di: Marcello Bigerna - COMUNICATO
Il referendum annullato dalla Regione Umbria sul taglio dei compensi ai consiglieri regionali è diventato quindi una questione nazionale, dopo il risalto dato dalla stampa. Italia dei Valori fa segnare «una vittoria ai proponenti ed agli 13 mila cittadini che hanno firmato la richiesta di consultazione popolare», poiché la vicenda che interessa il comitato referendario dell´Umbria, si sono aggiunti quelli di Sardegna ed Abruzzo, regioni in cui il problema del taglio dei costi della politica è molto sentito e dove sono state raccolte molte firme per indire il referendum, i cui rappresentanti locali saranno ricevuti a Roma.
«Di fronte al muro di gomma eretto da alcuni partiti per contrastare il sacrosanto diritto degli elettori di esprimersi - ha detto il segretario regionale di Italia dei Valori Alberto Laganà - il presidente della Commissione bicamerale per le Regioni Leoluca Orlando ha fissato per il prossimo 18 luglio l´audizione a Palazzo San Macuto dei comitati delle tre regioni per dire le loro ragioni e capire perché non è stato possibile indire il referendum».
Laganà ha anche sottolineato che «il partito dipietrista si schiera ancora una volta dalla parte dei cittadini che chiedono con forza di ridurre il pesante fardello e che alla fine si traduce in nuove tasse. Questo, insieme alla scarsa attenzione alla questione morale esplosa in questi anni in mille forme (neppure Veltroni ha affrontato il tema, ha detto Laganà), impedisce all´Italia dei Valori di entrare nel Partito Democratico e di continuare la propria battaglia affinché la casa della politica sia trasparente e popolare».
