DUE GIORNI IMPORTANTI IN SICILIA
di: Saro Patanè - Liberacittadinanza Acireale
di: Saro Patanè - Liberacittadinanza Acireale
Questi due giorni di Pancho in Sicilia - prima ad Acireale,con la Borsellino ,poi a Catania , sono stati molto importanti.
Intanto perché abbiamo constatato come comincia a far breccia il progetto della Lista Civica Nazionale,poi perché si sono verificati i due fatti significativi: una,la sostanziale convergenza « operativa» sul piano politico di Rita Borsellino,che pur riaffermando l’opzione «impegno nell’unione» lo ha fatto connotandola di un così marcato spirito di indipendenza,di alterità e di richiamo a quello stesso «popolo» cui noi ci richiamiamo,che non potrà, a mio parere ,che portare nel medio se non nel breve termine ad una convergenza di fatto ed a una vera sodalità poitico-progettuale.
La penso così perché credo che nessuno di noi si possa illudere che la nostra idea si debba realizzare necessariamente subito e tutta d’un colpo;credo invece che la parte più importante è costituita dalla capacità che saremo capaci di dimostrare di continuare,di perseverare,di costruire dal di fuori.
In secondo luogo,la città di Catania finalmente costituisce un gruppo ufficiale. Non sto qui a dilungarmi sul perchè una così importante espressione sociale e politica come Catania non poteva restare al di fuori del nostro progetto,pena la provincializzazione estrema degli altri tenatitvi e soprattutto perché,derivando dalla costola di «Cittàinsieme»,essa raccoglie il meglio della sensibilità politica e culturale della nostra disgraziata terra.
In Sicilia,la zona del catanese, Catania appunto ed Acireale,restano la testa di ponte di una presenza poltica che sta cominciando a dare frutti copiosi, e soprattutto vede realizzarsi anche qui,specie nell’acese, la presenza di tanti ragazzi ,studenti,laureati,giovani professionisti, seri e impegnati,che pur mantengono la loro capacità di bella ed irriverente giovanilità.
A tal proposito mi pare proprio da adottare anche per noi il bellissimo manifesto che il gruppo di http://www.cittattiva.com/ ha preparato per «uscire» fuori allo scoperto e che si lega con la rinascente voglia di forte impegno giovanile che si sta riscontrando. Così è stato a Firenze,con quei magnifici ragazzi romani degli «under40»,così è per quella straordinaria lezione di sacrificio e di impegno che ci viene da Locri e dai ragazzi di Rita Borsellino.
A Catania era presente un «mostro sacro « della nomenclatura dell’oligarchia politica italiana, pure tra i più intelligenti e perspicaci,la senatrice Anna Finocchiaro che ha un ruolo di importanza politica come capo gruppo al Senato pari almeno a quello di Prodi; eppure la straordinaria capacità di Pancho,di esporre con chiarezza ,incazzata pacatezza, profondità direi quasi «ineluttabile» ragionevolezza di argomenti,l’ha costretta all’angolo di una difesa affannosa e sterile,mentre la platea sottolineava spesso con applausi l’adesione ai nostri ragionamenti.
Ciò significa che bisogna ora più che mai insistere e girare l’Italia in lungo e in largo,senza stare a lambiccarsi più di tanto ( come ahimè siamo spesso soliti fare) se il «vino»che produrremo sarà DOC al 100%. (e se i vignaioli che ci siamo scelti come compagni di fatica sono «certificati»..).
Bisogna soprattutto urgentemente cercare un nome nuovo,giovane e d evocativo per questa Lista nazionale.
E crederci,se questa è la strada che abbiamo scelto.
Intanto perché abbiamo constatato come comincia a far breccia il progetto della Lista Civica Nazionale,poi perché si sono verificati i due fatti significativi: una,la sostanziale convergenza « operativa» sul piano politico di Rita Borsellino,che pur riaffermando l’opzione «impegno nell’unione» lo ha fatto connotandola di un così marcato spirito di indipendenza,di alterità e di richiamo a quello stesso «popolo» cui noi ci richiamiamo,che non potrà, a mio parere ,che portare nel medio se non nel breve termine ad una convergenza di fatto ed a una vera sodalità poitico-progettuale.
La penso così perché credo che nessuno di noi si possa illudere che la nostra idea si debba realizzare necessariamente subito e tutta d’un colpo;credo invece che la parte più importante è costituita dalla capacità che saremo capaci di dimostrare di continuare,di perseverare,di costruire dal di fuori.
In secondo luogo,la città di Catania finalmente costituisce un gruppo ufficiale. Non sto qui a dilungarmi sul perchè una così importante espressione sociale e politica come Catania non poteva restare al di fuori del nostro progetto,pena la provincializzazione estrema degli altri tenatitvi e soprattutto perché,derivando dalla costola di «Cittàinsieme»,essa raccoglie il meglio della sensibilità politica e culturale della nostra disgraziata terra.
In Sicilia,la zona del catanese, Catania appunto ed Acireale,restano la testa di ponte di una presenza poltica che sta cominciando a dare frutti copiosi, e soprattutto vede realizzarsi anche qui,specie nell’acese, la presenza di tanti ragazzi ,studenti,laureati,giovani professionisti, seri e impegnati,che pur mantengono la loro capacità di bella ed irriverente giovanilità.
A tal proposito mi pare proprio da adottare anche per noi il bellissimo manifesto che il gruppo di http://www.cittattiva.com/ ha preparato per «uscire» fuori allo scoperto e che si lega con la rinascente voglia di forte impegno giovanile che si sta riscontrando. Così è stato a Firenze,con quei magnifici ragazzi romani degli «under40»,così è per quella straordinaria lezione di sacrificio e di impegno che ci viene da Locri e dai ragazzi di Rita Borsellino.
A Catania era presente un «mostro sacro « della nomenclatura dell’oligarchia politica italiana, pure tra i più intelligenti e perspicaci,la senatrice Anna Finocchiaro che ha un ruolo di importanza politica come capo gruppo al Senato pari almeno a quello di Prodi; eppure la straordinaria capacità di Pancho,di esporre con chiarezza ,incazzata pacatezza, profondità direi quasi «ineluttabile» ragionevolezza di argomenti,l’ha costretta all’angolo di una difesa affannosa e sterile,mentre la platea sottolineava spesso con applausi l’adesione ai nostri ragionamenti.
Ciò significa che bisogna ora più che mai insistere e girare l’Italia in lungo e in largo,senza stare a lambiccarsi più di tanto ( come ahimè siamo spesso soliti fare) se il «vino»che produrremo sarà DOC al 100%. (e se i vignaioli che ci siamo scelti come compagni di fatica sono «certificati»..).
Bisogna soprattutto urgentemente cercare un nome nuovo,giovane e d evocativo per questa Lista nazionale.
E crederci,se questa è la strada che abbiamo scelto.
