di: Anna Edna Russo - Liberacittadinanza
Gli ultimi giorni, e forse è un male che non nuocerà, sono sommersi e avvelenati da un pericoloso, continuo reflusso di indecente volgarità dal versante destrorso e ciò ha provocato, nel contrapposto WV, un tardivo rigurgito di Rispetto delle Istituzioni, creature ed eredità della nostra Storia. Inevitabile e insopprimibile però ci assale tristezza mista ad uno strisciante senso di colpa per aver permesso l’indebolimento e l’estraniamento della Sinistra, comprendendo com’è evidente, di fare un salto nel vuoto dopo essere stati bersaglio di una colossale presa per i fondelli, rigorosamente bipartisan ma, diabolicamente concertata, originariamente e ancora, con finalità coincidenti: politica d’appoggio a potenti oligarchie economiche in cui prevalgono sempre più il profitto, lo sfruttamento, la guerra e la mercificazione selvaggia dell’esistente, dismesso come bene e spogliato del valore che invece deve riacquistare, soprattutto quando si decide dell’ambiente e della salute. Non saranno quindi le caratteristiche morali disperse e sopra rimpiante a dettare gli ultimi colpi agli «avversari». Dovrà riscoprirle e recuperarle Veltroni se, come dice, sente l’incollatura sempre più stretta, e gli serviranno per parlare e guardare nel modo giusto alle diverse sensibilità «civili» che, puntuali, lo interpelleranno. Il vecchio satrapo e l’eterno maturando, entrambi privi di buona strategia, per propagandarsi, hanno precipitosamente seguito il filo dell’improvvisazione e, l’uno già pronto con il fedele staff aziendale completo di ramo legale, l’altro più picarescamente come su un set di Cinecittà in continuo allestimento, strada facendo hanno dinamicamente adottato, forse obbligati dagli umori delle loro Piazze, una scelta di stile, da una parte tuttora discutibile ma dall’altra offensiva e inaccettabile, -irricevibile- come dice S.B.
La forte e diffusa richiesta di legalità e difesa Costituzionale cozza contro la minaccia autoritaristica e antidemocratica del PDL. La sottilissima differenza, ancorchè solo formale, suggerirà e permetterà la scelta più indolore, certamente sospensiva e non risolutiva, è innegabile, ma attingendo un residuo del coraggioso ottimismo di Camilleri, in qualche modo amputativa ma non compiutamente suicida. Al rischioso punto di non ritorno a cui siamo stati trascinati e rischiamo di precipitare, dobbiamo considerare come ultimo baluardo di esercitazione democratica da difendere, la possibilità di critica e dissenso che col maturando -forse- potremo permetterci nell’immediato futuro. La speranza non la offre però il disinvolto liberista Uòlter, rivolto ad alte ed altre sensibilità che non le nostre, ma lo stesso Berlusconi, come sempre sinceramentebugiardo e contraddittorio, mutevole, forse in crisi estetica o in fase andropausica che, con la sua confezione ben radiografata, millimetrata e spudoratamente mostrata, come direbbe il buon Zamberletti sta tracimando spaventosamente, ed essendo egli tutto fuorchè stupido, non si comprende se la cosa sia del tutto involontaria, pare proprio che il cavaliere nero stia pericolosamente sfidando e provocando il buon senso e l’intelligenza dell’italiano comune che, non essendo il coglione e nemmeno il grullo che lui vorrebbe, saprà regolarsi. Tolta la sua grassa e bavosa compagnia di paggi e cortigiane, anche un moderato elettore del vecchio centro destra si sentirà oggi umiliato e minacciato dalle sue sparate, assolutamente fuori metafora e prive dello humor che dovrebbe seppellirci ad ogni sua risata.
Chi ha senso e rispetto dello Stato lo può solo evitare come un morbo pericolosissimo. E bisogna dargli atto di non dissimulare né edulcorare le sue intenzioni prossime, il bravo di arcore è sufficìentemente chiaro nell’illustrazione dell’italia che ci ritaglierebbe se…Ma chi darebbe fiducia ad un ossesso del genere? Sentendolo blaterare inconsultamente come fa, si scapperebbe infastiditi anche se fosse, invece che candidato alla presidenza del Consiglio, semplicemente un occasionale, innocuo monologhista come ne capitano sulle panchine dei parchi pubblici, invece il -savio- generalissimo di Brianza, non sazio del partito azienda, sulla scìa del longevo Caudillo di Spagna, ha manifestato apertamente, attaccando il Presidente Napolitano, l’intenzione d’impossessarsi dell’Italia. Davanti al delirio d’onnipotenza chiunque dovrebbe scappare terrorizzato, abbiamo tristi esperienze per buone maestre e nessuno può desiderare di realizzare la SUA Italia. La Storia l’hanno fatta uomini d’altro stampo ed è ancora fresca, dobbiamo respirarla e trasmetterla ai giovani, non farla cancellare e riscrivere a dei condannati che, ovunque nel resto del mondo, perderebbero il diritto di parola che per pudore forse nemmeno chiederebbero. E’ l’italia di Berlusconi, che non serve agli italiani.
Non s’intestardisse nella politica gli si augurerebbero 100 e uno anni , ma se uguagliasse Franco e con lo spauracchio del 5+7=12…orrore e terrore! E tanti cominciano a vedere chiaro, proprio mentre lui si offusca e sragiona come nell’ultima rappresentazione da vespa, dove forse avrebbe veramente avuto bisogno di supporto e controllo medico. Ha dato uno spettacolo impietoso e grottesco di sé, nonostante l’isterica alternanza di riso e parole, parole e riso e la sonora presenza della claque, ha comunicato e mostrato l’aspetto di un cadavere americano uscito dalle mani del truccatore, ha parlato con innaturale carica e minacciato, delazionato, mentito, ancora offeso, irriso e minacciato, tutto con occhi introvabili, inespressivi e muti. Forse per la prima volta è riuscito a far pena e tanti, pur sapendolo, si saranno chiesti COSA glielo faccia fare, sicuramente la propria famiglia comincerà a preoccuparsi del suo stato di salute -fisica-. Domani...potrà essere pareggio e ingovernabilità, possibile breve gestione affidata a tecnici, quand’anche malauguratamente si imponesse inevitabile, da tanti temuto, da altri auspicato, un governo di larghe intese, da noi avrebbe vita breve e sofferta, non c’è tra i due grandi Partiti la maturità culturale e il livello politico per trovare equilibrio democratico. A sorpresa, nel rush finale, l’apprendista stregone pasticcione e disordinato potrebbe convincere, aiutato e referenziato dalla ineccepibile credibilità morale di personaggi significativi per l’impegno nell’antimafia, nella difesa dell’informazione e della Giustizia, nella promessa di risoluzione del conflitto d’interesse etc. E se Veltroni, nonostante Walter, grazie al prestigio personale di quei pochi nomi presenti nell’IDV dovesse farcela, come si comincia a percepire, ci sarà spazio per riaprire un lungo e serio discorso civile che dovrà riprendere vecchi temi da riordinare e portare a termine, con il reintegro e la partecipazione di chi oggi è escluso, le sentinelle recuperate in corner, non avranno la pazienza di Drogo, lo marcheranno stretto e per conto nostro gli ripeteranno quanto da lui detto a proposito di Silvio: «We know our chicken».
