di: Raffaele Barki - www.unasinistrauna.com
Questa interessante inchiesta di Mauro Montanari, che trae alcune informazioni da un articolo di Marco Lillo de l’Espresso, e diffusa in rete dal Cantiere di Napoli, spiega molto bene quali logiche perverse spingono i piccoli partiti a resistere a qualsiasi forma di aggregazione e di evoluzione politica e spiega quindi il comportamento, apparentemente contraddittorio, dei Diliberti, dei Pecorari dei Dini, dei Mastelli e, voci d’ultim’ora, dei Bertinotti, nei confronti della proposta di andare al voto con una più igienica legge elettorale.
Il busillis sta proprio nel fatto, che una visione saggiamente garantista, nei confronti delle minoranze parlamentari, è stata nel tempo stravolta, trasformandola in un clamoroso incentivo a costituirsi in super finanziate micro cellule. Le logiche non sono più politiche, visto che qualunque imbecille capirebbe gli immensi vantaggi politici di un grande partito unico della sinistra, ma da consiglio di amministrazione di medie aziende con fatturati enormi e monopoli territoriali da proteggere.
Ecco l’interessante esito dell’inchiesta:
Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L’Udeur, in quanto partito votato dall’1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama «Il Campanile», con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell«Espresso, che ha fatto un»inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula.
Dice ad esempio il primo: «Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!». A che serve allora -direte voi- un giornale come quello? Serve soprattutto a prender contributi per la stampa.
Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000 euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? Insisterete ancora voi. Che farà? Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista vero, insomma. E così ha fatto vincolandolo con un contratto da 40.000 euro all’anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete! Che c’entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine. Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato? L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!
Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur. Siamo nell’aprile del 2006. Da allora -assicura l’editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile. Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141.000euro per rappresentanza e 22.000euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta. Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità, e soprassiedo, per ragioni di tempo e di spazio, alla vicenda della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.
Ma queste sono davvero piccole cose. La testata di partito è un minuscolo esempio dello spaventoso turnover di un’organizzazione partitica. Avete una vaga idea di quanto possa costare riempire l’Italia di poster 3 x 6, come ha fatto rifondazione, per promuovere il sito SX o come ha fatto più recentemente il PDCI per dire «pensioni per tutti»? Milioni di euro! Voi pensate davvero che a Dini importassero i suoi stupidi dieci punti «irrinunciabili» lanciati a Natale a Prodi? O che al mummiaro importi davvero la questione identitaria? La usa in modo del tutto strumentale al mantenimento di privilegi astorici. Per questo, cari amici e compagni dobbiamo fare da noi. Il partito vero della sinistra non può arrivare dagli Amministratori Delegati dei «Partiti s.p.a.» . Non lo faranno mai. Su le maniche, questo è il nostro lavoro, l’abbiamo già fatto e lo rifaremo, ma stavolta, fanculo la Binetti, analizziamo bene l’embrione!!!
