il Partito che le ha permesso di entrare in Parlamento, e soprattutto con gli elettori che hanno fatto di lei il loro deputato, lei deve dimettersi non passare ad altro partito che evidentemente non la riteneva all’altezza di inserirla nelle proprie liste (a meno ché non fosse già parte di un accordo pre-elettorale sottobanco).
Le liste elettorali non possono essere degli autobus dove si sale alla fermata più conveniente. Poi non ci si può meravigliare se cresce il numero di chi non va più a votare.
Mi ritengo derubata del mio voto di rappresentanza e la invito a riconsiderare la sua scelta offensiva nei confronti di chi l’ha eletta.
