di: Eduardo Rina - Consigliere comunale di Conegliano (TV) e membro del Direttivo
Come volevasi dimostrare. La «marcia su Roma» si è manifestata non tanto come momento di specifica contestazione ai contenuti della Legge Finanziaria, ma come forte e«decisivo» momento di«ricompattamento» dell´area più berlusconiana e di mobilitazione per la nascita di un nuovo soggetto politico di chiara ispirazione neoconservatrice (e neofascista) e del rafforzamento della Leadership del«resuscitato» Condottiero. E bisogna tener conto che la presa di distanza di Casini non deve trarre in inganno!
Casini non lavora per il centrosinistra ma lavora per un«grande centro» a cui ha già manifestato la sua innocente disponibilità Clemente Mastella il Ministro della Giustizia del Governo Prodi! Il Ministro dell´indulto sciagurato. Bella roba!
Roma e Palermo, dunque, in collegamento diretto e concomitante, e in una forma di evidente«complementarietà» politica, hanno parlato alle viscere e ai sentimenti irrazionali di una parte importante del Paese, oggi sicuramente maggioritaria, con i toni da«comizi» da anni cinquanta e con argomentazioni demagogiche e populistiche. Da Roma è risuonato fortissimo il comizio della«chiamata alle armi» e del combattimento contro chi vuole mettere«le mani nelle tasche degli italiani», e contro chi ha«imbrogliato»
nei seggi elettorali per tornare al potere! Da Palermo il«chierico» Casini, tatticamente smarcatosi dal raduno neofascista, ha rilanciato gli efficaci«anatemi» contro chi attenta ai«valori» della famiglia e a chi favorisce i matrimoni omosessuali....! Bisogna riconoscere che ci sono riusciti!
Il copione ormai consueto si ripete. Bisogna riconoscere al Condottiero della nuova Destra italiana la capacità politica di aver intuito le potenzialità«eversive» di quell´Italia delle corporazioni (territoriali e imprenditoriali soprattutto al Nord, settoriali e di categoria, Ordini professionali e privilegi consolidati, assistenzialismi e sprechi nella pubblica amministrazione, evasione fiscale e condoni diffusi, ecc..) e di averla«coltivata» in questo ultimo decennio,«comunicando» efficacemente, con i potentissimi mezzi mediatici a completa disposizione, il senso della«guida» verso una fantomatica« LIBERTA´».
Con la consueta arroganza e prepotenza. Sia quando ha governato sia quando è poi passato, per due volte, all´opposizione. Arroganza e prepotenza che producono conseguenze ed effetti devastanti nel profondo della società italiana più fragile e indifesa e, soprattutto, nel tessuto democratico delle Istituzioni, sempre più in balìa di nuovi fenomeni di«autoritarismi» ( basti pensare ai rapporti tra Sindaci e Opposizioni consiliari nei Consigli comunali delle migliaia di città e comuni medi e piccoli).
Arroganza e prepotenza che gli derivano da una condizione«soggettiva»
e«oggettiva» unica al mondo: dal«possesso» decisivo di un´egemonia incontrastata nel campo della«comunicazione» con l´opinione pubblica (non mi stancherò mai di ripeterlo ai«sordi» del centrosinistra) che non solo gli ha procurato immense risorse finanziarie da poter poi«usare» a fini politici e propagandistici (chissà quando avrà speso per la manifestazione di ieri!), ma gli ha consentito, senza colpo ferire, di iniettare nella coscienza di milioni di cittadini la sua«cultura», i suoi«messaggi», le sue«sceneggiate», le sue«barzellette», i suoi«programmi e palinsesti televisivi» che hanno fortemente condizionato e contagiato anche la televisione pubblica e i suoi palinsesti e programmi.
Un´operazione di«omologazione» intensiva e cinicamente studiata per imporre modelli di società e di vita, comportamenti sociali e civili, senza pari nei paesi civili dell´Occidente! Basti constatare quanta«propaganda» è stata somministrata in queste ultime settimane preparatorie della«marcia su Roma»
e quante volte, in queste ore successive i«suoi» canali (Rete 4, Italia 1 e Canale 5) stanno ritrasmettendo i passaggi minacciosi del suo comiziaccio! E Rai 2 non è da meno!
Lo ha potuto fare perchè il Centrosinistra, frammentato e disunito, continua a ragionare«solo» di conti pubblici da risanare, di«cunei fiscali» che nessuno capisce e di«sviluppo» che poi verrà...! Di un Centrosinistra, ma soprattutto dei due partiti maggiori, che non ha mai, sinora, saputo o voluto ingaggiare con il berlusconismo una battaglia«ideale» frontale, di«valori» e di modelli di vita e di società ALTERNATIVI a quelli della destra italiana!
L´Unione, adesso più che mai, non potrà eludere la«sostanza» dello scontro in atto e della sfida provocatoria della manifestazione di«forza» di ieri a piazza San Giovanni. Se vuole bloccare l´emorragia di consensi di questi mesi e recuperare la fiducia accordata con il voto del 9 e 10 aprile.
Su tre aspetti politici urgenti e fondamentali.
- Una seria e radicale Legge sul Conflitto di interessi che ripristini il senso dell´assoluta«ineleggibilità» nelle Istituzioni di chiunque detenga la proprietà (o il controllo azionario) di mezzi di comunicazioni di massa. Senza lasciarsi condizionare e«ricattare» dal presunto e interessato«vittimismo» di Berlusconi e dei suoi numerosi«sostenitori interessati» (anche nel centrosinistra).
- Una vasta opera di«moralizzazione» della vita pubblica, intervendo drasticamente sulla riduzione di benefici, privilegi e costi della politica (a partire dagli inconcepibili emolumenti e benefit ai Parlamentari). E approvando, subito e anche a maggioranza se è necessario, una nuova Legge elettorale con potere effettivo degli elettori di«scegliere» i candidati da eleggere, cancellando così la vergognosa Legge-porcata di Calderoli.
- La costruzione democratica, partendo dal popolo delle Primarie, di un Soggetto politico«nuovo» che contenga ed esprima i valori morali e gli ideali politici delle varie anime democratiche, laiche, cattoliche, riformiste e radicali dello schieramento di centrosinistra. Senza veti e pregiudiziali di chicchessia e senza mire egemoniche di nessuno. Per un profondo e radicale ricambio di una«classe politica» ormai apertamente in crisi di valori e progettualità, incapace di muoversi con la necessaria unità d´intenti e quasi sempre litigiosa, soltanto tesa all´autoconservazione e all´autoreferenzialità. Con interessate propensioni all´inciucio, finalizzato alla difesa«trasversale» di reciproci«misfatti» politico-amministrativi (leggi Indulto).
