di: Anna Edna Russo
Era il ritratto reale della Calabria di allora, purtroppo - come constatiamo - immutata perché, ultime cronache ben esplicitano, ancora inglobata nel vecchio sistema tentacolare, regione da sempre ostaggio di intrecci politici -economici -mafiosi. Oggi quel vecchio filo si dovrebbe finalmente spezzare.
Il cambiamento dei tempi e la conseguente possibilità di reazione e ribellione è segnata non già dall’usura del filo, sempre ben tessuto, bensì dai mezzi di comunicazione. L’eloquente, perentorio, minaccioso titolo, rendeva perfettamente l’impossibilità, all’epoca, di uscire dal gorgo, coacervo di potentati, protetto dal vecchio scudo dell’omertà impaurita o asservita e dalla conseguente inevitabile resa.
Un debole riscatto-ripiego, già mutilato dalla rinuncia alla lotta, perché impari e dunque inutile, il perdente Chisciotte lo poteva cercare solo fuori dai propri confini, abdicando, quindi con la fuga e l’abbandono delle proprie radici.
Dopo la prima puntata, la telefonata del potente -regionale- di turno bastò a far ritoccare e ammorbidire la buona ma scomoda sceneggiatura (nobilitata peraltro dalla magistrale interpretazione del maestro S.Randone) che efficacemente denunciava quel cancro allora ancora giovane ma lasciato colpevolmente invecchiare fino ad esplodere oggi con effetti deflagranti che investono diversi, essenziali settori vitali della Società civile; allora però occorreva coprire, quindi bisbigliare senza urlare, per non danneggiare, questa la giustificazione, l’immagine della bella regione.
Per l’epoca è stato un lavoro coraggioso ma presto archiviato, i limitati mezzi di comunicazione l’hanno privato della ben più vasta eco che avrebbe meritato per incidere sull’opinione pubblica e scatenarne la pressione che avrebbe potuto, forse, se non bloccare, perlomeno controllare e arginare i molteplici, invasivi e pervasivi malaffari "dell’onorata società" che, nel silenzio assenso, si sono irrobustiti fino a diventare sistema, suffragato e consolidato dall’innegabile connivenza politica che li ha fatti proliferare, espandendoli.
Noi oggi, contro la deformazione mistificatoria e la disinformazione possiamo amplificare la verità, battendo il tamburo della rete, agire soprattutto, coadiuvando fattivamente i movimenti per la Giustizia e la Legalità e, con questi, dobbiamo sostenere e dare dignità all’impegno e alle aspettative dei ragazzi di Locri, ai parenti delle vittime della mafia, all’onesta professionalità dei De Magistris, i Woodcock e le Forleo, e dobbiamo difendere, sempre, il nostro diritto all’informazione -compreso l’uso necessario e perciò irrinunciabile delle intercettazioni - per non dover mai tornare indietro.
Una seria Istituzione Politica, corrispondente al dettato Costituzionale non può temere alcun controllo, deve spontaneamente render conto del proprio operato ancor prima che il cittadino dubiti. Tutte le forze oggi impegnate nell’agone elettorale tendono invece violentemente a cancellare decenni di lotte per un ritorno al passato. Se, come promette l’esagitato, imbellettato, capellone rialzato di arcore, gli si permetterà di rimetter mano alla giustizia e all’informazione, sarà buio e silenzio.
Lui, da sempre allergico e intollerante alle leggi, già ora, ben sappiamo, occupa allegramente con Rete4 le frequenze spettanti ad Europa7 di proprietà di Di Stefano, in evidente contrasto col diritto comunitario e dunque illegalmente. Gli oliati e ben allenati avvocati della Casa Libera sono già pronti a scattare ad Aprile in Parlamento in formazione calcistica completa di riserve, dove, istantaneamente e indubitabilmente, depenalizzeranno toutcourt la corruzione.
I semper fidelis t-v-emonti e brunetta lavorano alacremente alle balle con cui riempire l’opuscolo favolistico che verrà distribuito agli italiani col nome di programma e giurano, disappvovando con ovvove le 283 pgg di Prodi (che per la verità, per colpevole immobilismo di alcuni e spudorati ricatti di altri, non hanno mai preso forma di vita, deludendo così tutto l’elettorato) il loro sarà chiaro e conciso, io posso invece temere pericolosamente INCIDENTE sulla Democrazia.
Chiaramente hanno libertà guidata e vigilata, lo stilano sotto dettatura dell’immortale irreo, adamantino silvio, già ispirato, com’era facile prevedere, dalla fu Rosa Bossi, la madre più condogliata d’Italia e quindi già Santa e guida. Il miracolato Apicella inciderà una versione strappacore di "mamma, son tanto felice!" in cofanetto azzurro da allegare al programmino per convincere i sentimentali.
Sappiamo quanto amino la Famiglia certi Padrini, ne hanno più d’una e ucciderebbero per essa. E poi c’è il nuovo, il Weltroniano P.D. che, mai avrei sospettato data la visibile flaccidità di Uòlter, un-duè, con un inaspettato rovescio sinistro ha dato un bel rovescio a quel che restava della Sinistra, abbandonandola -coraggiosamente- per strada e vorrebbe convincerci di operare una grande INNOVAZIONE, ma come crederci se usa la vecchia logora MEDIAZIONE e sempre con gli stessi logori INTERLOCUTORI?
PD E PDL hanno tutta l’aria di simbiotiche, complici gemelle, tanto che fondendo le due sigle diventano Pidieller, R in parallelo ossequio e sempiterna osservanza a Ruini e, mentre loro flirtano ballando il loro dadaumpa clericalconfluittualconfindustriale, nel poco tempo a disposizione - NOI SINISTRA - dobbiamo assolutamente chiarirci, unirci e rafforzarci perché non si realizzi ciò che l’ingrata o smemorata Finocchiaro anticipava in un intervento fatto a Genova nel 2007, quando diceva che i residuati di sinistra -IO -VOI -NOI -SPERO TANTI- siamo pezzi di un vecchio Partito del 1921 ormai da liquidare.
Liquidarlo a Berlusconi? Al Vaticano? Alla Confindustria del solo profitto? Mai.
Torniamo scolari e facciamo un veloce ripasso della nostra Storia, non possiamo permettere al vecchio privilegiato teenager Uolter, nato con le Tavole del comando e il microfono del verbo, di spogliarci della nostra ideologia, orgogliosa ideologia di raffronto e confronto. Il convertito Walter, mai stato e mai sospettato d’esser comunista, non può toglierci anche la possibilità di contrapposizione se solo questa, ed è così, chiarisce il nostro spazio di pensiero e d’azione.
Parlano tutti di una surreale convergenza, destra -centro -sinistra (quel poco che resta) abusando della parola e ignorando che, casomai, dovrebbero convergere col bene del Paese, altrimenti lascino il termine ai gommisti di mestiere che la sanno realizzare e allarghino la loro rotazione politicolessicale con termini più realistici e comprensibili. E noi sapremo, necessariamente e senza divieti, dignitosamente contrapporci.

GIUSTAMENTE le esperienze del tempo hanno portato modifiche,aggiornamenti,miglioramenti, ma di qualunque esperienza è fondamentale tramandarne perlomeno gli aspetti positivi che,credo,chiunque e qualunque idea politica ne è portatrice. Tutto questo per dirti,permettimi il tu,che la sinistra non sta riuscendo a trasferire generazionalmente quanto di buono ha fatto e quanto di giusto le è rimasto. A tal proposito mi viene sempre in mente l'intervento di una ragazza al congresso di cambiamento del nome e diceva, per sintetizzare,questa giovane secondo me portatrice dei sentimenti giovanili, che la sinistra non sà più far sognare i giovani figuriamoci le persone comunque a vario titolo inserite nel tessuto sociale.Io ancora non ho deciso se e cosa voterò ma permettimi di farti notare l'adeguamento al sistema anche della sinistra.Per anni non è stato più possibile fare una politica minimamente di sinistra.Tu sai dirmi perchè? Coloro che si apprestano a candidarsi sono gli stessi da anni,sono quelli che hanno avuto incarico dagli elettori "di sinistra" ad applicare un programma "di sinistra"loro sono in grado di dirmi perchè? LORO SONO GLI STESSI DA ANNI.LORO NON HANNO FATTO NULLA PER ANNI,anzi hanno permesso che la parte più corrotta e mafiosa del paese si facesse delle leggi ad hoc.Questa è la realtà INCONFUTABILE.
Scusa ma c'è bisogno di persone nuove,giovani,oneste,coerenti che portino un minimo di sinistra in questa Italia martoriata, perchè anche la persona più ottimista del mondo non credo possa avere fiducia nel panorama politico italiano, dalla sinistra al centro e tantomeno a destra.Io da cittadino, non saprei di quale categoria,ormai preferisco non considerarmi più un cittadino italiano dato il trattamento e defraudato anche della qualifica di elettore in quanto non ho alcuna possibilità di scelta a causa di una legge elettorale che spoglia la figura dell'elettore e lo riduce ad un votante asettico numerico, dicevo, ovviamente io cittadino non ho alcuna capacità ne possibilità di decidere e tantomeno cambiare nulla.
MA COLORO " di sinistra ", E NON SOLO, CHE SI VANNO A CANDIDARE SI RENDONO MINIMAMENTE CONTO DELLA SITUAZIONE IN CUI VERSA L'ITALIA ?
Tutto questo per dirti che io sono e rimarrò di sinistra, che cercherò di migliorarmi, ma tu o coloro che si definiscono di sinistra,secondo te in questi anni hanno saputo dare una qualche risposta ? Come potranno oggi, se sono gli stessi, ad attirare anche nuove persone nella sinistra ?
Tu e qualcuno di quelli che si stà candidando daranno una risposta a queste mie domande a questi dubbi che non credo siano soltanto miei ?
Comunque
un
sincero
e
sentito
saluto
a
tutti
ANCHE SE NESSUNO MI RISPONDERA' MAI