di: Valfredo Cappella - Milano
vi invio questa mail sperando che possa servire ad aprire le menti di tutti noi.
Dopo essere stati privati della dignità, dei diritti e perfino dei doveri, verso la fine del 1800 abbiamo riposto le nostre speranze nel socialismo per un effettivo cambiamento. Magnifico, finalmente un ideale universale in grado di rappresentare le istanze dei lavoratori.
Purtroppo, come ben sappiamo, lo stesso socialismo non è riuscito mai a fomentare più di tanto la sua natura internazionale e , nel corso della storia si è perso in giochi di potere, trasformandosi in occasione per dominare, anzichè rappresentare, attraverso una via nazionale al socialismo che ha sempre snaturato l´appartenenza di campo politico del socialismo stesso. Abbiamo assistito alla sconfitta di Gramsci nei confronti di Togliatti e da qui, leggittimato non la dittatura del proletariato ma, piuttosto quella sul proletariato.
Abbiamo assistito impassibili alle menzogne di Ungheria e con altrettanta noncuranza, perchè preda dell´orso rosso, abbiamo lasciato che i DeMartino e i Lombardi fossero messi da parte non da uno che socialista non era, ma piuttosto da un uomo che, per interesse, non si poneva nessun limite nel tessere rapporti con il mortale nemico.
Non era il solo, è stato capito dopo ma, non era il solo.
Sbagliò pure Berlinguer più nell´affannosa ricerca del compromesso storico, che nel sostenere ad oltranza la marcia dei 40000.
Sbagliarono Craxi, Martelli, D´alema e Veltroni in quel camper e sbagliarono Occhetto e Bertinotti: il primo , nel non voler ricercare Il suo oltrismo con la massima determinazione, anche a costo di produrre un ulteriore strappo, il secondo per continuare ad inseguire un sogno che era ormai finito.
Si, perchè quando la parte avversa e definitivamrente sconfitta, bisogna avere il coraggio di cambiare radicalmente, cosa che non è avvenuta nella realtà ne per gli USA, ne tanto meno per IL PCI.
La storia ha detto e non ha detto del tesoriere del PCI e per alcuni versi ci ha potuto illustrare perfino del consigliere missino della SEA, della Atletica Fiamma e dell´allora autista di Bossi.
La storia ci ha anche raccontato come la corruzione sia riuscita a dilaniare e travolgere il più grande partito socialista europeo, quello che recita Obrero nella sua terza dicitura.
Il Psoe e il suo leader, erano riusciti a risollevare la nazione spagnola e a costruire quei tre pilastri sociali e cioè sanità , pensioni ed istruzione che ancora oggi sono vanto e frutto del progetto socialista.
Nonostante questo la corruzione è riuscita a diligare anche lì, portando al potere l´inconsistente partito popolare e creando nel contempo quello che per reazione, insieme alla Royal, e stato l´unico fenomeno positivo della storia socialista e dell´intera sinistra europea degli ultimi dieci anni, Linke a parte.
Zapatero è colui che migliorerà ulteriormente la Spagna e che noi non potremo mai avere perchè, anche se non vogliamo ammetterlo, sotto sotto, il bene comune al quale teniamo maggiormente è ...il nostro e quel che è peggio e che non sappiamo mai cogliere le opportunità quando ci vengono concesse.
Invece di entrare in massa nel nuovo movimento di sinistra democratica e, incominciare da lì a scardinare il sistema, ci illudiamo, nel nostro paese di parlare di legalità, morale e tutto il resto restando in disparte.
Errore mortale!
Mussi e gli altri non saranno certamente degli angeli, ma non hanno sicuramente il pedigrèe e le "attitudini morali " di moltissimi piddì.
Peccato, vorrà dire che per miseria e per durata, batteremo il record della Thatcher.

Resta il fatto che:
- La democrazia (non solo in ITalia: nel mondo occidentale) e' in pericolo. Ed il pericolo viene dai partiti politici e la loro tendenza oligarchica che li spinge (per vcincere la concorrenza tra di loro) ad impadronirsi di piu' potere.
- ho finito col conoscere vari sociologhi che in passato (come Ostrogorski) si sono interessati del tema: democrazia e dinamica dei partiti. Il problema della crisi della democrazia, e della degenerazione oligarchica dei partiti, e' mondiale e coinvolge la democrazia, e la civilta' occidentale. Non "la sinistra".
- ritengo che i temi del "costo della politica" e degli "strumenti della democrazia", debbano essere affrontati in organizzazioni TRASVERSALI di CITTADINI, e non all'interno dei partiti (che sono parte in causa).
- I partiti inoltre si debbono interessare di TUTTI i problemi della societa', senza potere UNIRE i cittadini su SOLO ALCUNI TEMI: soltanto quelli di cui i partiti non possono interessarsi se non in modo autoreferenziale (e lo fanno: ma in direzione opposta a quello della difesa della democrazia).
- Per questo mi sono iscritto a liberacittadinanza. Un movimento di cittadini, in difesa della democrazia.
Certo che poi . . . se questo, in cui speravo, per varie ragioni non lo si FA. . . .
Per parlare in "sinistrese", rivolgendosi esclusivamente a "gente di sinistra", . . . allora e' piu' producente entrare in un partito di sinistra.
Resta il fatto che l'esperienza ormai planetaria e piu' che secolare ci dice che i partiti si interessano di democrazia (e lo fanno effettivamente in modo TRASVERSALE) per affossarla.
Non si puo' arrestare la "deriva oligarchica" dei partiti dall'interno dei partiti.
Sarebbe come cercare di sollevarsi da terra tirando su con le mani la cintura dei pantaloni.
Leonello
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