di: Gianguido Palumbo-Comunicazione e Cooperazione Internazionale
Ho letto con molta attenzione il Manifesto per il Partito Democratico scritto da 15 Saggi su incarico dei due Partiti protagonisti del progetto perché credo che in Italia sia positiva e necessaria una ricomposizione dei Partiti del Centro sinistra e spero nascano presto due raggruppamenti o federazioni o partiti, uno democratico riformista e uno più radicale, superando le tante divisioni e competizioni attuali.
1° Riflessione : la composizione dei Gruppo, le motivazioni della scelta, il rapporto fra i 15 Saggi e il loro lavoro per una necessaria trasparenza.
Perché solamente 3 donne su 15 quando alla fine del Manifesto si auspica che il nuovo Partito sia diretto dal « 40 % di rappresentanza minima per ciascuno dei due generi» ( ma, a proposito, il restante 20% da chi sarebbe composto da «Altri-e» ? ).
Sono molto felice comunque che fra i 15 e fra le 3 donne una sia Rita Borsellino che considero una delle teste e delle persone e dei «politici» migliori, veramente nuovi e ricchi nell´Italia di oggi.
Come sono stati scelti ? Hanno lavorato 4 mesi gratuitamente come «militanti» o pagati come consulenti professionisti o una via di mezzo ? Non avrei alcuna critica o stupore se sapessi che i 15 sono stati pagati per lavorare 4 mesi a scrivere il Manifesto ma seriamente vorrei sapere se e con quale investimento economico complessivo, per iniziare con un atto di trasparenza.
2° Riflessione : le parti più positive e innovative riguardano la sottolineatura forte dell´importanza del Mediterraneo e della Cultura nel suo complesso.
Ancora più decisamente che nel Programma elettorale dell´Unione, il Manifesto rilancia la necessità di valorizzare la componente meridionale dell´Europa non soltanto in modo retorico e inefficace.
Contemporaneamente si riprende con forza il ruolo della Cultura, dell´Istruzione, della Scuola, dell´Informazione, della Comunicazione e anche dello Spettacolo per la rinascita dell´Italia.
3° Riflessione : le parti più negative o deludenti riguardano la Legalità e la Criminalità Organizzata e gli Immigrati-Stranieri.
Di Legalità e Criminalità, Mafia, Camorra, Ndrangheta, Sacra Corona Unita e annesse, il Manifesto scrive un solo rigo all´inizio ( « ...il rispetto della legalità è troppe volte umiliato») e poi una decina di righe più avanti. Quindi una valutazione di parzialità e debolezza del fenomeno e del problema ma soprattutto una valutazione che non considera determinanti l´Illegalità e la Criminalità organizzata per l´economia, la struttura del nostro Paese, nel sud ma anche nel centro e nel nord, così come nella cultura e nella società italiana. La Legalità e la Criminalità vengono così presentate quasi come fenomeni parziali, separabili da altri, da affrontare con mezzi e progetti autonomi.
Di Immigrati e/o Stranieri in Italia invece se ne scrive in pochissime righe come un problema di rispetto, di miglioramento delle politiche di flussi migratori, di accoglienza e di decenza della loro vita. Non una riga sulla ricchezza della convivenza e lo scambio culturale, sulla forza positiva delle relazioni umane, sul meticciato fecondo, sul collegamento fra Migrazioni e Relazioni Internazionali e Cooperazione. Molto lontano da un bellissimo intervento di Umberto Eco ad un convegno nazionale sulla Cultura convocato dall´ex PCI o PDS ormai più di 10 anni fa, in cui l´ «Intellettuale d´area» dichiarava che l´unica vera grande sfida del prossimo futuro nel mondo per le Sinistre, per i democratici e progressisti sarebbero state le Migrazioni Mondiali dei Popoli e la loro gestione politica,sociale, economica e culturale.
Infine devo ammettere che avendo riletto solo pochi giorni prima di questo Manifesto 2007 per il PD un altro Manifesto storico molto famoso, quello di Ventotene del 1941 ( 66 anni fa ! ) scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, dedicato all´idea di una Europa Unita oltre le singole Nazioni ma anche ad un progetto di Società post Capitalistica e post Sovietica, nel confronto fra i 15 Intellettuali �Politici di oggi e i 3 di 66 anni fa, ciò che risalta nei Tre del 1941 è lo slancio, la sfida creativa e innovativa, la dose di rischio ( Spinelli era reduce da 10 anni di carcere e 6 anni di confino !!! ) nel firmare e proporre pubblicamente quelle idee che poi in parte hanno influenzato positivamente, forse troppo lentamente, il processo di creazione dell´Unione Europea ma anche la relazione politica fra tradizioni Liberali e Socialiste.
Nel Manifesto del 2007 per il PD vedo e sento poco « coraggio» poco slancio, poca energia e forse troppa «saggezza» mediatrice, come fra l´altro aveva già notato su La Repubblica di ieri E.Berselli.
