di: Claudio Gandolfi, Bologna
«Non ti curar di loro ma guarda e passa"»
Al di là del balletto dei numeri che lascia il tempo che trova, non credo abbia molto senso meravigliarsi oggi del fatto che tante persone siano scese in piazza – molte per la prima volta – per protestare contro questa finanziaria e per ribadire la volontà del centro-destra di rimandare a casa il governo Prodi, del resto nello stesso nostro centro-sinistra il mal di pancia è forte ed alcune manifestazioni politiche «contro» sono già state fatte: pensiamo al corteo dei precari di 2 settimane fa con la presenza tra i manifestanti di alcuni sottosegretari e lo sciopero dei pubblici dipendenti con la manifestazione dei sindacati confederali, gli stessi sindacati che oggi qualcuno sul palco ha avuto il coraggio e la sfrontatezza di accusare di essere gli autori occulti della finanziaria stessa.
Io non sono meravigliato perché penso sia la naturale conseguenza dell´esito delle elezioni di aprile che ci hanno consegnato un Paese spaccato a metà, lo sapevamo e la manifestazione di oggi ne è l´atto politicamente più plateale.
Debbiamo preoccuparcene dal punto di vista politico? Se penso alle parole ed alla sostanza del discorso di Berlusconi, no! Una mezzora di buona oratoria piena di retorica, luoghi comuni e cose già dette e ripetute negli ultimi 10 anni; volendo sintetizzare in uno slogan il vecchio e ritrito:«Dio, Patria e Famiglia», quindi niente di nuovo sotto il sole.
Mi preoccupa invece il richiamo fatto più volte da lui ed anche da Fini al supposto sentimento di «odio» che noi nutriremmo nei loro confronti e della metà degli italiani che rappresentano.
Non commettiamo l´errore di correre dietro alle loro parole, non avventuriamoci per l´ennesima volta nel coro delle smentite, dei distinguo, dei non è vero, non cadiamo nel tranello di Berlusconi che vuole spostare l´asse del ragionamento sul suo terreno, quello del qualunquismo e delle non-verità dove lui è bravissimo e noi siamo sconfitti in partenza.
Se siamo sicuri della bontà delle nostre idee ed altrettanto sicuri dell´intelligenza degli italiani non perdiamo tempo a correre dietro a queste provocazioni, continuare a lavorare onestamente, con lealtà e trasparenza tenendo dritta la barra sul nostro programma, sarà la realtà dei fatti e delle azioni a darci ragione o torto ed al momento opportuno gli italiani giudicheranno;parafrasando Dante che ha affidato a Virgilio il commento nei confronti dei primi peccatori incontrati prima di varcare le porte dell'Inferno, suggerisco a Prodi (e agli altri miei politici): «Non ti curar di loro ma guarda e passa».
Claudio Gandolfi, Bologna
clgand@libero.it
