di: Roberta Lemma Donatella Papi - www.comincialitalia.it
A settembre rincareranno molti beni di prima necessità: pane, pasta, latte e latticini, però perdindirindina, i deputati anche avranno la gioia di un rincaro, ma sullo stipendio, la loro busta paga si gonfierà di ben 800 euro. Non ho detto - sgonfierà - ma gonfierà.
Mi tornano in mente le scene di Ridolini, quelle in bianco e nero: bisogna pur ridere altrimenti rischiamo tutti una trombosi, da restarci secchi dalla rabbia. Voglio credere, anzi sperare non se ne faccia niente: ciò nonostante mi sento di fare una promessa a lor signori lettori.
Nel caso vedessi concretizzarsi tale furto ai nostri danni, vi giuro che a costo di andarci sola m´incateno davanti Palazzo Madama. Giuro che stavolta mi faccio passare per pazza, per isterica, per una con le rotelle tutte al contrario.
Altro che belle chiacchiere, speranze e buoni propositi: voglio sputtanarli agli occhi di tutto il mondo. Un atto dimostrativo inutile? Di certo sfogando avrei meno probabilità di farmi salire la bile in orbita.
No basta, se tutto deve ruotare nel senso opposto agirò anche io al contrario: non voglio più ragionare, non con questi ladri, sì ladri e ladri ancora.
Mi farò fotografare dai giapponesi, riprendere dagli americani: ridicolizzerò l´attuale politica italiana anche in Africa.
Gli italiani ci campano un mese con uno stipendio di 800 euro, ci crescono i figli, ci pagano le bollette, gli affitti mastodontici delle case pagate a peso di diamanti!
Con 800 euro al mese, noi poveri deficienti mangiamo, vestiamo, sopravviviamo.
Vergogna, vergognatevi luridi mentecatti incapaci e insensibili. Gentaglia, ecco cosa sono e come lì chiamerò, con un cartello alto legato sulla testa come un antenna parabolica a scritte cubitali.
Destra, sinistra, senatori a vita, dall´uscere al presidente della repubblica e per mio volere lo scrivo a lettere , minuscole perchè a mio avviso non meritano nessuna forma di rispetto, io non mi metto alla loro stregua.
Roberta Lemma Donatella Papi
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Ricordiamo che gli emolumenti dei parlamentari ammontano a 9mila euro mensili (stipendio più diaria), cui vanno aggiunti i 4mila euro di rimborsi più i forfait annuali (da 9 a 18mila euro), inoltre hanno tessere gratuite, gli omaggi, gli abbonamenti, il barbiere gratis e la buvette dove si mangia spendendo meno che alla mensa dei netturbini, come se non bastasse tutto questo, appunto, da fine agosto i senatori troveranno in busta paga 302 euro in più. I deputati alla fine dell’anno avranno un aumento medio di 815 euro in quanto un aumento c´era già stato a gennaio: 512 euro.
Molti diranno che sono aumenti dovuti. Certo: sono aumenti dovuti. Il fatto è che le retribuzioni dei parlamentari sono legate a quelle dei presidenti di Cassazione e ai loro scatti automatici. Ma non si può interrompere questo legame? E inoltre: non si possono «adeguare» anche gli aumenti dei presidenti di Cassazione?
Rammentiamo che per noi «mortali», da molti anni è stato interrotto il legame degli stipendi e pensioni alla scala mobile, quella «vera».

Allora si comprende meglio perché i servizi pubblici sono generalmente segnati da una differenza abissale tra il costo finale per produrlo, a carico della collettività, ed il loro valore effettivo. Il motivo sta nel disinteresse di chi lo amministra il quale mira a raccattare consenso politico più che a soddisfare i bisogni delle persone.
I servizi pubblici essenziali devono restare nell'esclusivo controllo della cittadinanza , di chi li usa, di chi sa indicare carenze e rimedi; di chi effettivamente li paga e se ne serve. Tutti questi signori, politicanti, giornalisti, docenti, professionisti, devono rimanere distanti dal bene pubblico ma soprattutto dalla sua amministrazione.