di: Elio Veltri - Unità 20 agosto '06
La vicenda dell´indulto, che continua a interessare molti elettori di centro sinistra, è stata l´occasione per riproporre il tema della «Questione Morale». Tra gli altri sono intervenuti su l´Unità Antonio Tabucchi e Massimo Brutti che ha scritto: «Questione morale: non è altro che questo il tema posto al centro di molte lettere all´Unità, a proposito dell´indulto approvato in Parlamento». Sono d´accordo, così come lo sono su altri punti .dell´articolo: non può essere il diritto penale a risolvere le questioni che deve risolvere la politica; è necessario porre in primo piano nell´agenda della maggioranza e del governo un progetto di riforma morale che deve riguardare le classi dirigenti; è il momento di rendere trasparenti tutte le fonti di reddito degli eletti rendendo più penetranti le misure previste per i parlamentari; i candidati rinviati a giudizio per reati gravi devono farsi da parte.
Innanzitutto pongo una questione di metodo che riguarda la politica degli annunci (bisogna fare, faremo, è necessario approvare... ecc), senza parlare mai degli impegni precedenti e delle realizzazioni di quegli impegni. Mi pare che anche Massimo segua questo metodo. Enrico Berlinguer nel 1981 disse che la questione morale consiste nella occupazione dello Stato e delle istituzioni da parte dei partiti. Se poi ci sono nell´amministrazione e nella politica dei ladri, aggiungeva Berlinguer, vanno «scovati» e messi in galera. Da allora, l´occupazione dello Stato da parte dei partiti è diminuita o è aumentata? E da allora i partiti che sono nella coalizione di centro sinistra hanno partecipato alla «occupazione» utilizzando il manuale Cancelli, sì o no? La risposta la fornisce con le cifre il libro di Salvi e Villone sui Costi della Democrazia. Oltre 300 mila persone nello Stato, nelle Regioni e negli Enti locali vivono di politica determinando una espansione insopportabile dei costi della politica e uno stravolgimento della struttura, della funzione e della democrazia interna dei partiti. Per ritornare nell´ambito della normalità costituzionale, a mio parere, è necessario affrontare la questione della responsabilità giuridica dei partiti e quindi del controllo esterno da parte di un´Autorità sui finanziamenti, i bilanci, il rispetto degli Statuti e delle minoranze, i criteri della selezione della rappresentanza, che tanto spazio ebbe alla Costituente. Nella legislatura 1996-2001 furono presentate due proposte di legge: Mancina e Veltri, che non ebbero fortuna. Nelle proposte di Brutti non c´è alcun accenno al problema che ritengo, e non sono il solo, di cruciale importanza.
Quanto agli «annunci» più recenti rimasti tali, ne ricordo alcuni.
- L´approvazione di un codice di comportamento all´interno della coalizione. Se ne parla da tempo, sono stati assunti impegni pubblici e tutto è rimasto come prima.
Nel 2004 la presidenza del Cantiere aveva consegnato un testo scritto a Romano Prodi che l´aveva condiviso e nel 2005 ha organizzato un convegno largamente partecipato mettendo a confronto il codice Zapatero con il Codice etico che nel 2004 era stato dato a Prodi. In quel convegno tre segretari di partito del centro sinistra (Pecoraro Scanio, Diliberto e Giordano) oltre ad altre personalità come Salvi, hanno dichiarato di essere d´accordo. Nello stesso anno Romano, in una lettera a me indirizzata, pubblicata nel libro Il topino intrappolato scriveva: «I dati che tu ricordi sono la prova del costo che l´illegalità fa ricadere sulla nostra economia e sulla nostra capacità di creare sviluppo. Non so dirti, ora, se le dettagliate proposte che tu avanzi, e tra tutte quella di attribuire una specifica responsabilità a un ministro ad hoc o a un incaricato del presidente del consiglio all´interno del governo al contrasto delle pratiche illecite, potranno rientrare in un programma di governo. La stagione ampia di discussione che abbiamo aperto darà risposta anche alla tua domanda. Quel che è certo, e su questo sono dalla tua parte, è che l´etica e la morale devono tornare ad essere categorie centrali del nostro vivere in società. Dell´economia come della politica». L´Unità aveva considerato tanto importante e significativo l´impegno assunto dal futuro presidente del Consiglio in piena stagione berlusconiana, che pubblicò la lettera di Prodi in prima pagina e con rilievo. Sempre nel 2005 un appello sulla questione morale per l´adozione di un Codice Etico, firmato da Sylos Labini, Giovanni Sartori, Enzo Biagi, Antonio Tabucchi e da me, ampiamente ripreso dalla stampa nazionale, ebbe il consenso pubblico di Prodi e di Fassino, ma, ancora una volta, non se ne fece nulla. - II governo Prodi ha superato tutti i precedenti per numero di poltrone (102). Eppure ad ogni formazione di governo noi tutti avevamo chiesto la riduzione dei ministri e dei sottosegretari. Non si poteva fare un governo sul modello Zapatero: meno ministri e sottosegretari e più donne?
- L´indulto è stato utilizzato e verrà utilizzato, anche in futuro, da numerosi parlamentari condannati e inquisiti e non solo da Previti. Considerati i tempi della giustizia ne avremo per dieci anni. Liberazione, quotidiano di Rifondazione, ha parlato di «scambio di prigionieri» e Caruso, deputato di Rifondazione, ha dichiarato al Corriere della Sera: «Sì, ho avuto l´indulto e adesso aspetto l´aministia». Il conflitto di interesse fa parte o no della Questione Morale? Di quali prigionieri si parla? Di persone che hanno commesso reati comuni e gravi: qual è lo scambio? Ricordo che quando si prospettò lo scambio di qualche br con Aldo Moro si disse di no e Moro non aveva commesso alcun reato. Caruso era bambino, ma alcuni che hanno parlato di scambio di prigionieri erano militanti del Pci e favorevoli alla linea della fermezza.
- Delle spese con denaro pubblico del matrimonio del figlio del ministro della giustizia ho già parlato in una lettera a l´Unità.
- Nei giorni scorsi Calabria ora, quotidiano calabrese molto coraggioso, si è occupata della giunta Loiero perché il consiglio regionale ha votato un codicillo che prevede di non pubblicare più sul Bollettino della regione le spese, le assunzioni, gli appalti e quanto richiede grande trasparenza. Il giornale, diretto da Paride Leporace, con un titolo a tutta pagina «I segreti del Bure» sottolinea che d´ora in poi nessun cittadino calabrese saprà i nomi degli assunti, i rapporti di parentela, i costi degli apparati, i nomi delle ditte che vinceranno gli appalti e denuncia la svolta antitrasparenza della giunta Loiero che di questi temi aveva fatto il suo cavallo di battaglia.
