di: Marco Manneschi - Consigliere comunale Arezzo
L’idea può piacere ad una fascia importante di elettorato di opinione, è una idea apparentemente nuova e consente di fare (secondo alcuni finalmente) a meno dell’apporto della c.d. «sinistra radicale» nonché di altri «cespuglietti».
Io non voglio neppure attardarmi a considerare il prezzo che l’Italia sta pagando, da decenni, ad una classe politica che si distrae e distrae i cittadini dai problemi reali del paese e da come si affrontano per risolverli, incapace di guardare i superiori interessi comuni in quanto prevalentemente avvitata a guardare e curare i propri interessi, rappresentando, ogni volta, un differente spettacolo, che ricalca nella sostanza quelli del passato.
Prendo per buono tutto l’armamentario di ottime intenzioni che l’operazione propone e domando:
- dietro Veltroni (vice premier di Prodi nel 1996) non c’è la medesima nomenclatura che ha contribuito alla crescente disaffezione, quella nomenclatura che avrà le liste bloccate e che si accapiglierà ora per i posti sicuri?
- Come si pensa di passare dal riformismo delle parole a quello dei fatti, delle leggi utili al paese, se la punta di lancia, al momento, è la proposta della On.le Lanzillotta di affidare tutte le utilities al c.d. libero mercato, creando una gigantesca rete di oligopoli, ovvero di capitalismo «da tariffa» cui sono garantiti gli utili a spese dei cittadini a prescindere dai risultati? (anche l’europa, invece di creare aree franche dalla competizione divorando se stessa e mettendo fasce sempre più ampie di cittadini nella condizione di indigenza, dovrebbe incoraggiare le proprie imprese ad affrontare la competizione globale)
- Che fine hanno fatto e faranno le liberalizzazioni promesse da Bersani verso i c.d. poteri forti (banche ed assicurazioni)?
- Quali soluzioni per i giovani, la ricerca, il futuro produttivo di un paese in declino rispetto alle sfide della globalizzazione?
Si dice che si vogliono «sbloccare» i processi decisionali, paralizzati dal bicameralismo e dal frazionismo interdittivo dei micropartiti: forse è vero ma per darsi gli aumenti e proteggersi dai controlli della magistratura la capacità decisionale del nostro lento parlamento è stata fulminea!
Non sarà l’ora di smettere di affidarsi ciclicamente all’uomo della provvidenza?
