di: Claudio Gandolfi
Caro Romano,
ho letto oggi sui quotidiani la lettera indirizzata agli elettori delle primarie.
Chi scrive è uno dei 4.300.000 e oltre cittadini italiani che il 16 ottobre ha votato.
E' vero, concordo sul fatto che "Milioni di italiane e di italiani ci chiedono oggi di fare di più", ma personalmente credo che ora la priorità non sia operare per la costruzione del Partito Democratico, penso che il popolo delle primarie non chieda nuove formule.
In questi anni abbiamo già troppe volte cambiato il nome di questa alchimia politica e speso troppo tempo alla ricerca di una sintesi formale che ancora ha dato poca sostanza politica, poco programma.
Anche in questi giorni stiamo per l'ennesima volta facendo il gioco dell'avversario andando dove Berlusconi vuole, ovvero verso una lite continua "sviandoci dai problemi reali del paese".
Da una lato infatti tutto lo spazio che i media dedicano alla politica è occupato dalla non politica così come Berlusconi vuole, mentre dall'altro i problemi veri del paese, quelli con cui gli italiani si misurano quotidianamente sono spariti dall'agenda politica, non tanto di Berlusconi in cui non sono mai stati presenti, ma quello che è peggio, è grave, è preoccupante anche dalla nostra.
Tutti a seguire il pifferaio qualsiasi cosa dica, un pifferaio che messo con le spalle al muro dai numeri dei sondaggi a lui negativi, ha reagito con l'avanspettacolo, ridicolizzando la politica distogliendo l'interesse dei mezzi di comunicazione, degli italiani e purtroppo anche dei nostri politici dai temi concreti della politica e dalle cose da "lui" promesse al Paese e da "lui" NON FATTE.
A 5 anni di distanza gli argomenti rispetto ai quali gli italiani si mostrano più sensibili e scoperti sono ancora gli stessi della campagna elettorale del 2001; tasse, pensioni, infrastrutture, sicurezza, sanità, lavoro, scuola, immigrazione sono problemi ancora tutti aperti e purtroppo per molti aspetti in modo ancora più preoccupante e pesante di allora.
Sabato Padellaro si chiedeva alla fine del suo editoriale di come gli italiani arriveranno alle elezioni dopo 90 giorni di bombardamento del genere? Rispondo che gli italiani non sono stupidi e sanno distinguere tra il serio ed il faceto, l'importante è che il centro-sinistra riporti i problemi del paese, della gente al centro dell'agenda politica.
Lei stesso afferma nella sua lettera che "Purtroppo lo spirito delle Primarie sembra essere stato rapidamente dimenticato e queste domande faticano a trovare le giuste risposte".
Certo non siamo stati noi elettori a dimenticarci di questo e non siamo certo noi a faticare nel trovare le giuste risposte.
Io sono un attivista DS e nelle nostre sezioni siamo da tempo pronti con impegno e passione al contributo di cui dice esserci bisogno.
La gente è pronta a spendersi per rinnovare questo Paese, i politici al contrario sono ancora troppo impegnati nelle dispute da teatrino.
Dal 16 ottobre siamo ancora in attesa del programma politico del centro-sinistra da raccontare, diffondere, spiegare come volontari della politica che operano sul territorio non tanto e non solo agli iscritti ai partiti, quanto piuttosto al potenziale elettorato di centro-sinistra da convincere pienamente sulla bontà delle nostre intenzioni e soprattutto i delusi dal governo Berlusconi da stimolare e convincere dal non astenersi dal voto per sfiducia nei politici (dimostriamo che non siamo tutti uguali, è dura ma si può, si deve fare).
Siamo in attesa di questo in tanti nel popolo delle primarie, dall'indomani di quella importante data siamo in tanti a chiedere e sollecitare il programma, convinti nella giustezza della nostra richiesta anche dai 4.300.000 e oltre cittadini che con fiducia, pazienza ed entusiasmo sono rimasti in fila per ore, il 16 ottobre 2005, per esprimere il loro voto.
E' un atto di fiducia nei nostri confronti che merita una risposta convincente ed immediata oggi 16 gennaio 2006.
Lasciamo perdere le provocazioni di Berlusconi e dimostriamo nei fatti con gli argomenti della politica e le risposte ai bisogni reali della gente la nostra diversità; è tempo di dimostrarci pronti maturi a governare, per il Partito Democratico c'è tempo!!!!!!!
Claudio Gandolfi, Bologna
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