di: Citto Leotta
In effetti non credo che, allo stato attuale, tale raffronto sia pertinente. Infatti nel ´92 protagonista (in positivo) fu una Magistratura libera e pressochè compatta che, con la sua incessante azione giudiziaria, scoperchiò la pentola maleodorante della corruzione e degli intrecci tra politica e affari. Ciò ingenerò nei cittadini una reazione caratterizzata dall´indignazione (es.monetine contro Craxi all´Hotel Raphael) e dalla speranza, poi come sappiamo disillusa, in una giustizia veramente eguale per tutti e in una politica nuova, finalmente vicina ai cittadini. Non fu allora colta l´opportunità che, anche sulla scorta delle vittorie referendarie (un plebiscito) su maggioritario e uninominale, si potesse convogliare il malcontento dei cittadini verso un circolo virtuoso di rinnovamento della politica L´elettorato si limitò a punire il PSI e la DC e a premiare le nuove formazioni come la Lega (´92) e Forza Italia (´94) , veri e proprie specchietti per le allodole dell´antipolitica, in realtà strumenti di rapida restaurazione dell´antico andazzo, con l´aggravante del tentativo di delegittimare la magistratura.
Nel 2002 fu invece la cittadinanza a insorgere contro l´anomalia italiana e lo scempio istituzionale perpetrato dal suo governo, con la speranza (anche questa presto disattesa) che, malgrado l´anatema morettiano, dietro la possente spinta del proprio elettorato i rappresentanti del centrosinistra avrebbero comunque mantenuto almeno una parte delle loro promesse e che comunque la cacciata di Berlusconi fosse di per sé stessa salvifica per il Paese.
La cronaca politica ci induce a pensare che la situazione attuale sia alquanto diversa.
- la vicenda Visco-Speciale, con i suoi inquietanti retroscena e lo spettro di una nuova P2 dal disegno destabilizzante, è stato affrontata in maniera coraggiosa ed esauriente solo da alcuni giornalisti (Bonini su Repubblica), ma comunque l´opinione pubblica, anche la più avvertita, ha preferito ´leggerla´ superficialmente, con la lente del solito derby maggioranza-opposizione;
- la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche riguardanti i rapporti tra spregiudicati banchieri e i vertici del maggior partito di governo, rapporti ben al di là del semplice ´inopportunismo´ o del ´tifo´ fuori luogo, ha sollevato non più che un modesto brusìo in tutti i settori: maggioranza (implicata fino al collo), opposizione, mass-media (con qualche eccezione), società. Ben altro risalto si è dato, di contro, alla istituenda legge-bavaglio dell´ineffabile Mastella, volta a colpire sia il diritto di informare che quello di essere informati.
- la pubblicazione di un documento video sui brogli elettorali alle recenti amministrative di Palermo viene anch´essa ´assorbita´ con disincanto e rassegnazione, connotazioni caratteriali ahimè difficili da estirpare in noi siciliani.Scrive Rita Borsellino: ´sono sincera:se c´è una cosa che mi ha indignato più del video sui brogli pubblicato da Repubblica TV è il silenzio della città e soprattutto della politica palermitana�.avrebbe dovuto produrre un moto di ribellione generale:eletti, partiti di centrodestra e centrosinistra, società;ma a parte i pochi rappresentanti della società civile che hanno costituito un comitato, da più parti si sente rispondere:i brogli ci sono stati e sempre ci saranno�
Ciò però non si traduce (non ancora, perlomeno) in un´ondata di mobilitazione, in una richiesta di partecipazione attiva, senza deleghe, premesse indispensabili per il ricambio di una classe politica inetta e arrogante che, da vero ´culo di pietra´, sta ostinatamente inchiodata alle poltrone del potere. Molto più facile (e pericoloso) dello sviluppo partecipativo è il trapasso dall´antipolitica al qualunquismo, al «tanto sono tutti uguali».
Un atteggiamento cui l´italiano, come dice Marco Travaglio, è per natura predisposto ma che , di fronte a trasversalismi , inciuci , e a un agire politico che rende ormai indistinguibile l´appartenenza a uno schieramento piuttosto che a un altro, trova persino una giustificazione. Ormai anche l´elettorato di centrosinistra, storicamente più avvertito ed immune dal virus del qualunquismo, ne è in gran parte pervaso.Eh già, perché la differenza con la grande, spontanea mobilitazione popolare del 2002 , con il popolo di piazza S.Giovanni per intenderci, cementata dall´antiberlusconismo e dalla speranza in una tardiva (ma promessa) resipiscenza dei propri leader , è che adesso LI ABBIAMO PROVATI !!
Non vi è stato alcun segno di discontinuità con il precedente governo, si respira la stessa aria, le macerie istituzionali sono ancora lì..Possiamo allora capire perché anche nel centrosinistra il rischio di una deriva qualunquista e astensionista è enorme, anzi è già in atto (sconfitta dell´Unione alle ultime amministrative). Anche l´affannosa e probabilmente vana rincorsa da parte di Guzzetta & co per raggiungere il tetto delle firme necessarie per il referendum la dice lunga sul fatalismo e l´accidia che ormai hanno contagiato larga parte dell´opinione pubblica. Un raro caso, beninteso, di referendum né abrogativo né propositivo, ma ´peggiorativo´ (anche le porcate sono peggiorabili..) ma che, presentato in pompa magna e con grande dispiegamento (trasversale) di uomini e mezzi ha finora partorito, a meno di un mese dalla scadenza, appena un terzo dell´obiettivo minimo.
E allora? Nessuna speranza? Forse no, se la società civile, intesa nel suo senso più ampio (stampa libera, intellettuali, movimenti, associazioni, cittadini) saprà serrare le fila e fare tesoro delle esperienze del passato. Innanzitutto è necessario che questo « popolo di buona volontà» si colleghi, si tenga in contatto, costituisca stabilmente una rete, sfruttando anche le opportunità tecnologiche (internet); Inoltre è indispensabile che, per riuscire nell´impresa di mobilitare gli altri, noi stessi ci scuotiamo dal torpore e dal pessimismo di cui spesso noi per primi siamo vittime.
Quindi ,ancora una volta, spenderci in uno sforzo di informazione e sollecitazione: ci farà bene ricordare, con legittimo orgoglio, l´esaltante vittoria referendaria di un anno fa in difesa della Costituzione, in gran parte merito dei cittadini tutti, mobilitanti e mobilitati, di sinistra e anche di destra. Tenendo a mente le ingenuità del passato, sarà fondamentale dismettere le deleghe in bianco a chi ha dimostrato di non rappresentarci e proporci per dare voce, e faccia, a quella parte dell´elettorato di centrosinistra che, sempre più disorientata ed ´orfana´, sembra aver già riposto in soffitta la tessera elettorale. La società civile dovrà fare anche un ultimo sforzo: essere aliena da manicheismi e da posizioni precostituite e valutare se e quanto si possa, tra le maglie di un sistema di partiti ormai al capolinea, ´recuperare´ idee, uomini e progetti in qualche modo in sintonia con le istanze dei cittadini.
Mi riferisco in particolare alle nuove aggregazioni ´in fieri´ nell´area di centrosinistra, e alla loro sbandierata attenzione verso la società civile. Il disvelamento di queste ´attenzioni´ sembra più imminente (meno di quattro mesi) per il Partito Democratico, o comunque per quell´oggetto misterioso che ha scelto di denominarsi tale. La semplice ´nomination´ di Walter Veltroni di certo non può, con buona pace di Scalfari, richiamare il ´popolo dei disincantati´ ma se davvero egli sapesse (come non ha saputo Prodi) disincagliarsi dalla primazìa degli apparati e imporre regole veramente democratiche e pari opportunità per tutti a cominciare dalle prossime primarie per l´assemblea costituente del PD, innanzitutto abolendo le liste bloccate (anche qui!) e il ´collegamento´ obbligatorio, allora sarebbe un errore non «andare a vedere »un eventualebluff, col rischio di perdere l´occasione di partecipare attivamente al rinnovamento della politica, e al tentativo di colmare quel baratro. Se saremo in tanti, saremo noi a indirizzare il vento, e nella giusta direzione.

Ovvero la strategia della casta politica italiana ( tra le più corrotte, colluse e conseguentemente ricattate del pianeta http://www.transparency.org/news_room/in_focus/cpi_2006/cpi_table) per conservare il proprio impunito ed assoluto potere con il totale e complice asservimento dei mass media ( http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=271&year=2006 ).
CDL: cosa farà Casini? E chissenefrega!
Unione: si farà il Partito Democratico? Tutti in Africa con Veltroni!
Regolamento della Real Marina del Regno delle due Sicilie del 1841
Art.27. "Facite Ammuina". 'All'ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann' a poppa e chilli che stann' a poppa vann' a prora: chilli che stann' a dritta vann' a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann' a dritta: tutti chilli che stanno abbascio vann' ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann' bascio passann' tutti p'o stesso pertuso: chi nun tiene nient' a ffà, s' aremeni a 'cca e a 'll à".
N. B. : da usare in occasione di visite a bordo delle Alte Autorità del Regno. (ma è una leggenda metropolitana)
Nel nostro pietoso caso, da usare per dare al 95 % di elettori ingannati che ancora li votano l’impressione di una interessante evoluzione (soltanto per loro!) del quadro politico
Andrea Di Paola