di: Peter Gomez e Marco Travaglio - da "Inciucio" Edizioni BUR
Riportiamo due spaccati della prefazione e dell'introduzione del libro "Inciucio" di Peter Gomez e Marco Travaglio, la cui prima edizione è stata pubblicata nel novembre 2005, per mettere in evidenza, purtroppo, la lungimiranza degli autori sulla situazione politica dopo la vittoria del centro sinistra.
Stralcio dalla prefazione di Giorgio Bocca:
E' dall'inizio dell'era Berlusconi che questa sinistra ipocrita fa campagna contro chiunque si opponga al suo bipartisanismo, al suo doppio gioco. Per anni Furio Colombo e la sua "Unità" sono stati considerati da questa sinistra i nemici numero uno, peggio degli eredi di Salò, peggio dei terroristi neri. L'argomento decisivo e sintetico usato dal riformismo cialtrone era:"Colombo fuori dai coglioni". MarcoTravaglio e Peter Gomez non sono solo dei nemici, ma una malattia, fanno venire l'orticaria. La sinistra intransigente è una sorta di setta diabolica, da isolare, da emarginare, da confinare nel silenzio, da tener lontana dalle televisioni e dalle comunicazioni.
Stralcio dall'introduzione di Gomez e Travaglio:
Ma siamo certi che che, caduto Berlusconi, l'Italia riconquisterà come per incanto le libertà perdute? Sarebbe disonesto raccontare simili fiabe della buonanotte. Se Berlusconi è arrivato fin qui, è perché a sinistra tanti, troppi gliel'hanno permesso. Non sappiamo se l'han fatto gratis oppure no. Ma, nell'un caso e nell'altro, c'è poco da stare allegri.
Se chi ha fatto inciuci nella passata legislatura e poi, nel 2001, ha perso le elezioni fosse andato a casa, come avviene dappertutto fuorché in Italia, potremmo permetterci il lusso di attendere con fiducia il ricambio, l'alternanza. Non è così; quanti si candidano a governare l'Italia dopo Berlusconi (ammesso che il dopo Berlusconi non si chiami Berlusconi) sono gli stessi che, messi alla prova per sei anni e più, si son ben guardati dal liberare il mercato della televisione, cioè della magna pars dell'informazione. Rivedendoli all'opera retrospettivamente, appare chiaro che non si erano "sbagliati", non si erano "distratti". Erano scelte consapevoli: è la loro politica. Non è che non siano riusciti a risolvere il conflitto d'interessi, a varare una legge antitrust e a levare le zampe dalla tv per una congiunzione astrale sfavorevole o per le avverse condizioni meteorologiche. Non hanno voluto farlo. Perchè trovano assolutamente normale che sia la politica a comandare sulla Rai.
Ora gli stessi leader invecchiati di un lustro, messi di fronte agli stessi problemi incancreniti da cinque anni di regime mediatico, tenderanno naturalmente a riprodurre gli stessi comportamenti. Cioè a non fare la legge sul conflitto d'interessi, la legge antitrust, la legge che libera la tv dal giogo dei partiti. Chi pensa che, appena la sinistra vincerà le elezioni, automaticamente i partiti usciranno da Viale Mazzini con le mani alzate, si illude. Dovranno essere i cittadini a costringerli, pretendendo impegni precisi prima delle elezioni. E, dopo, evitare di sedersi sugli allori, ma vigilare giorno per giorno per evitare che vada a finire come l'altra volta.
